Una domenica sera qualunque, un qualunque agriturismo. Guardo la distesa infinita di viti, filari su filari, di tanto in tanto piccole casette di sassi, grandi case padronali in cima a qualche colle, salame, prosciutto, melanzane e zucchine, prosecco, pane. Raggranello le briciole con la punta delle dita, le rendo ancora più piccole.
Attorno alla lampada sulle nostre teste una miriade di piccoli insetti. Mi annoio. inizio le mie storie ai raggi X.

Paola è una bella donna. Ha la mia età, un’eleganza innata resa più evidente da una magrezza esasperata, per interdeci, una di quelle che si lamenta di essere sottopeso ma a tavola mangia pochissimo. Scherza con mia figlia, le domanda un sacco di cose della sua vita, delle amiche, del corso di ricamo, dei campionati di ritmica, del liceo che ha scelto. Non è felice Paola, glie la leggi negli occhi la non felicità. Le manca quel figlio molto cercato e mai arrivato, le manca una presenza che Marco, suo marito non ha saputo riempire. In tempi remoti ha avuto una mezza storia con un tizio, uno di passaggio nelle nostra compagnia ormai ventennale. Lo ricordo bene: Sandro, si chiamava. Lo si capiva subito il genere: classico tipo che, una volta agguantata la preda, se ne sarebbe immediatamente disinteressato. Eppure lei ci perse la testa, mise in discussione il suo matrimonio per poi rimanerci scottata, delusa.Il tipo sparì, addiritturà andò a vivere in qualche posto in Piemonte tentando di rappezzare la cosa con la moglie.

Guardo Marco, suo marito. Amico fraterno del mio ma con un carattere totalmente opposto, pazientissimo, totalmente mancante di arroganza e supponenza. Forse per questo vanno d’accordo fin dai tempi delle scuole elementari. marco è una di quelle persone che guardo invecchiare con tenerezza, non so perchè. Forse perchè fisicamente mi ricorda vagamente I., non molto alto ma di struttura fisica ben piazzata, spalle larghe, stesso taglio di capelli, occhi verdi. Marco però è un mite, un taciturno non distruttivo, non rompicoglioni, non impositivo. Da qualche mese ha dovuto mettere gli occhiali: presbiopia. Io trovo che stia bene, sua moglie lo punzecchia facendogli il verso perchè nonostante tutto "mette a fuoco". Lo fa con una punta di malanimo e questo mi dispiace. Voglio bene a Marco e trovo che, checchè ne dica Paola, si prenda cura di lei. Magari sarà anche taciturno ma mille volte le ho chiesto se volesse fare cambio per una settimana col mio consorte, uno che parla macchinetta, che ti investe di tutti i suoi problemi, che chiede soluzioni, che detta legge, che arriva in una stanza dove stai guardando la tivù e ti cambia canale, che il tuo sedere dovrebbe sempre essere disponibile alle sue pacchette, che, che, che!

– Ma tanto Simo sono ANNI che lo sai che è un rompiballe! Ma almeno PARLA!

– STRA-parla, Paola. ‘o voi? ‘o vendo!

– Bèh vorrei vedere te col MIO! Uno che arriva a casa e gli devi cavare le parole con la trivella, che…

– Ma sì dai! Ognuno ha i propri difetti comunque credimi, Marco è molto meglio di tanti altri.

Probabilmente Paola avrà le sue ragioni, di sicuro. E’ difficile stare insieme. Anch’io non ho un carattere facile, perchè ho bisogno d’aria, di spazio, di non sentirmi pressata ma ho anche bisogno di qualcuno che mi avvolga come una coperta, che sappia prendere tra le mani i miei desideri, i bisogni, le insicurezze mascherate, che abbia una riserva d’amore appassionato e certo, che sia comunque anche intelettualmente sulla mia stessa lunghezza d’onda.
No. Non è facile nemmeno stare con me.

– Simo, che pensierosa stasera! – Marco si toglie gli occhiali e mi sorride.

– Ma no…guardavo le colline. Pensavo che qui è un bel posto, tranquillo.

– Mia moglie pensa sempre. Pensa – pensa – pensa. D’altra parte lei vive in mezzo agli intellettualoidi.

Ma che c*azzo ne sai tu di me?! L’ho pensato ma non l’ho detto. Ho continuato a frantumare le briciole sulla tovaglietta di grossa carta marroncina. Voglia di andare via.

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3 risposte a

  1. whydoc ha detto:

    pensare, condanna e sollievo

  2. bbbk ha detto:

    Un caro saluto,

  3. Spuma ha detto:

    una valigia per me, una per te e via! ci stai? 😛

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