– He Simo…sei una donna impegnativa! Povero M.!

Ride di gusto Giulio, amico di mio marito. Lo incontro per caso passando davanti a un gettonatissimo bar all’ora dell’aperitivo, io che vado al mercato a comprare fragole, arance, zucchine.
Giulio è sempre griffatissimo, abbronzatura giusta in un mare di lentiggini, occhi chiari, capelli rossicci. Scapolo per vocazione ha sulle spalle due lunghe convivenze. E’ un onesto: quando le cose non andavano non si è nascosto. Forse è anche un pò spietato, di sicuro molto egoista, ma nella sua fiera singletudine non inganna nessuno. Non è nemmeno quello che si può definire un pu*****re, ha storie lunghe, non frequentissime. Mi invita a sedermi,finisce che ci mangiamo un toast nello spazio all’aperto del bar. Mi racconta un pò la sua vita negli ultimi mesi, mi chiese di M. ( "ultimamente a parte qualche messaggio non ci si riesce a vedere"), poi:

– E ti, bela tosa?

– Bèh, grazie per il "tosa" e anche per il "bella", sei fuori con tutti e due. Sto…bene grazie. Perchè?

– Quante taglie hai perso?- Facendo il rappresentante d’abbigliamento l’occhio non manca.

– Forse una, poi come sempre non si perde mai nei posti giusti. Comunque sto bene, nel complesso.

– Io l’ho sempre detto a M. che è fortunato. Avete proprio una bella famiglia, e ti te s’è una tosta.

– Sono una qualunque, che fa le cose che fanno migliaia di altre donne, sono anche più privilegiata di altre per molti versi. Almeno ho un lavoro che mi piace e la possibilità di un aiuto domestico. Poi i ragazzi ormai sono grandi, anche Francesca in fondo.

– Però hai quest’aria sempre un pò seria, pensierosa.

– Giulio, che fai? Il banchetto psychiatric help toast e minerale compresi?

– Ma pensa ti! No, io a voi donne ho rinunciato a capirvi però sai che in tanti anni che ci conosciamo mi sono sempre stpito del fatto che tu e M. state insieme da tanti anni? Masa diversi. Si vede che sei una donna impegnativa. M. è più semplice…il lavoro, le uscite, poi lo sport. Lui è un pò come me, come Marco, come Eugenio.

– E quindi?- Già sono sulla difensiva e il discorso mi puzza.

– Quindi niente. Semplice osservazione. Certe donne non sono semplici da gestire.

– Perchè? "Certi uomini" lo sono?

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5 risposte a

  1. perturbamento ha detto:

    Che brutta impressione che mi fa quella parola. Sarà che utilizzo il verbo “gestire” ed il sostantivo “gestione” frequentemente, in ambito lavorativo, ma sempre associato a qualcosa di inanimato e mai rapportandolo a delle persone precise e identificate.
    Gestiamo le risorse, gestiamo le problematiche, gestiamo il tempo, gestiamo le energie. Ma l’idea di gestire un coniuge, un fidanzato, un partner, un amico mi ingenera una strana sensazione. Con loro ci si relaziona, in tutti i sensi; pensare di doverli gestire mi mette tristezza.

  2. utente anonimo ha detto:

    Un dialogo interessante, che poi tu sai rendere perfettamente, come sempre. Peccato che si sia interrotto, potevano porsi le premesse per sviluppi inediti. In privato ti chiederò altre cose.
    Buon proseguimento di giornata
    Frank57

  3. Spuma ha detto:

    Certi uomini a caso, eh? 😉

  4. yae ha detto:

    no, evidentemente.
    e nemmeno i loro amici…

  5. Yonderboy ha detto:

    per me, ci stava provando 🙂

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