Meglio sarebbe forse tacere ma leggere di due vite che finiscono col fare a brandelli ciò che sono stati fa male.
Non voglio entrare troppo nella storia di S. e R., non sarebbe giusto e prima o poi finirei col tranciare anche involontariamente dei giudizi ma vi ho trovato talmente tante impronte che ho calcato negli anni passati che una sorta di refresh della mia, di storia, mi viene da farlo.

– I mostri esistono sai…

Era fine ottobre del 2000. Era una trattoria a Ma*lcesine. Di fronte a me avevo un uomo che stentavo a capire ma che VOLEVO capire, perchè lo amavo molto, perchè mi trapassava da parte a parte con la sua sincerità spiazzante, perchè ero ben decisa ad andare avanti con lui e per lui." I mostri esistono" però era una frase sibillina, detta così, a freddo, che non volli, in quel momento, approfondire. Poco dopo mi ci scontrai, col mostro. quel mostro è la vita, sono le circostanze, è ciò che la vita ci rende, è quel coctail micidiale che una coppia può diventare quando decide di mettere un piedistallo di cemento a un legame che già prima stava insieme per pietà.
Nella mia storia il mostro ha due facce e due nomi. Mi esprimerò solo su uno: ora sento di poterlo fare con sufficiente serenità. Il mostro ha quarantatre anni, un lavoro di tutta comodità che però la stressa oltre ogni misura. Il mostro ha tentato in tutti i modi di impietosire la giuria. Coi problemi alimentari, con un finto suicidio, con gli attacchi allergici, con quelli di panico, col "Iocelamettotuttainufficiomamiopadre-miamadrepreferisconomiofratelloiononcontoniente-puremiacognatabruttaterronadimmerdaèunastronzaemimettemiofratellocontro-PERCHE’ NON FAI NIENTE PER DIFENDERMI?!". Oli*ver T*wist le fa una pippa a questa qua. Dentro di me ho iniziato ad affibbiarle un soprannome: Poverina T*wist. Con I. mi sono sempre espressa poco, non per piaggeria ma perchè Poverina ha un modus vivendi et operandi talmente lontano dal mio che mi pareva un’inutile perdita di tempo. Dura conunque "combattere" contro una sfigata del genere, così bisognosa, debole, sfortunata. Poi io non combatto: la mia unica arma è sempre stata la trasparenza, l’essere ciò che sono, nel bene e nel male.
Anche Poverina T*wist sa di combattere questa battaglia sotterranea. Sa senza bisogno di parlarne che che io esisto, ha in qualche modo recuperato il mio numero di cellulare e ogni tanto fa il suo show, o lo fa fare ad altri. Sono cose piccole e squallide che non mi va di raccontare ma sono accadute. Per un tempo infinito ho amato un uomo infinitamente intelligente e sensibile eppure talmente ottuso da non voler capire, da non voler vedere. Poi come mi ha detto una cara amica "il vento è cambiato". Non so perchè. Io sono sempre io, lei è sempre lei, la situazione è la medesima ma finalmente I. ha aperto gli occhi del tutto. Forse perchè si è reso conto al di là di tutto che questa infantile quarantenne che passa disinvoltamente dall’aqu*agym al tiro con l’arco ( il che significa pagare l’iscrizione al corso, andarci 2 volte, smettere. ), che un giorno torna a casa con l’ultimo di Hoelleb*ecq e la sera va con l’amica di turno del cuore a vedersi " Quar*ant’anni ve*rgine", che con 38 di febbre non va a prendere la figlia ma ha la forza di andare alla fiera del santo patrono, ecco, questo ammasso di estroprogesterone più quatroneuroni quatro ha abrogato l’inabrogabile: fare la madre. All’improvviso a Ivan s’è accesa la luce nella stanza, all’improvviso sono svaniti i sensi di colpa, il senso del dovere portato all’esasperazione. Tu non fai ciò per cui io principalmente resto qui: il bene di nostra figlia. Tu te ne freghi, non sai dove va, con chi va, tu la parcheggi a pranzo da tua madre mentre te ne vai all’ennesimo corso di nonsochè, tu mandi me a recuperarla a casa di amichette che manco sai dove abitano. Per te è importante soltanto non averla tra i piedi e che sia vestita come un manichino di Fio*rucci. Non le prepari nemmeno la cena e andare ad un colloquio con gli insegnanti pare un’impresa ciclopica. io non ci sto più. E smetto di farti da stampella. E smetto di passare l’aspirapolvere la sera altrimenti non ci si può sedere sul divano. Butto via le briciole con una mano, mi accomodo con la mia piadina al prosciutto e mi guardo la televisione. Vado a correre, mi faccio la lavatrice della roba che ho sporcato correndo, mi occupo del giardino e di buttare via la spazzatura. Stop. Al resto pensaci tu, e se non ci pensi fa lo stesso, vediamo dove andremo a finire. Questo è quanto sta accadendo, indipendentemente dal mio legame con lui che, è vero, col tempo si è fatto più forte, più profondo, ma è un altro piano, un altro pianeta. Procediamo. Io continuo ad essere guardinga perchè è assolutamente vero, i mostri esistono ma di strada ne abbiamo fatta tantissima. Non voglio sapere dove porterà, forse si perderà nel nulla come certe costosissime autostrade che poi finiscono in un prato, senza una meta. Forse la meta sta semplicemente nel viaggio, mio e tuo, nei tanti ricordi che abbiamo in tasca, nei piccoli progetti, nel mio aver cura di te, nel tuo aver cura di me, nel tuo sopportarmi, nel mio sopportarti, nel sesso fatto con gioia e pienezza, nell’allungarti una carezza anche e soprattutto quando, come adesso, non lo sai. Sta nei nostri libri, nella nostra musica, nell’averti insegnato a mangiare il pesce, nell’avermi portata in cima al Monte Ma*ddalena, nel vederti arrivare, nel vedermi arrivare. Forse sta tutto qua o in qualcosa che sta oltre e che va oltre i ruoli che portiamo cuciti addosso, scomodi vessilli che consapevolmente continuiamo a portare.

