Caro M., ti spiego e mi spiego perchè ho smesso di amarti. Il fatto è che non ti sopporto più, anche fisicamente, visivamente. Ti guardo e mi dico che per avere 47 anni saresti ancora un uomo gradevole, alto, magro, occhi verdi, ma io non riesco più a guardarti, nè a starti vicino. A volte ti prenderei a schiaffi, così, a freddo. Già: a freddo, ma i motivi ci sono, occultati dalle bende rincuoranti della routine. Il tuo darmi per scontata, sempre presente, sempre pronta, reattiva. Il tuo contare sull’infinita comprensione verso la tua famiglia, una famiglia di persone vuote, fredde, borghesi nel senso più retrivo del termine. Il tuo lasciarmi sola coi bambini, sempre, i tuoi impegni di lavoro e non prima di tutto. il tuo bisogno esagerato di fare sesso ( non di fare l’amore, di scaricarti proprio ) incurante dei miei ritmi. la tua gelosia, prima nei confronti di Luca, poi di tutto il resto del mondo, maschi e femmine, parenti stretti, amiche, amici, colleghi, sempre lì a sminuire tutto e tutti. Sono tutti delle merde per te.
Ieri hai toccato il fondo. Hai portato Luca a fare un’ora di guida dato che presto avrà l’esame. Non sapete stare assieme, vi beccate in continuazione. Difficilmente Luca attacca per primo, non è un piantagrane, ma quando poi risponde tu non hai nessuna pazienza, nessun senso dell’educazione.
Tornate e chiedo a Luca com’è andata. " Bene, bene." Sembra tranquillo. Si siede accanto a me a guardare la televisione. Noto una piccola ferita su un polso, fresca, c’è un pò di sangue coagulato.

– Che hai fatto lì? Hai preso contro a qualcosa? Vuoi un pò di Citrosil?

Ridacchia imbarazzato – E’ stato papà…

– Come sarebbe a dire "E’ stato papà"? Che è successo?

– Ma niente…E’ che non ho saputo parcheggiare come e dove diceva lui è gli sono venuti i nervi…mi ha sbattuto sul braccio la bottiglia dell’acua minerale…sai, il tappo taglia…

Mi alzo. Sono calmissima. Entro in cucina dove stai pulendo dell’insalata.

Mi guardi le tette. Tu non mi guardi mai in faccia: guardi sempre all’altezza delle tette, se sono di spalle guardi il sedere. Io non sono una persona: sono due tette e un culo, sono il mio vestire che è sempre in bilico tra il "provocante" ( ma quando mai?? ) o il troppo semplice.

– Che è successo con Luca?

– ???

– Che ha fatto sul polso?

– Eehh! Quante storie! Cosa vuoi che sia?? E’ imbranato! Mi è venuto un colpo di nervi gli ho dato una bottarella con la bottiglia! Uuh poaretoooo!!!

– Tu non sei un padre, e sei un incivile. Non ti permettere MAI PIU’ di colpire Luca, HAI CAPITO BENE??

– Ma sei fuori di testa? Sei esaurita? Per una cosa così?

– Sono convinta che se tu non ti frenassi in qualche modo faresti anche di peggio, soprattutto a me.

– Bàh, lo dici tu…- Tagli l’isalata con un sorriso cretino. Un banboccio invecchiato, ecco cosa vedo.

– Lo dico con cognizione di causa. Comportati civilmente tanto quanto faccio io con te, perchè se dovessi tirarti dietro qualcosa per ogni cazzata che fai o dici saresti macinato per cani. HAI CAPITO?

Ecco, perchè non riesco più a starti vicino. Sabato sera l’altra "perla".

– Senti, io non è che ho molta voglia di venire al saggio della Franci…Mi sarei messo d’accordo per andare a vedere il Treviso.

Inghiotto amaro ma reagisco educatamente:

– Vedi un pò cosa ti suggerisce la tua coscienza, comunque guarda che sarà un bel saggio…

– Lei cosa fa?

