Oggi va così

Sarai distante o sarai vicino
sarai più vecchio o più ragazzino
starai contento o proverai dolore
starai più al freddo o starai più al sole
Conosco un posto dove puoi tornare
conosco un cuore dove attraccare
Se chiamo forte potrai sentire
se credi agli occhi potrai vedere
c’è un desiderio da attraversare
e un magro sogno da decifrare
Conosco un posto dove puoi tornare
conosco un cuore dove attraccare
Piovono petali di girasole
sulla ferocia dell’assenza
la solitudine non ha odore
ed il coraggio è un’antica danza
Tu segui i passi di questo aspettare
tu segui il senso del tuo cercare
C’è solo un posto dove puoi tornare
c’è solo un cuore dove puoi stare

 

 

 

Così va, e mi tengo stretta la mia malinconia e questo stato di cose aspramente rincorso e voluto. Però tutto è così grigio, grigio di tutte le sfumature del grigio, nuvole basse e foschia rischiarati qua e la dalle chiazze gialle delle forsizie, dei narcisi, dal verde disarmante dell’erba. Verrà un tempo migliore, DEVE ARRIVARE.
La tua voce ovattata dal raffreddore e dal mal di gola mi intenerisce e so che non dovrebbe. Mi attacco a qualunque cosa possa farmi prendere le distanze, anche quando tu non c’entri. Ieri mi chiama Flo.

– Sto andando a Trieste. C. ha la serata libera.

– Flo, sei pazza?! Sei in giro dalle sei di stamattina! Sono più di cento chilometri! Non può venirti un pò incontro lui??

– No…a quanto pare no…Comunque sono quasi a casa ( 80 km dalla città in cui lavora- ndr – ), mi faccio una doccia e riparto per Trieste, sennò chissà quando ricapita…

– Flo, te la sei già scordata quella dell’altro giorno?

– No…però…

 

L’altro giorno.

C., che è anche datore di lavoro di Flo, passa per l’ufficio. Deve andare a Bologna e tornare in giornata. E’ trafelato, stanco, nervoso. Flo gli ha comprato delle fragole, sa che gli piacciono molto. Le ha lavate, tagliate, zuccherate e messe in un contenitore ermetico. Glie le consegna con tanto di cucchiaino di plastica e tovagliolino.

– Così se pranzi con un panino hai qualcosa di fresco da mangiarti dopo!

LUI: – E che cazzo me ne faccio delle fragole?? Non ho tempo! Ho fretta!

Lei glie le strappa di mano: – NON C’E’ PROBLEMA! LE MANGIO IO!

 

Vorrei tanto capire come si può essere così miseri. Anche a questo mi attacco, anche se tu, in questo senso, non sei così, ma mi racconto che TUTTI, TUTTI hanno le loro micragnerie, i loro egoismi. Cerco di tirare fuori il mio. 

 

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4 risposte a

  1. Spuma ha detto:

    Quella canzone Simo, evito di sentirla per non farmi male. Poi proprio in questi giorni (in cui a dire il vero tutto mi fa male) la trovo da te… Bella e straziante.
    Sei distante, si sente. O almeno io lo sento. Ci sono momenti bui, li attraversiamo senza scampo. Ma prima o poi risolleviamo la testa. Tieni duro…

  2. cabiria55 ha detto:

    …mi chiedo come mai noi donne occidentali ci indignamo tanto per il burka delle mediorientali,forse per non soffermarci sul tappetino “virtuale”che ci portiamo in borsetta…da usare al bisogno,appena un maschietto fischia,per prostrarci ai suoi piedi!!!
    (scusa…ma la situazione della tua amica Flo,mi è sembrata allucinante!)

  3. MLM ha detto:

    Ci sono uomini (e donne) che per narcisismo, per vanità, per desiderio di conferme, per delusioni precedenti, per noia o più semplicemente per tigna, amano tessere illusioni, giocare alla seduzione, tenere sulla corda.
    Questi, con dolo, creano le premesse di una soap opera, di un melodramma, dove di solito c’è un altra donna (o uomo) che ne rimane avvinta come le avessero fatto il più bello tra gl’incantesimi.

    Questi, se li conosci meglio, scopri che sotto hanno il vuoto pneumatico, sono uomini (e donne) vanitosi, capricciosi, annoiati, sono “qualcosa” solo per chi ci casca, giocano e basta a un gioco di potere, che esaspera, offende, intristisce.

    E’ un tira e molla dove micragnosi (ed eccessivamente generosi), si divertono così, a far del male (e a subirlo) come non ci fosse meglio da fare nella vita…

    Un abbraccio a te e a Flo, Maria Luisa

  4. yae ha detto:

    eh, i gesti

    l’inesauribile diplomazia del cuore che chiede dimostrazioni o guerre aperte

    spesso solo un modo per punirsi

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