*****

– Simo per caso mi hai chiamato?

– No, perchè?

– Sono stato fuori di più, sono andato a tagliarmi i capelli.

Faccio finta di arrabbiarmi. E’ una nostra piccola schermaglia quella dei capelli. Hai dei capelli bellissimi, tanti, mossi, un pò ribelli. Per anni hai adottato il taglio "perfetto bancario", che non sopporto ma i capelli sono tuoi quindi…Poi un giorno chiacchierando del più e del meno. la testa appoggiata sulle mie gambe ti scompigliavo i capelli.

– Sono troppo lunghi. Non stanno.

– Stanno come devono stare: liberi.

– Ma fanno…boh…veramente anche a me piacerebbe tenerli un pò lunghi ma poi non so, sai, in ufficio…

– Nessuno ti direbbe nulla. Dai, lasciateli crescere!

E così fai, a periodi. Periodi nei quali si accentua quella tua espressione così particolare. I tuoi capelli, lasciati a sè stessi, prendono pieghe tutte loro, ti rendono più intenso. So che piacciono anche a te, anche perchè è palese l’effetto. Ad un certo punto però accade qualcosa. Smetti di sentirti libero come i tuoi capelli, e corri a tagliarteli, o meglio, a brutalizzarli da qualche barbiere di quelli che pensano che tutte le facce siano uguali, che tutti i capelli siano uguali. Oggi è successo.

– MA PERCHE’?? – Io.

– Ma…non so…mi sembravano…troppo! Ma li ho solo fatti regolare.
Tu sei come i tuoi capelli. Ti sei fatto regolare. Ogni tanto si deve.

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Una risposta a

  1. Spuma ha detto:

    Volevo lasciarti un commento sensato, ma è doloroso farlo proprio in un post che parla di capelli. Così mi limito a salutarti con affetto. Bentornata 🙂

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