C’è una bella canzone che si ascolta in uno spot pubblicitario: "Perf*ect D*ay" di L*ou R*eed. Parla di cose semplici, di sangria bevuta nel parco, è una canzone dolce e confortante, sa di pulito anche se fa parte della colonna sonora di un film durissimo,"Tr*ain Sp*otting".

Che voglia di un giorno perfetto fatto di piccole cose. Ho sempre giorni imperfetti, perchè infilo una serie di piccole cose piacevoli ma manca sempre qualcosa, manchi tu. Faticosamente tentiamo di fare dei programmi. In linea di massima già sono ben delineati ma ogni volta che se ne parla avverto in sottofondo una specie di ansia da parte tua, un’ansia fatta di "spero che…" o "spero che non…" o "in linea di massima…".Dio quanto odio questo mettere le mani avanti! Tutto può succedere e non succedere. L’imponderabile esiste, capita. Ricordo una delle nostre liti epocali: tua moglie che doveva partire per Roma per una settimana. Incredibile, inimmaginabile, io e te poveri deficienti lì a fare mille programmi, tutto quel tempo a disposizione, io a fare i loop per programmare tutto, tu lì a dire speriamo che e che non e in linea di massima, agitazione anche mia alle stelle. TADANN!!! Il Genio del Male subodora qualcosa o forse banalmente le sembra veramente TROPPO lasciarti solo soletto per una settimana. Due giorni prima decreta: "Non vado più. Non ne ho poi così voglia e l’appartamento che ci offrono è scomodo e blablablabla." Tragedia. Ovviamente non puoi incazzarti con lei: scegli di litigare con me, che non mi tiro indietro non risparmiando, quella volta davvero, niente a nessuno. Mi sono tolta un chilo di sassolini dalle scarpe. Urli, strepiti, hai finito poi col litigare anche con lei attaccandoti ad altre cose. Conclusione: un mese d’inferno, un sacco di tempo buttato via, speso male. Ci siamo ripromessi di non cascarci più ma ogni volta che, per forza, bisogna fare un minimo di programmi ecco di nuovo quell’impalpabile ansia.
Io che sarei così tranquilla, possibilista. Ognuno pensasse ad organizzarsi al meglio. Mica mi va che tu mi venga a dire "Però sai, non so lì a Padova quanto tempo potrò stare con te e questo mi scoccia da morire."
"Allora non ci vengo."
"MA IO NON HO DETTO QUESTO! Solo che non so…spero che…e speriamo che non…"

Echeppalle. Un giorno perfetto, passato bevendo sangria in un parco, senza prima una serie di giorni a mò di seghino mentale.

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5 risposte a

  1. texte ha detto:

    Sorrido…. 😉

    Posso?

  2. pensierieaparole ha detto:

    E speriamo che… non mi caschi il mondo addosso… 🙂
    Può succedere anche quello sai???
    Un bacio Simo…

  3. stann ha detto:

    ossignur…sto via qualche giorno e qui succede di tutto.
    e Roberto e Simona, e quel groppo in gola che viene leggendoli…
    e tuo papa’e le foto e il ricordo del mio papa’ che prese il diploma in internet a ottant’anni…
    e quello che cerca i c*opridivani e Katia che cerca la macchina digitale (e’ da me che l’hai letto, katia, e’ da me…:-))

    una frase m’e’ rimasta dentro di tutta questa scorpacciata di post, una frase che condivido in pieno : la meta sta semplicemente nel viaggio.
    si’, e’ cosi’.

  4. abreast ha detto:

    potrai anche pensare di aver buttato via il tuo (ed il “vostro”) tempo, però se la situazione si ripete (e più volte, oltretutto!) vuol dire che non si tratta poi di tempo sprecato, non credi?

  5. RobertoTossani ha detto:

    Ecco, i programmi, le seghe mentali, l’ansia…
    Ti capisco, ma capisco molto di più lui questa volta, lo sai 🙂

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