Chissà perchè di tutto quello che è passato tra le mie mani, nei miei pensieri, nei miei occhi in questi ultimi giorni mi è rimasta impressa questa piccola cosa: il mio profumo nella tua auto. Quando ci sono state mille e mille cose, mille discorsi importanti, alcuni anche decisamente sgradevoli ma che evidentemente dovevano venire a galla: cose che ignoravo, che non mi avevi mai raccontato e che finiscono con l’incidere anche pesantemente su certe nostre giornate. Non lo sapevo, non potevo nemmeno lontanamente immaginarle. Ti ho ascoltato attentamente, in silenzio. Eri sereno nel raccontarmi i tuoi piccoli grandi inferni quotidiani. Io avevo un groppo in gola. Non potevo immaginare.

– Vedi, io vorrei lasciarti fuori da tutto questo ma non ce la faccio a far finta di niente…Poi mi dico che a questo punto nemmeno A. è più il motivo per restare lì, ma che posso farci se non so più da che parte girarmi, non so più cosa fare…Tu per me sei un punto fermo, laggiù dove sei. Se sapessi quante volte…

Ti interrompi, non riesci più ad andare avanti. Mi guardo attorno; mi hai portato in un posto magnifico, una cascina sopra al lago d’Iseo, le pareti di vetro danno sul giardino a picco sul lago. Mille luci nel buio che si riflettono nel lago, la luna che entra dalle vetrate, tovaglie di fiandra, candele bianche, fiori discreti, cibo squisito, un posto magico. Ti guardo nella tua bella semplicità: un maglione bordeau, una camicia Oxford, un paio di jeans, i tuoi occhi senza difese, la tua mano che stringe la mia facendo girare lentamente il mio bracciale.

– Io sono con te. Te l’ho sempre detto e così è. Io sono con te. Lo so che il tuo percorso devi farlo da solo, so che è doloroso ma io ci sono, e io ti amo.

Che liberazione dirtelo senza troppo pensare: che in questo momento preciso potrebbe farti più male che bene, che l’amore è gran cosa ma certi problemi sono insormontabili, che spaccherei la faccia ad un paio di persone, che, che, che…
Mi guardi, lasci la mia mano e inizi a tracciare dei segni sulla tovaglia. Inclino la testa cercando di decifrare.

IDEM. Hai scritto idem e mi hai baciato. Non è servito altro anche se molte, moltissime altre cose ci sono state.

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11 risposte a

  1. texte ha detto:

    Come Patrick Swayze in Ghost!

    .texte.

  2. Dovesei ha detto:

    Certo che tra il dottor Zivago e Ghost…ALLEGRIAAAA!!!

  3. whydoc ha detto:

    mi pare che è andata bene
    🙂

  4. utente anonimo ha detto:

    mi pare una soap opera——–
    infinita…..

  5. Dovesei ha detto:

    Doc – più che bene… :*

    anonimo – brutta l’impressione che sembri una soap: oltre che infinite sono surreali. Qui c’è la realtà di due vite qualunque. Se poi è per il ristorante…ogni tanto è bello trattarsi più che bene. Posso anche fornire indirizzo. 🙂

  6. RobertoTossani ha detto:

    Tra Zivago e Ghost sono tre giorni che mi tocco per te.
    B.A.S.T.A.
    😀

  7. Dovesei ha detto:

    Rob, speravo che TU lo facessi, mancando a me la materia prima! 🙂

  8. Dovesei ha detto:

    P.S- Comunque attento, che sei poi ci si fa prendere la mano si diventa ciechi!

  9. RobertoTossani ha detto:

    Ciechi? Dici?
    Dovesei?
    😀

  10. ChakraKan ha detto:

    woooooooowwwwwww, leggendo questo post è come se vi avessi visti.
    Belli, malinconici e struggenti.

  11. Yonderboy ha detto:

    peccato: a me non è riuscito di far durare la mia storia così tanto …

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