– Non me l’ha voluto anticipare però se pensi che va alle finali nazionali anche quest’anno…

– Sì ma che cojoni però! Prima ci sono tutte quelle bimbe piccole! Poi è caldo…

– Fa quello che credi. – Taglio corto.

Alla fine arriva l’ora di andare allo stadio e non si muove. Io mi sono già organizzata con Flo, con Luca che vuol vedere come se la cava sua sorella, poi dopo il saggio andremo a mangiare la pizza con altre sue compagne e i genitori, io spaiata, ma tanto io sono SEMPRE spaiata.

– Bèh, non vai allo stadio?

– Non ci siamo  messi d’accordo. Uno non viene perchè domani va a Udine a vedere il Milan, l’altro perchè la moglie brontola, poi ho pensato che, tanto, sabato vado a vedere le moto al Mugello. Risparmio…- Sempre quel sorrisetto idiota.

Franci sapeva di una non megliuo precisata "cena di lavoro"; se l’è trovato davanti a fine saggio, a mò di munifico.

– E brava la mia gallinella!

– Ah sei qui papà… Vieni a mangiare la pizza con noi?

– No, ho caldo. Vado a casa a farmi una doccia.

– OK.

Ecco, perchè non ti sopporto più, caro M.

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22 risposte a

  1. susi.b ha detto:

    hai dei figli meravigliosi, che te ne frega di lui…
    (chakrakan)

  2. yae ha detto:

    la solita coperta corta…

    non sarebbe male se anche lui avesse un blog simmetrico al tuo, davvero non sarebbe male.

  3. RobertoTossani ha detto:

    Ossignur…
    Ma dai, non può essere così M., non può.
    Siamo ai confini della realtà.
    Potrebbe fare il personaggio di una soap senza dover neanche recitare.
    A volte mi chiedo se esista un qualsivoglia limite a un qualsivoglia tutto.
    Se mai esistesse, M. l’avrebbe superato sicuramente.

  4. cabiria55 ha detto:

    Cavolo…ma sei sicura che il tuo M non abbia un clone…che ho sposato proprio io?…(un clone riuscito male….perchè il mio non ha bisogno di sesso…quello è un file di sola lettura!)

  5. vitarosa ha detto:

    Mio marito non arriva a tanto… Ma di cloni di M. devono essercene parecchi in giro (per esempio se vai a vedere http://amerei.splinder.com).

  6. Spuma ha detto:

    Ok, io te e cabiria abbiamo sposato lo stesso uomo! :-DDDDDDDDD
    Che faccio? piango o rido? 😦

  7. laura48 ha detto:

    Scusami – ormai mi conosci e sai che sono molto diretta- perchè non lo lasci?

    Non lo ami più, non lo rispetti come uomo….ed allora cosa aspetti?

    Non mi venire a dire per i figli perchè – da come lo descrivi- è meglio non avere un tale padre…..ed allora?

    Dal punto di vista economico?…..spero che non sia questo che ti lega a lui perchè è sempre meglio – come si dice a Roma- mangiare pane e cipolla che convivere in questa maniera.

    Perdonami nuovamente Simo, ma sarà che mi occupo di terapia familiare da una vita e non riesco a concepire che una donna rimanga unita ad un uomo se non lo stima….se non lo ama….se l’amore lo ha riversato in un’altra persona…..se lo considera un cattivo padre per i propri figli.

    Un blog può servire a sfogarti, ma non ti risolve certo i problemi.

    Se hai delle convenienze a rimanere con tuo marito….ok ma non lamentarti….altrimenti prendi una decisione per vivere meglio almeno psicologicamente.

