Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero, che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

                            Derek Walcott – Amore dopo amore –

 

 

– Dimmi come sono i tuoi occhi, adesso.

– Quelli che sai, un pò più tristi.

– Cos’hai addosso? E sotto ai vestiti? Voglio saperlo.

– Un paio di pantaloni neri. Un maglione rosa. Sotto non te lo dico, non ho voglia di giocare.

– Non è un gioco per me. Io ho bisogno di saperlo, di metterti dentro ai miei occhi.

– E in cinque anni ancora non ci sei riuscito?

Sempre così. Dopo un pò mi perdi, perdi la mia immagine e non contano le ( pochissime ) foto che ti ho lasciato, perchè appunto io credo che una persona amata te la dovresti portare dentro. Te La Dovresti Portare Dentro.
Non avrai altre foto, nè voglio vederti.

Muoviti tu.

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2 risposte a

  1. MLM ha detto:

    “Io non ti amo: è questa la tragedia.”
    Il punto di vista potrebbe essere non del tutto sbagliato, ma è “un punto di vista”.

    D’altra parte la “seduzione continua” la “dedizione incondizionata”, la “sindrome di Eloisa” senza riscontri, è impossibile.

    Ci proviamo, ce lo proponiamo, ce lo imponiamo, poi cadiamo nei soliti rancori “tu non hai fatto…, tu non hai detto…”.
    E’ un peccato, lo so, ma è così.

    Un bacio Simo, Maria Luisa

  2. Yonderboy ha detto:

    è una poesia bellissima, che fa parte di “Mappa del nuovo mondo”: il libro viene letto da fabio volo nel film “la febbre”, e così andrà incontro a nuova vita (come Nazim Hikmet dopo “le fate ignoranti”). ma io posso dire che lo conoscevo già 🙂

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