Mi domando molte cose, prima tutte se esista una morale comune, spicciola, dettata da un pò di umana pietà, da un pò di delicatezza, anche solo da banali regole di buona educazione.
C’è una persona che sta male, sta morendo. E’ una donna, giovane, madre di due bambini. E’ a casa sua e un’amica la assiste. Nonostante tutto cede alle insistenze e organizza una (tristissima) cena per un gruppetto di amici arrivati da un’altra città. La cena non era indispensabile, si poteva tranquillamente rimandare a un momento più opportuno. Durante la cena la donna si assenta due o tre volte per andare ad assistere l’amica che vive poco distante per poi ritornare. La cena è deprimente eppure tutti fanno finta di niente e si ingozzano mentre a cinquanta metri da lì una poveretta sta finendo la sua corsa. Idem il giorno seguente: che c’è di meglio che un giro per negozi e un pranzo in trattoria mentre l’amica continua la sua agonia? Come dire la vita continua, the show must go on, quello che volete.
Probabile che sia sbagliata io, che il dolore lo vedo come dolore, che niente servirebbe a distogliermi, che mi viene da vomitare.

Credo di appertenere a un’altra forma di civiltà, credo in via d’estinzione.

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6 risposte a

  1. PC1969 ha detto:

    Forse , e dico forse , questa Donna aveva bisogno di cambiare un po’ aria, di distogliere il pensiero da tanto dolore. Sempre forse,in fin dei conti le ha fatto un po’ bene anche se il dramma rimane con tutta la sua pesantezza.

    Non conosco la Persona in oggetto e magari il mio commento e’ sbagliato. Pero’ e’ quel che mi viene da dire cosi’ , di getto.

    Ciao !

  2. texte ha detto:

    Il gruppetto di amici poteva anche non presentarsi.
    E lei poteva dir loro che non era il momento giusto per organizzare cenette.

    Che schifo!

  3. Masso57 ha detto:

    No, io sono con te, pensavo le stesse cose mentre leggevo parola per parola.

  4. caporaleReyes ha detto:

    è la prima volta che ti leggo e quindi non so niente di questa situazione.
    l’unica cosa che so è che, nella difficoltà, la vicinanza degli amici aiuta. magari hanno fatto bene a portar fuori la tua amica, chi lo sa. anche se lei ovviamente non ha dimenticato per un solo attimo la situazione dell’altra amica.

  5. cptuncino ha detto:

    Io sono d’accordo con PC1969 e il caporale, io…mi sono trovata a fronteggiare la disperazione di una malattia mortale molto presto (non la mia, quella di persone che ho amato e continuo ad amare o forse amo solo il loro ricordo), ricordo che ho assistito per interminabili ore una persona ma appena avevo due minuti cercavo di convincermi che la mia vita andava avanti, al di fuori della stanza verde c’era un mondo diverso… (ovviamente non brindavo al nuovo anno e ridevo molto poco)! BUongiorno….

  6. Dovesei ha detto:

    Forse come recita il proverbio la verità sta nel mezzo. Io ho fatto dentro di me una distinzione: esistono amicizie vere, importanti, che ti portano calore e conforto e che possono essere d’aiuto in momenti così.
    Non altrettanto penso di un nugolo di veria umanità con figliolanza al seguito che ha voglia di passarsi un fine settimana a degustare cuneesi e agnolotti, QUEL fine settimana, perchè quello dopo e quello dopo ancora ognuno ha i propri impegni, poi c’è il Natale, poi magari l’occasione va persa.
    Ecco. Questo mi fa schifo.

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