    Un abbraccio

  8. Dovesei ha detto:

    Non mi pare che i miei post siano un lamento. Esterno, mi sfogo, peraltro scivendo molto di ciò che esterno anche a parole. Poi ci sono circostanze che NON MI VA di chiarire qui, e che conoscono pochissime persone.
    Se ti occupi da anni di terapia familiare saprai anche che esistono infinite varianti oggettive. Non resto con lui per denaro, e anzi ho passato anni durissimi al suo fianco, mangiando pane e cicoria, che mò pare si dica così. La verità Laura non è MAI quella che si può intuire. L’equazione casa/marito/soldi sicuri è applicabile solo in alcuni casi. Ho di che mantenermi, non è questo. Psicologicamente ho scoperto di essere molto più attrezzata di quanto credessi, chiedo solo, e lo faccio in maniera molto determinata, credimi, il mantenimento di una distanza fisica che pretendo, che è un mio diritto.

    Per ultimo: so benissimo che un blog non risolve i problemi. Mi consente di scrivere e trovare qualche confronto. Tutto qua.

  9. blackbunny ha detto:

    mah in effetti ci dev’essere qualcosa che non hai mai raccontato qui, altrimenti non si capisce come mai siate ancora sposati…

  10. vitarosa ha detto:

    Sarà… io non riesco mai a vedere le cose o solo bianche o solo nere. Per me esistono migliaia di sfumature di grigio. Oppure siamo proprio masochiste?

  11. Spuma ha detto:

    No, vita, non lo siamo. E’ che sappiamo guardare tutto, tenendo conto delle situazioni a 360 gradi. E come dici tu non tutto è bianco e nero, neanche noi stesse. Per fortuna.

  12. laura48 ha detto:

    Cara Simona, mai pensato che i tuoi post siano dei lamenti, ma che facciano trasparire un forte disagio….beh mi sembra evidente.

    Esistono una moltitudine di varianti oggettive – hai ragionissimo – ma tutte portano, prima o poi, ad una scelta.

    Tanto per farti un esempio: da quanto leggo, tuo marito non mi sembra un buon padre e di questo se ne sono consapevoli i figli, che si sono alleati con te.
    In alcuni casi, è meglio far crescere i propri figli senza un genitore, che dare loro sofferenza e poi farli divenire giudici di una situazione familiare.
    Oggi giudicano il padre…un domani potrebbero giudicare te.

    La distanza fisica che tu pretendi – scusami ancora- non è un tuo diritto dal momento che continui a vivere con quest’uomo.
    Lui non lo capirà mai e tu continuerai a cercare altrove.

    Affermi che il blog è uno sfogo e mi trovi concorde, ma il non dire tutto ( questo si che è un tuo diritto) non ti offre certo la possibilità di riscontrare nei commenti altrui un elemento, che possa fornire un mezzo per rapportarsi agli altri,

    Se poi lo fai perchè ti piace scrivere….beh questo è un altro discorso.

    Da quanto leggo, sei innamorata di un altro uomo di cui non approvi il suo modo di gestire la famiglia.
    La moglie è una mezza pazza…..la figlia una maleducata senza limiti…la suocera compra l’amore del genero per la propria figlia attraverso dei viaggi……Tutto ok!

    Vorresti che questo uomo si imponesse delle scelte…..qui non ti capisco proprio!

    Lui dovrebbe scegliere….cambiare vita….imporsi….molte volte non lo stimi per la sua debolezza.

    In poche parole, Simona, chiedi a lui di fare quello di cui tu non sei capace.

    Non ti sembra un’incoerenza grande come una casa?

    Sempre da quanto leggo, tutti si appoggiano a te…. sei stanca e vorresti fuggire…..ed io non ci credo!

    Non ci credo a questo tuo malessere perchè sei talmente volitiva e dotata di una buona autostima che se fossi stanca avresti preso delle decisioni da molto tempo.

    Non vuoi….ma saresti delusa se le cose prendessero un’altra piega perchè ti piace essere indispensabile dal momento che nel proiettarti verso gli altri….eviti di fare un’autocritica.

