Il senso del tempo che scorre a nastro, ecco cosa mi trasmettono i commenti dei miei compagni di viaggio qui dentro. Storie che conosco da parecchio, altre che conosco da poco, storie fatte di assenze feroci, di malattie di persone care, di lavoro duro o ricerca di lavoro, di amori a metà, di amori nascosti e bellissimi, di unioni benedette da un timbro e che stanno insieme con la colla millechiodi, di matrimoni ancora vivibili, di matrimoni ormai invivibili, di figli piccoli e meno piccoli, di serate in palestra, di gite al mare, di voglia di fuggire, di paura di non essere, di paura di essere…E’ il piccolo villaggio che ruota attorno a queste pagine.
Su tutti, l’angoscia lieve del tempo che scorre, delle occasioni perse, delle amicizie difficili da coltivare, dell’amore sempre cercato, perso, rimpianto, fintamente dimenticato.

Io qui mi scuso con tutti, perchè raramente rispondo. A qualcuno l’ho spiegato privatamente, il perchè. In realtà molto mi resta dentro di ciò che lasciate qui o nella casella dei messaggi.
Oggi voglio ringraziarvi tutti, Roberto, Laura, Lory, Ste, Frank, Cabiria, Chakra, Rose, Yae e tutti gli altri che hanno lasciato parole per me e che di rimando erano un pensiero a sè stessi, ai propri nodi, ai propri scenari di vita.

Stamattina aprendo la posta ho trovato una mail di I.
So quanti problemi gli crei collegarsi da casa; l’ha scritta ieri sera verso mezzanotte. E’ una mail strana, ti strappa il cuore. Non sono parole d’amore, sono brandelli di vita, di piccoli grandi dolori che ha vissuto e che conoscevo. Non ne parlavamo più da molto, di suo padre. Troppo diversi, I. e suo padre. Chiuso e taciturno I., un vulcano di idee, parole, comunicativa il padre. Ma anche un uomo che annegava nel vino il timore di non farcela a mantenere la famiglia, uno che spesso alzava le mani. Un bilancio in passivo della sua infanzia e adolescente, quello di quest’uomo che amo tanto. " …ma ti assicuro che voglio vivere ogni giorno che resta della mia vita fino in fondo, risollevandomi da solo quando mi ritroverò a terra, perchè se non si impara a farlo, come si possono aiutare gli altri? Come posso aiutare te, quando e se ne avrai bisogno? Ho finito i miei pastelli colorati molto tempo fa. Qualche giocattolo me l’hanno portato via, tante occasioni sono andate perdute ma ora forse qualcosa finalmente è cambiato. E’ cambiato che ora c’è un Noi, e che ci credo davvero fino in fondo."

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7 risposte a

  1. RobertoTossani ha detto:

    Oh, insomma, basta.
    Siamo in pieno Over the rainbow.
    In pieno Io che amo solo di te del grande Endrigo.
    Piantala.
    😉
    (tanti tanti tanti baci)

  2. bbbk ha detto:

    Bellissimo.

    Ciao,

  3. Spuma ha detto:

    Torno e ritorno… e non riesco a commentare. Sto diventando stupida..

  4. cabiria55 ha detto:

    Siamo fatti d’amore e di vento…e a volte il vento si placa,a volte ci investe con folate improvvise a volte ci rapisce in un vortice…ascoltiamo la sua voce…e nei momenti di quiete sapremo dove ci porta!un abbraccio

  5. yae ha detto:

    amante, padre. si gira sempre intorno a quella figura maschile. che cosa cerchi?

  6. Dovesei ha detto:

    Non un padre yae: ce l’ho un padre. Ho incontrato un uomo con una storia pesante alle spalle. Sto con lui, senza cercare nulla tranne ciò che possiamo darci, il tutto magari steso su di un tappeto di ragionevole serenità.

  7. laura48 ha detto:

    Un grazie ed un bacio
    A presto

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