Adesso ho capito.
Solo oggi leggendo con più attenzione ho capito chi è la persona che l’altro ieri ha lasciato una specie di richiesta d’aiuto in un mio post.
Strane cose che succedono. C’è questa mia omonima che mi legge e qualche volta, raramente, commenta. Commenti lucidi, analisi affilate, spesso malinconiche. Situazione simile alla mia, nome uguale, la dose massiccia di amarezza che a periodi queste storie condominiali ti lasciano appiccicata addosso. Credo di avere a mia volta commentato assai poco ai post di S. C’è poco da dire. Uno mi torna in mente: lei che aspetta la mezzanotte in piedi perchè Lui le mandi l’sms di buonanotte. Piccole briciole per canarini affamati d’amore nella loro gabbietta confortevole dove non manca ( quasi ) nulla. ora mi ritrovo questo commento di R., disperato perchè Lei lo vuole lasciare, la sta perdendo. Leggo una data di riferimento e solo oggi ho modo di andare a controllare. Verifico anche che effettivamente sono due persone distinte, che l’IP di lui non è mai comparso.
E’ strano: una coppia clandestina che mi legge. Lei evidentemente ha parlato a lui di questo blog, lui si è messo a leggere, lei si sta stancando, lui è disperato e la sua disperazione la butta anche qui.
Torno a dire ciò che già ti ho lasciato scritto, anonimo R.
Non so dare consigli nemmeno a mè stessa e non trovo giusto darne in fondo, conoscendo poco o nulla di voi. Però ricordo le parole di una donna molto disincantata, molto coerente, ricordo le parole intelligenti di una persona costretta dai limiti e dalle circostanze. Già si fatica a vivere ai margini ma noi donne siamo in genere ben disposte ad elargire ben oltre i ragionevoli limiti imposti anche al mantenimento di un equilibrio minimo di vivibilità, la NOSTRA vivibilità. Anche le donne sanno essere incommensurabilmente stronze ma lo sono, in genere, solo quando arrivate a far grattare loro il fondo del barile.
Fate sì che non si debba elemosinare: tempo, attenzione, affettività, allegria, disponibilità.
Fate sì che non dobbiamo nutrirci solo di briciole di tutto questo e che il resto sia nevrosi, sensi di colpa, pigrizia, egocentrismo, sassi che trasformate in montagne, senso del dovere trasformate in pastoie.
Siate più lievi e generosi. Lo si sa bene che raramente queste storie portano chissà dove. Fate sì che il tratto di strada che si sceglie di percorrere insieme non ci ferisca oltre ogni ragionevole limite per colpa dei vostri, di limiti.

E che nessuno mi venga a dire "Allora sceglitelo libero", che gli spezzo le braccine.

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11 risposte a

  1. pensierieaparole ha detto:

    Anche perchè non ci si “sceglie” ma ci si “trova”… Bacio S. come al solito le tue parole frutto di molta saggezza…e ti voglio bene…

  2. Masso57 ha detto:

    S., sono passato a recuperare un po’ di immersione nelle tue parole, e ti commento qui perchè lo stimolo è forte. Tu quindi hai una coppia di lettori che si riflettono e riflettono nelle cose che scrivi e vivi, ti usano come specchio, o come metro, per capirsi. Il che significa varie cose, ma la più importante è che tu meriti fiducia e che persone che si trovano a vivere situazioni come la tua riescono ad aggrapparsi a questa fiducia. Molto ben riposta: tu sei una ragazza di una franchezza e trasparenza sino a farti male, quindi scatta naturale chiedere a te un soccorso in quanto certamente non fai nulla per aiutare qualcuno, ti basta essere.
    Il che non è poco, assolutamente.
    E nessuno sceglie: di solito si viene scelti da qualcos’altro; un attimo, uno sguardo, una luce hanno un effetto che neppure anni di goccia sulla pietra possono avere.

    Ti abbraccio.
    m.

  3. utente anonimo ha detto:

    Belle parole le tue e sopratutto vere, briciole di tempo che ti graffiano l’anima.
    E alla fine l’amarezza è piu grande dell’amore e forse l’amore ci annega dentro…e non si trova piu la forza di andare avanti.
    dolcemelody

  4. utente anonimo ha detto:

    Non ci siamo cercati, ci siamo ”trovati” per caso, senza volerlo. Non mi ha mai chiesto niente, non le ho mai chiesto niente. E’ concreta, intelligente, totalitaria, assoluta, gelosa all’inverosimile, è stupenda dentro, è bella fuori…da togliere il fiato, per lei il bianco è bianco, il nero è nero, si è trovata in questo amore più grande di lei senza volerlo, non credeva che ‘io’ potessi mai esistere. Mi ama da morire. Io… un sognatore, sagittario romantico per eccellenza, con le mie esperienze belle, meno belle, alle spalle, e poi…Lei…l’unico immenso infinito vero Amore della mia vita. Ci siamo trovati, a giochi già fatti,in ritardo mannaggia! La amo da morire, la amo da morirne. Se quel sogno mai si avvererà…che importa? perchè non viverlo l’amore adesso, per il tempo che ci resta, anche così, in questo modo imperfetto? Recuperare in qualche modo il tempo perduto. Sarebbe meglio senza? Tornare a ‘non vivere’? No grazie!
    Sbaglio?