    Chiedo ancora scusa per la mia sincerità, ma questo è quanto leggo o meglio quanto fai capire.

    Se poi quanto racconti è solo una minima parte oppure appartiene ad una realtà in parte romanzata….leggimi con un pizzico di ironia.

    Alla prossima

  13. Spuma ha detto:

    Simo ma che fine hai fatto? Non starai mica mettendo i freezer i pezzi in cui hai ridotto M.? :-PP

  14. bbbk ha detto:

    Un abbraccio cara Dovesei… Ti leggo da un po’, questo e’ il primo commento.

    Non ti curare di chi si impone come propositore di soluzioni a buon mercato di situazioni che probabilmente nemmeno conosce. (Ma lo sai anche da te, mi pare… almeno ti immagino cosi’.)

    Buon fine settimana!

  15. RobertoTossani ha detto:

    Laura48, scusami se mi intrometto: non c’entro niente, ma l’analisi che fai la trovo preoccupante se davvero ti occupi di terapia familiare.
    E’ un incredibile coacervo di buon senso e situazioni generalizzate.
    Ogni storia a due ha la sua preponderante forma di personalizzazione data unicamente dalle due persone che la stanno vivendo.
    Non conosco una storia tra una donna e un uomo che sia identica ad un’altra.
    Ci sono richiami, particolari simili (a rotazione), addirittura a volte situazioni per molti versi similari.
    Ma è paradossale credere che esistano soluzioni comuni, uno star bene uguale per tutti, un dire/scrivere se stessi che significhino soltanto una cosa, mentre è aperto necessariamente ad ogni tipo di interpretazione e futuro.
    Senza polemica, lo giuro.
    Ma ho avuto “bisogno” di scriverlo (vedi sopra il significato delle cose che si scrivono).
    Ciao Laura.

  16. Dovesei ha detto:

    Allora, vediamo di chiarire un pò di cose.

    Questo è un blog aperto a tutti. Fino a un pò di tempo fa avevo inibito gli anonimi perchè mi arrivavano parecchi commenti spiacevoli da parte di sconosciuti, poi ho pensato lasciare la più ampia libertà di esprimersi a tutti, dato che un blog èè uno spazio pubblico ecc.ecc., quindi ben vengano commenti e critiche, altrimenti le cose me le scrivo sul mio Moleskin o le racconto a Flo.
    C’è una cosa però che non sopporto proprio: tranciare giudizi in modo sommario o sulla base di esperienze pseudo-professionali-personali.
    Dunque, Laura, parto un pò a caso: se un domani i miei figli mi dovessero giudicare affronterò il loro giudizio: non è escluso che già lo facciano e cerco di lasciare sempre aperta la porta al dialogo con loro. D’altra parte sono il principale punto di riferimento nella loro vita, ma non sono così deficiente da sminuire il loro padre ai loro occhi. Semplicemente traggono le loro conclusioni da soli, dato che sono grandicelli. Se un giorno le “conclusioni” sarenno a mio discapito affronterò la cosa. Per ora cerco di fare meglio che posso.
    Per quanto riguarda I., se mi leggi con un pò di attenzione scoprirai che io non gli ho MAI imposto scelte o chiesto di “cambiare vita”. Non rientra proprio nel mio modo di vedere un rapporto a due. Siamo come siamo. Certo, ho lottato e lotto molto perchè si ritagli degli spazi vitali per il benessere di una persona, e perchè non si faccia coartare troppo. In questo senso qualcosa è cambiato in meglio, ma nei periodi in cui ha deciso di lasciarsi travolgere dal modus vivendi che impera a casa sua non gli ho mai nascosto il mio dissenso, nè lo nascondo a mio marito.
    Evito di fare un’autocritica dici? E che significa “fare un’autocritica” secondo il tuo metro personale? ho sempre detto ( anche qui ) che le “colpe” del fallimento di un’unione sono sempre condivisibili. Sempre, anche nel mio caso. Cosa dovrei fare? Mettere qua nero su bianco i miei difetti? Le mie mancanze? Se mi andrà di farlo lo farò, altrimenti lascio trarre a chi mi legge un giudizio, ma i tuoi mi sembrano una montagna di luoghi comuni.
    Con mio marito ho passato anche anni belli, finchè sono stata una specie di bambolina assertiva. Poi molte cose sono cambiate, perchè la vita, la mia almeno, non ha mai avuto una curva regolare: ci sono stati anni bui per davvero. Non credi che io sia stanca? Non è che sono stanca: sono SFI-NI-TA, ma resto DOVE SERVE CHE RESTI.
    Poi. Io non cerco nulla. C’è un uomo che amo, da cinque anni ormai. Ci vogliamo bene e ci teniamo stretti a dispetto di tutte le difficoltà. Ha imparato, finalmente, a vivere con un pò più di leggerezza. So che ricascherà nei suoi buchi esistenziali. So che ci sarò, finchè ce la farò.

