C’è quest’aria gelida che trapassa. Ci sono questi giorni fragili come vecchi ornamenti di vetro. C’è questa stanchezza micidiale che mi fa crollare la sera. Ci sono i regali pronti, quasi tutti. C’è l’albero e la composizione di piante sul davanzale della cucina, con le stelline luminose: mi piace più dell’albero. Ieri pomeriggio cambio di proramma: Luca mi chiede se lo accompagno a scegliere un paio di regali. Esco volentieri con Luca; ha perso ormai quasi del tutto le punte adolescenziali, è un ragazzo dolce, intelligente, sensibile, delicato.
Andiamo in una torrefazione ad assaggiare il caffè nocciolato, compriamo il regalo per sua sorella e quello per i suoi padrino e madrina. al ritorno mi comunica che non verrà a cena con noi, cioè con me, suo padre, sua sorella.
– Ma perchè Luca?
– Perchè devo studiare, poi fa freddo e non ho voglia di venire fino a Valdobbiadene. Tanto lo sai che ci ha invitati a cena solo perchè deve andare ad ordinare le cassette di prosecco per i suoi clienti.
– Bèh ma…dai…ha colto l’occasione…
– Mamma, sai che mi fai molta tenerezza?
– Perchè scusa?
– Perchè provi sempre a far vedere il lato buono delle persone, delle cose, ma con mio padre è dura. Non che sia cattivo…ma con quel carattere di merda che si ritrova…

CARATTERE DI MERDA. Proprio così ha detto. Serio, determinato. Mi prende una morsa allo stomaco, annaspo, non so che dire.

– Perchè non andiamo via noi mamma? Io te e Francesca? Lascialo lì dove vuol stare, rifatti una vita finchè sei in tempo.

– Non sono cose che si decidono in due secondi Luca, però ci sto pensando. Sai anche tu che non voglio che tu e tua sorella vi facciate carico dei nervosismi portati da altri. Non avete colpa di niente. sto facendo il possibile per salvaguardarvi.

– Ma non sai proteggere te! Guarda che ti vedo! Vedo quanto sei stanca e gli sforzi che fai per mantenere un clima decente a casa! Come cazzo fai a non sbatterlo fuori uno che pensa sempre di avere ragione e che gli altri son tutti delle merde e…

– Per favore Luca, basta. Ne parleremo più avanti, vuoi?

– Ok ma tu ti stai buttando via energie per niente.NIENTE.

NIENTE. Ventidue anni della mia vita, gli ultimi dieci passati a lottare contro i mulini a vento. Ma cos’è stato che mi ha testardamente fatto arrivare fin qua? Non l’ipocrisia, non la paura di restare sola coi ragazzi. Un business, ecco. Il mio matrimonio ad un certo punto è diventato un business. Casini inenarrabili combinati dalla meravigliosa happy family d’origine di mio marito hanno fatto sì che mi ritrovassi un pesanter cappio al collo. Non potevo sottrarmi, il senso del dovere era troppo forte. Adesso chi ha combinato i casini non c’è più, morto e sepolto ma i casini, si sa, sono duri a morire, si riproducono, lasciano tracce e strascichi e allora avanti, a supportare, consigliare, ricucire, però non basta mai, non sei mai abbastanza brava e poi come mai non hai più voglia di stare con me? di essere un pò più dolce e disponibile? Dov’è finita la ragazza piena di gioia e di vita che eri?
Non c’è più. L’hai uccisa tu. Da ciò che era è nata quella che sono oggi, quella che poi si è innamorata di un altro uomo, proprio quello incontrato per caso davanti alla macchinetta del caffè di una società di gestione fondi d’investimento. Era lì per caso anche lui col suo bagaglio di delusioni, di amarezze, di sbagli risbagliati. Magari abbiamo fatto un altro sbaglio perchè così non si fa, no no, non ci si mette con chi ha già una famiglia, no. Però da lì abbiamo ricominciato, da lì lui è rinato e io sono rinata. Ci siamo incasinati all’inverosimile, abbiamo sofferto, litigato, ci siamo riappacificati e ritrovati sempre più stretti, come se il resto non esistesse, anche se lo sappiamo bene che esiste.
Non rinumciamo uno all’altra anche se e se e se. Aspettiamo. Che passino questi giorni fragili come addobbi di vetro, che io mi decida a trovarmi una casa in affitto, ad andarmene io, che la mia casa l’avrei. Aspettiamo più semplicemente di ritrovarci. A Treviso, a Brescia, a Padova. Di abbracciarci e chiudere fuori tutto il resto per qualche ora o per un paio di giorni.

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5 risposte a

  1. DottorMedico ha detto:

    mi sembra che il libro di de carlo finiva comunque in un certo senso bene. vedrai che andrà così anche in questo caso.

  2. stann ha detto:

    non lascio quasi mai commenti qui, anche se leggo sempre.
    mi sembrano sempre superflui.
    oggi solo perche’ m’e’ sembrato di rivedere nel tuo Luca il mio giovane grande ragazzo che di colpo diventava un braccio protettivo attorno alle mie spalle.
    Sono cresciuti bene, nonostante il marasma di vite un po’ cosi’. Ed e’ un conforto verificarlo.

  3. PC1969 ha detto:

    Nessun commento, hai gia’ detto tutto..

    Buongiorno!

  4. abreast ha detto:

    hai tutta la mia comprensione ed approvazione, per quanto può servire.
    bel post, davvero!

  5. Dovesei ha detto:

    Grazie, a tutti.

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