"La forza dirompente dei ricordi d’infanzia. Alle persone non piace ricordare,né commentare ricordi dolorosi. Poi quasi tutti conservano una parte di ricordi oscuri legati alla propria infanzia. Pochi, pochissimi hanno dell’infanzia un ricordo totalmente sereno. Genitori distratti e assenti,quando andava bene,genitori violenti, o infantili, o distruttivi, poco attenti ai reali bisogni di bambini non abituati ad esprimersi apertamente. Bambini degli anni ’60 perlopiù.

 

Storia n.1- F. ha un padre ora 64enne,un uomo che ora vive con lei ed  il marito;uomo valido e pieno di forza,ha lavorato una vita in giro per il mondo,nei cantieri edili di Congo, Angola,  Equador,Nigeria.Ha cresciuto tre figli. Mai andato d’accordo con la moglie,tornava a casa ogni sei mesi per un mese,ed era un mese di terrore.Litigi continui con la moglie, urli, bestemmie, botte,e quello che è peggio botte anche ai bambini,senza un perché.F.ricorda ancora quando al tramonto lo vedeva riporre gli attrezzi dell’orto che curava maniacalmente.Quello era il segnale: F.correva a recuperare il fratello e la sorella minori e si nascondevano tutti e tre;sotto i letti, in cantina, in solaio.Il passo dell’uomo percorreva pesantemente il pavimento di assi di pino chiamando i nomi dei figli:non importava che non avessero fatto nulla, un pretesto l’avrebbe trovato lui,sempre,comunque.I vestiti non puliti,la sorellina spettinata,un cassetto lasciato aperto,un giocattolo abbandonato a terra,ed erano botte.Schiaffi,Calci.L’uomo non era ubriaco,non era pazzo:era solo cattivo. Storia dei tardi anni ’60,nel civilissimo nord-est.Oggi F.vive con quel mostro egoista che la moglie non vuole più vedere,ed organizza pranzi domenicali con la sorella minore,e si preoccupa per lui quando in questi giorni di tempo freddo esce poco coperto:”Papà,te te ha mess  el golf quello pesante?”

 

Storia n.2- A. è un bambino particolare:intelligentissimo ma chiuso,a tratti scontroso. All’asilo spesso morde le bambine,o attacca briga coi bambini. Le suore non trovano di meglio che farlo restare coi piedi immersi in una vasca che è in giardino dove nuotano innoque carpe che però terrorizzano A.,ma non lo fanno desistere dai suoi comportamenti. A.ha anche un altro problema:allergie cutanee che non hanno una spiegazione,eppure lo tormentano al punto da impedirgli di dormire per il prurito.Le pomate contano poco. La madre di A.adora suo figlio,è il suo “preferito”.Non si da pace per quel problema del suo bel bambino,e allora che fa? Lo lega al letto.Sì,avete letto bene:lo lega al letto e a turno lei ed il padre restano accanto al lettino aspettando che A. si addormenti tra vari pianti e contorcimenti. Il problema non è di A.,il problema è di suo padre che dopo il lavoro si gira due o tre bar e spesso “rimorchia”.Il problema è che poi torna a casa ubriaco e picchia la moglie che gli fa le sue rimostranze. Oggi A. è una persona arrivata,con un’ottimo lavoro,una famiglia. Suo padre non c’è più,e quando è accaduto lui ha sofferto come un cane.Ogni settimana va a trovare la madre.Ogni quindici giorni va pure a farle la spesa “grossa”. Storia dell’industriossimo nord-ovest, tardi anni ’60.

 

Storia n.3- P. è un bellissimo bambino biondo. Anche lui un po’ timido e chiuso,vive in un bell’appartamento moderno e confortevole con la mamma casalinga ed il papà ristoratore. La mamma di P.ha un hobby che è quasi una mania:il ricamo.E’’bravissima :conosce tutti i punti,anche quelli difficilissimi,complessi.Passa ore a ricamare meravigliose tende,lenzuola,tovaglie. P. non va all’asilo:troppo timido,non si troverebbe bene.Sta a casa con la madre ed ogni tanto è noioso,rompe le scatole come tutti i bambini. Sua la sua mamma trova presto una soluzione:uno straccetto imbevuto di trielina,poi apre la porta e mette P.seduto sul pianerottolo con alcuni giocattolini:”Stai buono qui e ogni tanto annusa lo straccino”. Abitano in un attico,e quindi sul pianerottolo non passa mai nessuno.Passa del tempo prima che una insegnante nubile che abita al piano di sotto si accorga dell’orrore ed intervenga di fatto,tenendo il bambino con sé e minacciando di denunciare la madre se si fosse opposta. P.da allora torna a casa sua solo la sera a dormire.La signorina G.l’ha cresciuto.Oggi P. ha un lavoro prestigioso,non si è mai sposato e le due donne hanno, nel corso degli anni, formato una specie di famiglia allargata.Storia della civilissima Emilia Romagna,sempre tardi anni ’60."

Scritto da Simo – Corso di aggiornamento in scrittura creativa anno 2000. La traccia era libera.
rirtovato per caso ripulendo le cartelle del computer. Parole scritte pensando a tre persone che adoro, con le quali mi sono scambiata e continuo a scambiarmi tutto. A loro una mia carezza anche adesso, mentre rileggendo le mie parole mi rendo conto di tanti perchè.

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Una risposta a

  1. caporaleReyes ha detto:

    dio bono, sei una dura.
    come fai a guardare cose così senza abbassare lo sguardo, senza cercare di ingannarti un po’?

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