Ho trovato una bellissima versione di "La donna cannone" cantata da Mia Martini, e "Almeno tu nell’universo" cantata da Mina. Meravigliose. Le ascoltavo in macchina ieri cercando di sgombrare la testa dai pensieri di lavoro, da quelli delle cose da fare una volta arrivata a casa. Chiami tu, come sempre ogni sera; in pratica facciamo il tragitto casa-ufficio insieme: una bella consuetudine che fa piacere a entrambi, entrambi tiriamo un bel sospiro di sollievo da fine giornata e ci raccontiamo mille piccole grandi cose. Ieri sera però qualcosa non va.

– I., che c’è? Ti sento molto giù…

– Ma no…niente…è solo stata una giornata nervosa, poi stranamente noiosa. Sono un pò sballato.

– Allora è meglio che ci salutiamo, che ne dici?

– No, non ho detto questo…Solo che non mi pare che anche tu mi aiuti a tirarmi su…

Inizia a montarmi dentro una rabbia sorda. IO dovrei tirarti su? Poi mi viene in mente un particolare: oggi mi hai detto di essere uscito fuori sul piazzale a metà mattina perchè ti sentivi soffocare. Decisamente non me la racconti giusta.

– Senti, non tenerti le cose dentro: che è successo?

– ( … ) … Hanno prenotato per quel fine settimana al mare…quello in cui dovevamo vederci noi.

– Ah…Bèh, l’avevamo già immaginato, ricordi? Sposteremo il fine settimana.

– Ma tu hai poi deciso se andare via ai primi di giugno?

– I., cosa cavolo cambia? Penso che andrò via due giorni al massimo, ammesso che l’intervento al ginocchio a mio padre vada bene? Che c’entra?

– Niente. Non c’entra niente.

A volte non riesco a capirti. Stamattina ancora in pieno spleen. Ti passerà, ma sempre più spesso mi domando fino a che punto continuerai a ingurgitare tutto, dolce, salato, acido, freddo, caldo, senza vomitare, senza esplodere.

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9 risposte a

  1. Frank57 ha detto:

    Riemergo e trovo sempre piacevoli sollecitazioni e suggerimenti musicali raffinatissimi. Dovrò fare il punto della situazione. Comunque ci sono. Buona giornata, se possibile.

  2. pensierieaparole ha detto:

    La stessa cosa che mi chiedo io… fino a che punto riuscirà a far finta di non vedere le cose???… La mia preoccupazione è un’implosione… oppure peggio ancora rassegnazione… perdita della capacità di sognare… insoddisfazione… Quello che poi in realtà gli è accaduto un paio di settimane fà… e io c’ero… con tutto il mio carico di inutilità… e di sofferenza per lui… Mah, quante riflessioni… Un bacio!

  3. vitarosa ha detto:

    Come sempre, leggerti ha risvegliato una ridda di ricordi, primo fra tutti il tragitto casa-ufficio e ufficio-casa al telefono con lui. Quando è finita mi sentivo persa, la strada era diventata improvvisamente lunghissima…

  4. ChakraKan ha detto:

    E’ bellissima quell’espressione: “Hanno prenotato.”
    Dice tutto, non trovi?

    Loro prenotano, tu devi tirarlo su, lui… niente. Non lo dico per giudicare, ci mancherebbe. Lui è così:prendere o lasciare, non ha i mezzi per fare di meglio.
    Un bacio.

  5. utente anonimo ha detto:

    Hai ragione Chakra, in quell’espressione c’è tutto il modo d’essere di I. Lui non prende iniziative. Pertecipa spesso non essendoci proprio, come quando a casa si isola ascoltando musica in cuffia mentre “gli altri” discutono, litigano, guardano “Una mamma per amica”. : )!

    Simo non loggata

  6. drbruste ha detto:

    tu non cedere.

  7. RobertoTossani ha detto:

    Perché scegliere, decidere, prendere un mondo invece di un altro prima del momento in cui la vita ci costringerà a fare il passo verso un’unica direzione?
    Perché così staremmo meglio?
    Perché così faremmo stare meglio chi ci vuole bene?
    Non sarebbe così.
    Le uniche scelte a nostra disposizione sono quelle che prendiamo quando non è assolutamente più possibile farne a meno.
    Prima di allora non sarebbero scelte, anche se apparentemente il concetto sembra contraddittorio: prima non sarebbero, e basta.

  8. Yonderboy ha detto:

    anch’io ascolto spesso “almeno tu nell’universo” in questo periodo 🙂

  9. Spuma ha detto:

    Ciao Simo :-))

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