Io ho una sete infinita di capire, perchè se le cose sono chiare, se io capisco ciò che c’è da capire tutto è più facile, anche le decisioni dolorose, inevitabili.
Accade che a volte si arrivi ad un passo dal baratro, dalla parola fine. Accade puntualmente che mi ci porti tu, anche se io sono prontissima a riconoscere le mie responsabilità, una su tutte: esserci, esistere, essere la Signora Numero 2, o la Uno, dipende sempre da che prospettiva la cosa la si guardi. Accetto la responsabilità di spostarti emotivamente, di scompigliare la tua vita, meglio, di far sì che il mio esistere ti porti a scompigliartela da solo perchè per il resto, per tutto il resto, io so stare dove ho scelto di stare. Tu no, tu vivi male con te stesso prima di tutto e con gli altri in generale.
Accade che che anch’io abbia i miei giorni melmosi nei quali ovunque mi giri non vedo soluzioni soddisfacenti. E’ accaduto ieri al lavoro, uno di quei giorni in cui non si hanno spalle nemmeno per il peso del cappotto, figurarsi per il resto, per le leggi taglia fondi, per la burocrazia, per gli studenti che premono, chiedono, per i colleghi che se ne fregano. Accade che io abbia bisogno di una parola, due parole, un banale "Ti capisco". Accade che arrivi quel "Ti capisco" ma che ne segua un’analisi logico/matematica che poco o nulla si applica a quel tipo di problemi e che questa analisi sia pronunciata col tono del Sergente nero di "Ufficiale e gentiluomo", e così per quel paio di occasioni nelle quali mi hai chiamato.

– Allora? Ti sei tirata su o no??

– Allora? Ti decidi a tirarti su??

Io non sono una piaga ma quando sono stanca, demotivata, sfiduciata, ho bisogno di una carezza, non di uno spintone. E’ accaduto che abbiamo litigato duramente, molto duramente. Io stanca, tu sei stanco, il lavoro sottrae tempo, energia, pazienza. La vita oltre me e te è spesso faticosa. Tu non reggi le mie debolezze, non so perchè ma non le sopporti. A ben pensarci nessuno le sopporta: se qualcuno arriva a capire fino a che punto so e posso dare, essere all’altezza, poi da me pretende SEMPRE quel livello, malsopporta incespichi, incertezze. Io mi risento e mi rivendico il diritto sacrosanto ad essere imperfetta, stanca, donna-donna e non donna-uomo. Io e le mie malinconie, io e il mio mal di pancia da luna rossa. Come mi piace lamentarmi qui! Qui sono libera di farlo a 360°, qui sono libera di spogliarmi della mia corazza tenace di piccolo armadillo. Con gli altri non mi piace farlo, me ne vergogno. Qua ci sono io e la moltitudine che passa, legge, lascia un segno, emette giudizi, blandisce, scherza, il più delle volte capisce. Questo è il mio piccolo lacrimatoio. Oh sì, potrei scrivere dell’altro, impugnare mestiere e capacità e lasciare tracce degne di commenti lusinghieri. Bello. Bello. Brava. No. Ogni tanto mi va di lagnarmi e di raccontarmi/vi quanti spigoli incontro e quanto sono stufa di andare a sbatterci contro.

– Basta Ivan. Finiamola qui. – L’ho detto urlando dopo l’ennesima provocazione, l’ennesima contraddizione in termini, l’ennesima carriolata di macerie della tua vita che tentavi di rovesciarmi addosso. Basta Ivan. Finiamola qui.
Che silenzio. Hai deglutito, ti ho sentito.

– Se davvero non sei in grado di farti carico dei miei problemi, o meglio, del fatto che OGNI TANTO ti racconti i miei problemi fatti un bell’esame di coscienza e piantiamola qui e non venire a dirmi che non vorresti che questa fosse "la punta dell’iceberg". QUALE ICEBERG?? io sono quella che sono, con la mia forza e la mia debolezza. Non ti chiedo di farmi da stampella, solo di CAPIRE che a volte HO BISOGNO DI AIUTO, CAZZO! Finiamola! Io odio i giochetti e sappi che se per caso ti mettessi a giocare a Risiko con me avresti perso in partenza! TI CONOSCO! Conosco il tuo sentirti all’angolo, il tuo annaspare, il tuo riversare lo scontento sugli altri e il tuo metterti al centro della scena come tenutario di tutti i casini, di tutto il lavoro, di tutto il dolore perchè nel tuo egoismo non c’è spazio per allungare una mano! TI CONOSCO! Con me non attacca bello, CAPITO? I giochetti valli a fare a casa tua.

