Mi si sono rotti gli occhiali da sole, i miei preferiti, quelli di Gucci "storici", serissimi, montatura nera, lenti scure, le due G incrociate sulle stanghette. Avranno avuto almeno sette, otto anni. Mi hanno accompagnato ovunque: giorni di sole e giorni no, quelli in cui hai bisogno di qualcosa dietro ui nasconderti, vacanze al mare, fine settimana in giro per l’Italia, code in auto, mi hanno fatto da cerchietto per i capelli, ho mordicchiato le aste e li ho tormentati rigirandomeli tra le mani. Non so come si siano rotti: semplicemente li ho pescati dalla tasca della borsa ed erano spezzati, una lente un pò incrinata in un angolo. Li ho riposti in un cassetto e sono andata a comprarmene un paio di nuovi, poco importava la griffe, li volevo il più simili possibili. L’alternativa era tra un paio di Armani, simili ma parecchio più grandi, si impadronivano della mia faccia, e un paio di Gucci, simili ma comunque più grandi. Niente più G intrecciate ma una suttile righetta di metallo col nome intero, molto discreti, molto sobri e spogli. Sono uscita dal negozio indossandoli ma non sono ancora "miei". Pensavo a dove mi accompagneranno, a quali pensieri, sorrisi nascosti, amarezze, stanchezze nasconderanno. Pensavo a che razza di animale sono, a quale strana razza appartengo, a quale sottogruppo umano. Pensavo alla strada percorsa e a quella da percorrere, a chi ho dovuto salutare per sempre, a chi mi è accanto non essendoci e a chi non mi è accanto essendoci. Pensavo che mia figlia ha iniziato il ginnasio ed io la vedo ancora così inerme, mentre ricordo benissimo com’ero io in prima liceo. Pensavo che mio figlio ha preso la patente e quest’anno darà l’esame di stato. Pensavo a me e te, a quello che mi stai dicendo in questi giorni, alle speranze non dette alle quali non voglio sperare, a queste due cose che mi hai mandato

Mangiamo pane e castagne, in questo chiaro di luna,
le mani ben ancorate su questa linea.
Domani ce lo diranno dove dobbiamo andare,
domani ce lo diranno cosa dobbiamo fare.
Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte del cuore,
come un miraggio incastrato la noia e il dolore.
Domani ce lo diranno come dovremo passare,
ma c’è una terra di nessuno e ci si deve arrivare.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, io ti risponderò.
Mangiamo pane e castagne, come una poesia,
perduta nella memoria dai tempi di scuola.
Domani ce lo diranno, cosa vorranno che sia,
ce lo diranno domani, prima di andare via.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, ti riconoscerò

 

 

Eccomi qua
sono venuto a vedere
lo strano effetto che fa
la mia faccia nei vostri occhi
e quanta gente ci sta
e se stasera si alza una lira
per questa voce che dovrebbe arrivare
fino all’ultima fila
oltre al buio che c’è
e al silenzio che lentamente si fa
e alla luce che taglia il mio viso
improvvisamente eccomi qua
siamo l’amante e la sposa
arrivati fin qua
l’attore e la sciantosa
e siamo pronti a qualsiasi cosa
pur di stare qua
siamo il padre e la figlia
finalmente qua
siamo una grande famiglia
abbiam lasciato soltanto un momento
la nostra valigia di là
nel camerino già vecchio
tra un lavandino ed un secchio
tra un manifesto e lo specchio
tra un manifesto e lo specchio

 

Due vecchie canzoni di De Gregori che come spesso fai parlano per te. Sono belle, molto belle. Voglio che siano solo due canzoni, non posso permettermi di leggervi quello che mi vuoi dire. Non posso. Non si può.

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3 risposte a

  1. RobertoTossani ha detto:

    Le canzoni parlano attraverso.
    Non sono la realtà, ma quello che attraverso loro è la realtà.
    Ma in fondo spesso non si può credere neppure alla realtà.
    Però farsi attraversare da queste parole, ogni tanto, come guardando il mondo dietro ad un paio di occhiali da sole, fa bene agli occhi (e al cuore).

  2. abreast ha detto:

    Pensavo… a chi mi è accanto non essendoci…

    WOW!

  3. cucchiaino ha detto:

    io mi porto addosso spesso BENE di DE GREGORI…

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