    Un’ultima cosa. Qui non c’è assolutamente nulla di romanzato. Qui c’è vita e discorsi e scazzi e sorrisi e problemi. Niente romanzate. I blog romanzati sono certa che sai dove trovarli. Difficile comunque leggere con ironia chi crede di prendere la mira con tanta precisione: in due post hai fatto un quadro che da uno strizzacervelli mi sarebbe costato minimo minimo un dieci sedute.

    Detto con ironia, naturalmente.

  17. Dovesei ha detto:

    P.S- Giuro che non mi sono messa d’accordo con Rob.

  18. vitarosa ha detto:

    Sai, a me il blog serve proprio per lamentarmi, di tutto e di tutti, quando mi gira. Per essere incoerente, e per sfogarmi. Pensavo fosse normale!

  19. laura48 ha detto:

    Cara Simona, mai pensato di fare lo strizzacervelli, ma ho semplicemente esposto – con molta sincerità- alcuni miei pensieri, nati da quanto scrivi.

    Che ci siano situazioni e situazioni mi è cosa nota da quando sono nata….che quanto si scrive non corrisponda sempre a tutta la realtà…mi è ancora più noto….ma che nella vita bisogna operare delle scelte mi sembra alla base di ogni attimo che si respira.

    Se mi sono permessa di essere sincera è perchè ci siamo già parlate privatamente e – se ricordo bene- sei stata te a scrivere per prima…..comunque ti chiedo scusa di tale sincerità e tolgo il disturbo.

    Ciao

  20. Dovesei ha detto:

    Eh no. Così non va proprio. Questi giochetti bambineschi “hai scritto prima tu” messi qua a mò di “e allora che vuoi” non mi stanno bene. non starò di certo qui a spiegare perchè tu mi hai contattata con un post, e io ho ritenuto opportuno risponderti con un pvt dicendoti poi in definitiva ciò che ti ripeto adesso, qui, pubblicamente: non amo il pollaio telematico, le maldicenze, i pettegolezzi. Non amo nemmeno le cosiddette fire wars. Per me la faccenda si conclude qui.

  21. laura48 ha detto:

    Solo una precisazione, che alla fine non conta nulla, ma amo la chiarezza: sei stata te per prima a contattarmi dopo un post messo in questo blog.

    Per il resto, non sono un tipo che ama i pettegolezzi e penso di avertelo dimostrato ampiamente.

    Ho espresso delle opinioni sinceramente…niente di più!

    Ti saluto

  22. RobertoTossani ha detto:

    Scelte, scelte, scelte…
    Lo dico e lo ripeto: non si sceglie, non possiamo scegliere, non ci è data questa possibilità da quando nasciamo (non per nostra scelta) a quando moriamo (non per nostra scelta, perché il suicidio non è una scelta, ma l’impossibilità ad accettare di non poter scegliere).
    Ecco.

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