    Un abbraccio R.

  5. RobertoTossani ha detto:

    Caro R., da uomo a uomo: quello che ha scritto Simo su di noi rispetto alle donne, in situazioni/storie/amori di questo tipo, è da leggere molto attentamente.
    Poi è chiaro, ognuno, uomo o donna che sia, agisce e si comporta come riesce, ma spesso in queste cose siamo noi maschi che pur volendo vivere in pieno il presente, non sappiamo gestirlo nel modo migliore (e forse non sappiamo dare abbastanza).

    Ah, Simo… e sceglitelo libero la prossima volta 😀

  6. pensierieaparole ha detto:

    Tornare a “non vivere” significherebbe davvero morire prima della propria ora… Di una morte che ha il sapore di un continuare comunque a vivere ma senza le boccate enormi di ossigeno che il solo pensiero di lui riescono a infondere ai miei polmoni… Ho letto che la “felicità” è a portata di tutti la “serenità” è un bene supremo… Lui mi rende felice, una felicità che rifletto nel mio quotidiano e che diventa serenità…
    Belle le tue parole R.

  7. Jexie ha detto:

    Alcune cose se non si vivono, non si capiscono..
    Penso che enssunod ebba giudicare come vivere la propria vita.
    Trovatelo libero non esiste, l’amore non ha confine e non ha limiti.
    Solo chi davveri ha passato, vissuto certe storia ne conosce i contorni e i contenuti.
    Ti abbraccio cara e mando un saluto anche ai tuoi due lettori.
    Sperando che trovino la forza per continuare cià che hanno iniziato.
    A volte i sogni cmq diventano realtà, non ce lo dimentichiamo e lottiamo per questo 🙂

  8. utente anonimo ha detto:

    Scusa Simona, scusa davvero, sono entrata nel tuo blog, come faccio da parecchio (e tu lo sai) e ti ritrovo a commentare una richiesta di aiuto di R. (a cui avevo detto di queste tue pagine così simili in talune cose a quello che io e lui vivevamo). Dire che è stato uno colpo al cuore sarebbe un eufemismo. Non voglio commentare il suo “s.o.s”, ci sono momenti nella vita in cui si cerca solidarietà, in fondo è quello che talvolta ho fatto anche io, forse davvero quando entravo nel tuo blog cercavo inconsciamente uno specchio, una risposta, una speranza, una soluzione, tutte cose che erano solo mie, visto che le vite, per quanto si somiglino, nei nomi, negli accadimenti, sono comunque, come in geometria, linee rette, che pur viaggiando sullo stesso piano portano in direzioni diverse.
    Vedendomi menzionata mi sento in dovere di spiegare, per gli innumerevoli compagni di viaggio, per R. che leggerà e spero capisca, e soprattutto per te, che una volta hai dichiarato che le persone ti seguono per vedere forse “come va a finire”, non vorrei che questa fosse una “storia nella storia” e questo inciso vuole essere il primo e l’ultimo sulla mia vicenda privata.
    Molte cose le avete capite e dedotte da voi, non ci voleva molto in fondo, una storia di gente che si innamora, entrambi già impegnati, entrambi adulti, entrambi con famiglia, figli, impegni.
    Sono giunta a questo “non punto” (visto che è un limbo di assenza e non una decisione meditata, bensì subita per necessità) perchè ai casini consueti (e tutti sanno di cosa parlo…parlo di vita con: lavoro, casa, compagno ufficiale, figli, spesa, bollette, parenti, colleghi, amici, nemici) si era aggiunto l’Amore (non la scappatella ma l’Amore) e io non avevo mai avuto storie fuori dal matrimonio, non lo sapevo gestire, ero spaventata, terrorizzata. Come se non bastasse l’Amore mi corrispondeva ma…sottolineava una famiglia assolutamente inattaccabile, una situazione delicata, con moglie malata da accudire (tutto vero) ma che scopro (casualmente) fornita di extentions applicate da costosissimo coiffeur, guidante auto (con apposito talloncino per disabili che consente il parcheggio riservato), perfettamente “funzionante”, solo un pelino ipocondriaca a causa di una vera malattia ormai sotto controllo, che R. non contraddice mai per…paura che a lei possa scoppiare il cuore.
    Iddio mi liberi dal rimorso di causare la morte a chichessia, mai che mai alla madre dei figli dell’uomo che amo. La difendo pure, una sera che lui sproloquia dicendo che “vorrebbe che lei lo tradisse così almeno ha la scusa per lasciarla, ma per quanto riguarda il tradimento “lei” non è il tipo (sic)”.
    Litighiamo, facciamo pace, litighiamo ancora fino a…
    circa dieci giorni fa.
    Dieci giorni fa scopro che mio figlio è in giro brutto, che devo fare qualcosa, che si sta perdendo, che sono in tempo per afferrarlo per i capelli, che non ha il “senso della famiglia”, che devo dimostrargli che lo siamo una famiglia, anche se scalcinata e rappezzata, che io e suo padre siamo comunque i suoi genitori, che devo ritrascinarlo a casa e dargli Amore. Lo dico a lui che ho problemi con mio figlio, poi gli mando un sms, dove gli spiego che non voglio dare spiegazioni, non voglio parlare, non ho voglia, non mi interessa più nulla, mi interessa solo mio figlio. Pensavo che avesse capito. Ma…
    Poi lo trovo qui.
    Poi mi trovo qui.
    Poi vi trovo qui.
    Vi parlo dal limbo, di questa vita strana, dove (scuserete) ho a cuore un Amore non egoista, quello di madre, non mi importa adesso il dolore di un amante imperfetto, come imperfetta ero io, lui nella sua casa, io nella mia.
    Gli auguro tutto il bene del mondo, voglio per lui tutto il bene del mondo, vorrei solo che capisse che noi non saremmo mai finiti in nessun posto, avremmo solo passato delle belle ore e poi, ognuno al suo posto, e quel posto non era insieme, ieri mi chiedevo dove fosse il mio, oggi lo so…accanto a mio figlio.
    Scusa ancora e…
    Ti abbraccio Simona
    Ti abbraccio R.
    Vi abbraccio tutti
    L’omonima