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10 risposte a

  1. bbbk ha detto:

    …un caro saluto e un abbraccio!

  2. abreast ha detto:

    non so cosa sia accaduto qui dentro, non sono nelle migliori condizioni per curarmi di situazioni del genere…
    mi limito a scrivere che, come sempre, questo tuo post è “toccante”!

  3. Dovesei ha detto:

    Bibbi – :*

    Abreast – non è accaduto nulla di brutto, e sei sempre in tempo ad aggiornarti se e quando ne avrai voglia.

  4. PC1969 ha detto:

    “..Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza…”

    Penso che la frase possa essere d’aiuto.

    Un bacio!

    PAVLEN

  5. caporaleReyes ha detto:

    if you love somebody, set them free

    anch’io butto lì la mia frase (troppo post adolescenziale per uno che è in pre-vecchiaia? succede). alé

  6. texte ha detto:

    E se Poverina T*wist non vedesse l’ora di separarsi da figlia e consorte?
    No eh? Vabbè, io ci ho provato!

    p.s.
    hold on tight to your dream

  7. Dovesei ha detto:

    Caporale – Concordo e sottoscrivo. Diciamo “tardo adolescenziale”, ma poi chissenefrega: rivendichiamoci il sacrosanto direitto al riciclaggio delle nostre canzonette! 🙂

    Texte – Ah ecco…La risposta te la sei subito data da solo. QUELLA? Trovarsi senza stampellina?? E dopo? Vorrebbe dire rimboccarsi le maniche, assumersi delle responsabilità.

  8. abreast ha detto:

    non sono nè la voglia nè il tempo a mancare… è lo stato d’animo che non è quello giusto!

  9. vitarosa ha detto:

    Un post magistrale (come sempre).
    Grazie per l’incoraggiamento, io ci provo seriamente…

  10. Dovesei ha detto:

    Abreast – Qualunque strada ti porti allo spleen, sono certa abbia anche la curva che ti riporta a vedere le cose in modo meno grigio. Non so perchè ma mi viene in mente, dato che oggi si citano canzoni, “Il gio*rno di do*lore che uno ha”.

    Vitarosa – Sai che io faccio il tifo per te, e non solo perchè tu raggiunga QUESTO obbiettivo. Mi piace pensarti su una strada di ragionevole serenità.

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