Ringrazio Flo di esistere. Ringrazio il destino di aerci fatte incontrare molti anni fa, giovanissime mogli vicine di casa.
Ringrazio di avere una figlia meravigliosa, intelligente, dolceamara, curiosa, entusiasta.
Ringrazio la vita per avermi fatto incontrare un uomo che, indipendentemente da come andranno le cose, mi ama di un amore limpido quanto lo è lui. Difficile, duro, ma trasparente.
Venerdì siamo partite per Mantova, io Flo e Franci, lei forse ancora troppo giovane per apprezzare i readings e le conferenze ma entusiasta di questo fine settimana tra donne. Venerdì tranquillamente indaffarato tra un reading e l’altro, un tempo infinito nell’enorme tendone-libreria, ognuna a scartabellare tra i propri interessi. Pranzo in un posticino fantastico:Caffè Italia, in un soppalco con pianoforte e Franci che ha strimpellato tutto il tempo. Sera al Teatro Sociale, concerto-recital di Da*vide Van de S*froos: incredibilmente bravo, un vero one man show molto oltre alla sua particolarità del cantare in larino. Poesie, aneddoti, racconti, risate, riflessioni sul mondo vero, quello della gente qualunque, la gente di provincia. Ricordi di un’infanzia che è anche la mia, musica bellissima, voce incredibile, musicisti eccezionali, lui per primo.
Sabato. Sabato io e te avevamo deciso di vederci.

– Magari vengo io a Mantova nel primo pomeriggio, o a Verona, ma resta poco tempo…Poi come fai con la ragazzina?

La mia idea fissa. Rivederti LI’, lì dove vivi e dove ti ho conosciuto, cosa che da sempre ti sbalestra, ti manda in tilt. Un caro amico un pò di giorni fa mi ha detto: "Se c’è una cosa che ho capito di te è che quando vuoi qualcosa, niente e nessuno ti ferma." Vero. Io DOVEVO rivederti lì a Brescia, dopo quelle due intense settimane di ormai quasi cinque anni fa. La cosa ti innervosiva ma ti attraeva. Alla fine:

– Io ho voglia di vederti, di stare con te, ma gli altri? Come fai? Cosa dici?

– Non preoccuparti. Anche quando andiamo da qualche altra parte ogni tanto ci si divide.

– Ma Fran…

– Se ti dico che non c’è problema!

 

Sabato mattina mi chiami mentre sono immersa nella A4.

– Io sarei fuori…cioè…sono uscito. Se riuscite ad arrivare magari ci possiamo vedere anche prima di pranzo…ma se hai difficoltà…

-No che non ne ho. Dimmi solo dove.

– A piazza Vittoria c’è un parcheggio sotterraneo. Ti conviene parcheggiare lì poi ci sentiamo, ma come fai a trov…

– La trovo.

 

All’uscita Brescia Centro mi prende lo sperdimento, un pò di magone, tenerezza, commozione. Guardo il Monte Maddalena, intravvedo in lontananza il quartierone satellite coi grattacieli in vetro dove ci siamo conosciuti per uno di quegli inceredibili bivi del destino. Mi vengono le lacrime agli occhi. Franci cicaleggia: "Mamma, ma che strana città! Belle le colline ma che brutta la periferia, vero? GUARDA LA’! Guarda che posto strano coi grattacieli in vetro! Bello! Mamma mi ascolti?OH! Ci sei?" "Franci, asa star to mama che sennò la mete sott qualche bresciano! Dai che deve stare attenta alla strada per il centro." Flo mi guarda, mi da una pacca su una gamba. Deglutisco e le sorrido. Arriviamo e c’è il mercato. Le faccio scendere e ci diamo appuntamento dopo una mezz’oretta perchè io non amo molto ravanare tra le bancarelle (sto mentendo). Arrivo al livello 5 e ti trovo lì, jeans e maglietta blu. Mi sorridi aprendo le braccia. Sei così incredibilmente tenero, pieno di calore, d’amore. La tensione non c’è più, svanita. Andiamo in piazza duomo. Una minerale e un analcolico. "Sei qui Simo. Non mi sembra vero!" Mi tocchi il viso come un cieco che deve ritrovare ogni incavo, ogni linea, mi accarezzi come una madre, un padre, mi baci incurante di dove siamo, di chi possa passare. Io chiudo gli occhi e lascio le tue dita scorrere sul mio viso. Mi scosti i capelli dalla fronte, mi abbracci, mi annusi, mi stringi forte. Niente importa più, casini, parole dette e non dette. Metti la tua fronte contro la mia e poi lo dici:

– Io ti amo.

Ti guardo. Guardo i tuoi occhi. Non sono tristi, sono seri, profondi, limpidi. io guardo oltre la tua spalla la scalinata del Duomo, quella dove mi hai detto andrai a passare il tuo tempo "se arriverai all’età della pensione". Penso che sarebbe bello poterti fare compagnia, ma non lo dico. Prendo solo, anch’io, il tuo viso tra le mani e te lo dico:

– Anch’io ti amo.

 

Ieri sera sono andata a vedre "Cinderella Man". L’ho rilevato una volta di più: Russel Crowe ha i tuoi stessi occhi, i tuoi stessi capelli. Ho pianto, nel buio ovattato del cinema per buona parte del film.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Passato remoto. Contrassegna il permalink.

Vuoi commentare?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...