  9. utente anonimo ha detto:

    Parlare per interposta persona, spegarsi per interposta persona, assurdo. Ho capito tutto mia amata S, ho sempre capito tutto, ti ho sempre compresa, e non ho mai mai mai, messo in dubbio ogni tua parola, ogni tuo disagio, e ho compreso perfettamente il problema di tuo figlio, e non solo quello. La mia richiesta di aiuto era fine a se stessa, da disperato e sai bene che sono così, lo sai bene. Non sapevo come chiederti un semplice ‘come stai’, non potevo parlarti, rintracciarti, e ho fatto questo ‘errore madornale’ per te, chiedere aiuto. Non ho mai voluto rendere pubblici i nosri problemi, non ho mai fatto alcun riferimento preciso o raccontato fatti ‘nostri’, mai. Ti ho anche scritto stasera, dicendoti pure che avevo chiesto aiuto alla tua omonima, avrò sbagliato non so, non credo davvero. Mi dispiace tu abbia come spesso è accaduto ‘rivoltato’ la frittata, si dice così no? Mi dispiace che butti giù sentenze e giudizi senza pensare a ‘cosa’ dici, a ‘come’ lo dici. Non ho più parole o spiegazioni o commenti, è come sbattere contro un muro di gomma. Ogni bene a te, alla tua famiglia, e ogni bene a chi ci ha letto e non mi leggerà più. Sai dove come trovarmi, ma non ci spero più e me ne torno alla mia ”non vita”, già, perchè sarà così, mia cara amata,e amata è dire un eufemismo. Se esistesse una parola più intensa, più forte, sarebbe davvero quella. Un abbraccio e un bacio a tutti. R.

  10. utente anonimo ha detto:

    Scusa anche da parte mia Simona, scusa se hai assistito ad un chiarimento o litigio che dir si voglia, involontario credimi, non voluto, di due utenti anonimi. Forse i blog servono anche a questo o forse non ho capito niente ‘io’ dell’uso che se ne deve fare. Sono rimasto scottato? incenerito direi. E a te mia amata S., convinta ancora che io non ti abbia capita, un consiglio che ti ho sempre dato e che qui ‘pubblicamente’ ribadisco: scendi per un attimo dall’alto del tuo egoismo, che ho sempre rispettato tra l’altro, sempre. Amare vuol dire pure privarsene. Non ti ho mai illusa lo sai, non ti ho mai promesso nulla che non potessi rispettare, ma io sono uno che sogna, che ha sognato una vita futura con te in tutte le sue forme, perfette e imperfette, e non avevo mai sognato con nessuno.
    Ciao deliziosa autrice di questo magico blog,perdonami ancora e un abbraccio affettuoso e un grazie di cuore a te, a tutti.
    Ciao Tossani, mio omonimo.
    Ora posso svelare il mio nome, che mi succederà adesso? cos’altro di peggiore dopo tutto questo?

  11. utente anonimo ha detto:

    Sarà impossibile parlarti, non ci saranno più messaggi, caffè insieme, momenti insieme e volevo solo dirti: perdonami se non ho fatto o non ho avuto il coraggio di fare, perdonami se sono così impulsivo, anche adesso, prima, perdonami se ti ho fatta sentire involontariamente a disagio, per le mie parole sbagliate, i miei pensieri bagliati, le mie ansie, le mie paure. Perdonami se non ho saputo guidarti come volevi. Perdonami, mi basta questo.
    Io amo, ti adoro, e sarà per sempre. R.

    Simona autrice del blog, grazie ancora per…l’ospitalità (ma quarda che casino!!!).

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