Ho addosso una stanchezza in fondo giustificata: Milano-Brescia-Bologna hanno lasciato il segno, ognuna a suo modo.
Il comparto lavoro l’ho accantonato non appena salita sul treno per Brescia. Quello che è stato a Brescia me lo porto ancora addosso, come una coperta, come una carezza. Quello che è stato a Bologna anche.

– Come ti senti quando torni qui? – Piero.

– Davvero come non fossi mai andata via. E’ casa mia.

– E’ che tu sei matta. Bologna è diventata uno schifo.

– Non più di altre grandi città…

– Andiamo a prendere un aperitivo.

– Ok Pier, ma non in centro per favore: ho scarpinato abbastanza negli ultimi due giorni!

– Te non è che negli ultimi due giorni hai scapinato! Te hai tr…

– PIEROOO!!! MASSARANNOAFFARIMIEI?!

– Vabbè dai…Per oggi ti porto in un posto in via Toscana, ma poi stasera si va al Nu.

Piero è così. Quando mi prende sotto la sua ala protettrice mi scorta ovunque, mi compra cose, mi imbottisce di ricordi, risate, punzecchiature.
Domenica dopo pranzo giro al cimitero della Certosa. Ci volevo andare, nonno Armando è sepolto lì. Smonto all’ingresso della chiesa. Sono sola: Piero accompagnerà sua zia alla tomba dei nonni nel frattempo. Mi incammino nel sole tiepido. Per quanto il posto sia solennemente triste non provo angoscia; mio nonno sta nella parte forse più "bella", in uno dei campi che guarda la collina di S. Luca. Cammino, cammino, cammino. E’ lontano dall’ingresso. Nomi e foto sbiaditi dal tempo mi sfilano davanti. Cognomi dolcemente e tipicamente emiliani, che terminano in "ini", "etti". Frasi struggenti o affettuose. Signore anziane girellano chiacchierando con mazzi di fiori da giardino avvolti in carta da giornale. Sono arrivata. Nonno Armando è come si dice "in terra", una semplice croce, dei fiori artificiali un pò sbiaditi anche se mamma li ha cambiati da pochi mesi. Sull’erba sono cresciuti dei piccoli funghi. Non provo angoscia nè tristezza: almeno tu nonno sei nato, cresciuto, vissuto e morto qui. Mi ritorni in mente nella tua dolcezza ruvida e silenziosa, nelle mattinate che iniziavano prestissimo perchè volevo alzarmi alle sei e mezza con te e bere il caffelatte seduta sulla lavatrice mentre tu ti facevi la barba. Papà se n’era andato via di casa. " Al tugnen ", il tedesco, come lo chiamavi tu. Tu eri il capofamiglia. Poi papà è tornato, le orecchie basse. Gli hai riaperto la porta di casa ma niente è più stato come "prima", a riprova se ce ne fosse bisogno che è meglio non tornare.
Quante cose mi sono tornate in mente in quel quarto d’ora a fissare quei piccoli funghi cresciuti attorno a quella croce. La vita che scorre come un nastro. Non hai conosciuto i miei figli, mio marito, Piero, Flo. Non mi hai vista diplomata, laureata, sposata, felice, infelice, ma sono sicura che sai tutto, anche se le mie convinzioni non sono certo basate sulla fede in senso lato. Io credo semplicemente che l’essenza di te sappia tutto, che esista al di là di tutto.
Piero mi ha chiamata: "Noi abbiamo finito Simo. Prenditi tutto il tempo che vuoi comunque. Ti aspettiamo davanti al cimitero degli ebrei."

"Arrivo." Ho ripreso a camminare. C’era ancora il sole. E’ squillato di nuovo il telefono ed eri tu. " Ciao amore. Come stai? Che fai?"

– Sono alla Certosa. Sto tornando al parcheggio.

– Mi dispiace se ti ho disturbato, magari non ti andava di parlare.

– Avrei spento il cellulare. No, va tutto bene. Tanti ricordi.

– Mi sarebbe piaciuto accompagnarti, o anche solo aspettarti fuori.

A nonno Armando saresti piaciuto. Chissà perchè ne sono sicura.

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2 risposte a

  1. PC1969 ha detto:

    Bellissima descrizione.

    Mi ha fatto ridere la parola “tugnen” , tedesco. Anche i miei nonni la dicevano spesso. E la dicono tuttora molto spesso i miei prozii , tutti brillantemente verso i 100 anni , quando ricordano la gioventu’.
    Tugnen. Per i nostri anziani devono essere stati un tormento pero’ loro riuscivano ( e riescono ) sempre ad infilare il termine in aneddoti e situazioni scherzose.
    Un altro spirito , non c’e’ che dire.

    Ciao !

  2. cptuncino ha detto:

    Sono capitata per “caso”… e mi sento anche un pochino intrusa, ma il tuo post….mi ha aperto la mente ai ricordi!
    Torno a trovarti!! 🙂

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