Le sette e venti. Un rumore arriva dalla cucina attutito da qualcosa. Il cellulare. Mi alzo con la pressione che mi striscia dietro. – I. Accetta? –

-…ognto…

– Ciao amore. Ti ho svegliata?

– Sì, ma è il modo migliore in cui potessi essere svegliata. – Ma porcacc…! Il dormiveglia mi ottenebra i freni inibitori! Questa non volevo che uscisse!

– Non ti rompo le palle?

– Guarda I., a quest’ora sono tre le persone che possono chiamarmi sapendomi a casa: Flo che sta andando al lavoro, mio padre e tu dato che lì siete un’ora avanti.

– Come a dire i tre rompicoglioni della tua vita…- Ussignur!

– Mio padre le rompe di tanto in tanto. Tu e Flo mai. Va bene così?

– Va bene.- Silenzio e un vento fortissimo che s’insinua a raffiche nel microfono. Piccole parole leggere a saggiare il mio umore. Mi intenerisci e mi fai rabbia al tempo stesso, ma essere svegliata dalla tua voce è stata una carezza bella.

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2 risposte a

  1. Spuma ha detto:

    Simo… mai più avrò quel buongiorno… mai più…

  2. Fruzza ha detto:

    è bello leggerti.

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