Giochi sporco.
Passi alle armi pesanti sapendo dove e come colpire, non avendo ancora una percezione esatta di quanto più forti siano le mie difese.
Ieri lavoravo, lavoravo sodo, una di quelle giornate pesanti che ogni tanto fanno aggrovigliare tutto: capacità, lucidità, collaboratività. Mi chiami, dialogo abbastanza scarno, non ti do più corda.

– Sei collegata?

– No, al momento no. Perchè?

– Ti ho mandato una cosa.

– Che cosa?

– Er Monnezza…

– I., lo sai che NON REGGO Claudio Amendola e antesignani. Se poi è Be******i vestito da Monnezza, già visto.

– Bèh, intanto io te l’ho mandato.

Prima di pranzo scarico la posta. Eccolo là l’allegato. No title. Bòh. Apro. Mi blocco. Brutto stronzo, sei tu. Una tua foto scattata a C**a con due vecchie creole igioiellate di monili di plastica che si fumano un sigaro. Le due vecchiette sono grandiose, la foto è bella davvero, particolare, ma ovvio che quello che mi arriva come un pugno allo stomaco sei tu, sono quegli occhi che provo a dimenticare, è quel sorriso disarmante, disarmato e raro, è la polo che riconosco, sono le tue mani, le gambe, le pieghe del viso. Brutto stronzo.
Scelgo il silenzio.

Ovvio che tu non lo fai.

– Perchè me l’hai mandata?

– Così…Mi sembra una foto simpatica anche se io non sono venuto granchè bene.

– Sei assolutamente tu.

– E tu? Come sempre niente foto eh? OK-OK! Non dire niente. So già come la pensi.Scusa. Inutile parlarne.

– Appunto. Scava nei ricordi.

La giornata va avanti, presi entrambi dalle nostre vite, dal lavoro. A fine giornata mi richiami. E’ palese che qualcosa non va, blando eufemismo per dire che NIENTE VA. Lo sai bene che non ho più pazienza, infatti finiamo col litigare. Parti con la più grande stronzata degli ultimi anni:

– IO LO SO! SONO SBAGLIATO! SONO NATO MALE IO! SONO INCAPACE DI RISOLVERE I MIEI PROBLEMI! E NEMMENO HO TROVATO QUALCUNO CHE ME LI POTESSE RISOLVERE! NEMMENO TU!

Questo è davvero troppo. No, non urlo, non strepito, parlo freddamente.

– E cosa ti aspettavi? Che te li risolvessi io i problemi? Non sono un’assistente sociale. Sono sempre stata disposta a risolvere quelli MIEI e TUOI, non certo quelli che ti trascini dietro da vent’anni e che hanno nome, cognome, faccia e presumo capacità di discussione. Semplicemente NON VOLETE RISOLVERLI. Quindi piantala.

Ti sento annaspare, inspirare nervosamente, ripetutamente, deglutire. Poi:

– Io ti ho sempre voluto bene, ma a volte sei spietata, sei stronza.

– Tu no invece, vero?

– Se mi attacchi non pretendere che io me ne stia fermo.

– Non sono io ad averti attaccato per prima. Ti dirò quello che spesso dici tu, "Sono fatta così". E’ comodissimo.

– ( … )

– Che c’è?

– Niente…ho bisogno di un pò d’aria.

– Ti saluto. Buona serata.

Ecco, bravo. Va a respirare a casa tua. E poi controlla il cellulare per cercare qualcosa che mai più arriverà, e va a mangiare la fetta di torta per il compleanno della vicina anche se A TE stanno sulle balle. Va. Respira.

Stamattina ovviamente chiami.

– Ho passato una serata d’inferno. A. era da un’amica in un paese qua vicino, doveva tornare in autobus ma non arrivava più, il cellulare era chiuso, l’amica non la raccontava giusta. L’ho ritrovata alle 9 di sera in centro a una fermata d’autobus con due ragazzi, come niente fosse…Glie le ho suonate, ho urlato per un’ora…E’ stato allucinante…

Mi dispiace.

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5 risposte a

  1. utente anonimo ha detto:

    sei sulla strada giusta?

  2. utente anonimo ha detto:

    ciao, grazie del passaggio, mi ha fatto piacere. amendola a parte (che mi è scaduto un casino con gli orribili spot della Tre), adoro i romani…. e il cliente dell’altro giorno nemmeno poteva immaginare che dall’altra parte del telefono io stavo direttamente digitando tutto il dialogo per poter ricordare quella telefonata esilarante e degna di zelig!

    leggevo, qui da te, più sotto, sulla banalità di molti blog. anche io non sopporto i blog delle donnette griffate o delle adolescenti rosa glamour… ma poi mi sento in colpa, perchè se guardo il mio di blog, non è che sia un pozzo di buone idee o di buoni scritti. sai, per quanto mi riguarda, alla fine mi sono accorta che uno dei validi motivi per cui porto avanti il mio blogghino, è proprio perchè ad un certo punto si instaura un bel rapporto con i “vicini”. bè, forse non con tutti, ma quasi ogni giorno ci sono alcuni confronti e scambi di opinioni costruttivi, piacevoli, a volte stimolanti, conflittuali o meno. ecco, io spero che il mio blog non sia banale (scrivo di me, della mia vita ecc) e l’ho sempre sperato da quando ho cominciato a imbrattare splinder; ad ogni modo sono felice di aver conosciuto tante teste pensanti in mezzo a tutte queste “porticine”! se mi permetti, vorrei linkarti, mi piace il tuo blog. scrivi con intensità. un abbraccio, e buona giornata. PAROLEDENTRO.

  3. RobertoTossani ha detto:

    Ah,dovesei dovesei…
    ;-*

  4. LunaCalipso ha detto:

    … un abbraccio !

  5. Frank57 ha detto:

    Quando il gioco si fa duro… Calza a pennello la pluritriturata citazione, ma nei sentimenti è gioco pesante, oltre che sporco. Annoto mentalmente, vista l’ora, un altra considerazione: ne verrà fuori una lunga lettera, presumo. Buona giornata. Che sia migliore di quelle che l’hanno preceduta.

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