Una furia. Ero una furia. La parte d’ombra di Ivan mi fa quest’effetto. Anzichè smussare, abbozzare, parto in quarta e lo provoco più di quanto lui provochi me. E’ un faccia a faccia senza esclusione di colpi, ma almeno lo rendo un confronto onesto: fuori tutto il ciarpame, se c’è, e diamogli nome e conognome. Dispostissima come dicevo a prendermi le MIE di colpe, non di subire comportamenti e insensibilità provocati da ingerenze esterne.
Cambi tono, diventi civile, paziente, ti spieghi. Chissà perchè ma c’è sempre quache frase che io non ho capito bene, oppure o frainteso o male interpretato. Ovviamente salta pure fuori che sono una donna "impegnativa" ( leggi : rompicoglioni. ). Salta fuori infine che lui mi vuole bene e che se non me ne volesse non starebbe lì a strillare, a incazzarsi, a blandirmi, a rappezzare e ragionare.

Andasse a fanculo, anche se pure io gli voglio molto bene.

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9 risposte a

  1. abreast ha detto:

    non ti conosco… o forse sì, ti conosco quel tanto che basta per affermare che sei una “gran donna”!
    senza malizia, naturalmente, è solo ciò che penso di te.

  2. Masso57 ha detto:

    Quello che racconti, in questo sfogo -che tutto è tranne che un piagnisteo- è tutto da approfondire. Perchè in realtà sei tu, da approfondire. C’è una cosa che dici, quando scrivi “essere all’altezza, poi da me pretende SEMPRE quel livello, malsopporta incespichi, incertezze” significa semplicemente che di te hanno capito la forza ma non la fragilità. La tua capacità di fare strada non prevede che tu possa inciampare, e se succede non trovi chi ti aiuta a rialzarti, ma chi gode nel vederti cadere.Ed Ivan non raccoglie di te quello che sei, ma quello che non puo’ essere lui: questo ha determinato il suo atteggiamento.
    Che è (tra parentesi) quello di un uomo molto innamorato, malgrado sè.

  3. Dovesei ha detto:

    Abreast – Prendo il tutto ovviamente come un complimento, e io amo i complimenti! : )

    Massimo – Forse sì, è vero, Ivan intravvede nella mia forza quella che spesso manca a lui ( in compenso è portatore insano di una dose mega di aggressività repressa ), ma credo che nella vita si debbano anche cogliere e raccogliere le altrui fragilità.

  4. stann ha detto:

    se tu non gli volessi molto bene non spenderesti nemmeno la meta’ delle tue energie, per lui.
    nemmeno per mandarlo affanculo.

  5. utente anonimo ha detto:

    Non è giusto che tu debba sopportare tutto sulle tue spalle, non è proprio giusto… I pesi vanno divisi, o almeno non vanno raddoppiati! Se una persona ci sta accanto solo per raddoppiarci i pesi non ha senso…
    Alessandra

  6. RobertoTossani ha detto:

    Ah, Simo Simo Simo… che dire?
    La tua analisi sanguigna e allo stesso tempo glacialmente perfetta, stanca e drammatica (e allo stesso tempo vitale e ironica), già dicono tutto.
    Un abbraccio.

  7. vitarosa ha detto:

    Ma quanto lo ami, davvero.

  8. Dovesei ha detto:

    Rob, mannaggia…UFF!

    Vitarosa – Vero. Però sono anche tanto stanca.

  9. abreast ha detto:

    WOW! allora ho fatto bene a farteli, eheheh! comunque mi fa piacere che tu abbia compreso il senso delle mie parole, naturalmente!

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