Mi corazzo senza un perchè. Tendo a respingere qualunque cosa/persona mi infastidisca, te compreso.
Ieri sono stata tagliente come un rasoio con il padre dei miei figli. Se lo meritava, punto e basta, che non è il caso di riversare qui certe piccolezze. Dunque ho chiuso la porta in faccia al mondo, te compreso, perchè non capisco le tua propensione a farti del male partendo da un qualcosa che dovrebbe farti solo bene. Il tuo allenamento prosegue ma io, ancor prima che tu iniziassi a consumarti le scarpe, ho sempre pensato che correre una ma*ratona sia brutalizzare il proprio corpo.
Ricordo la scorsa estate quella di A*tene, quella vinta da Ba*ldini. Ricordo la sua faccia stravolta, la bava alla bocca, ma era la ma*ratona olimpica e quello era il suo mestiere, la sua vita.
Ricordo a novembre la ma*ratona di New Y*ork. Mi piace guardarla perchè adoro rivedere N*ew York. Guardavo le donne correre. Un’atleta di colore tra le prime mi faceva impressione da sconvolta che era. Ad un certo punto il commentatore, ex ma*ratoneta, decreta: "Tra poco vomiterà" – Tempo tre minuti la donna vomita, CONTINUANDO A CORRERE, si pulisce la bocca e prosegue. Sconvolgente, ma sono professionisti e la posta in gioco è molto alta.
E tu? Tu hai una posta in gioco con te stesso, che condivifdo appieno, e un volere ribadire degli spazi e degli interessi TUOI e solo tuoi. Condivido in pieno. Quello che non condivido è il farti del male, fisicamente.
Sei una persona normale, non un superuomo. Lavori molto, sei carico di stress, di nodi irrisolti. Non tutti i giorni sono uguali nemmeno per il tuo fisico. Un pò di sere fa, dopo 30 chilometri mi dici "Sono sfinito. C’è da domandarsi chi me lo fa fare."
Ti rispondo che è qualcosa dentro di te che ti spinge, ma che bisogna fare, non strafare, non distruggersi, non restare tramortiti, non investire tutte le energie solo ed esclusivamente lì.
– A casa non sottraggo nulla, e comunque non si fa mai un c*zzo. Con te cerco di essere presente ma se senti che qualcosa manca me lo devi dire tu.-
Ecco, lo sapevo. Vi abbiamo trasmesso"Come non capire un c*azzo in una puntata". Lascio perdere. Ti lascio ai tuoi malesseri, alla stanchezza, allo sfinimento. Sei grande a sufficienza per conoscere i tuoi limiti. Se insisti per superarli fino al punto di farti del male smetto di parlarti: non sono tua moglie, tua madre, tua sorella, tua figlia. Ti voglio bene immensamente ma mi inquieta questa distruttività così palese, questo non equilibrio, questo spendersi tutto e sempre da una parte qualunque essa sia, lavoro, corsa, fare il padre, fare lo schiavetto. Questa mancanza di equilibrio. Dovrei esserti grata perchè il mio posto, il mio spazio nella tua vita non viene messo in discussione? Non ci riesco. Vorrei che tu ti volessi un pò bene, ma così non è. Vorrei che sapessi dare un giusto valore ad ogni cosa, ma non lo sai fare, non ci riesci.Sei come un mulo col paraocchi: avanti su UNA strada, una sola buona o cattiva che sia, perdendo di vista tutto il resto.
Bene Ivan. Non ti farò da angelo custode. Arrangiati. Ieri pomeriggio mio figlio mi invita al cinema, e prima a bere un caffè. In pasticceria paga lui, un cappuccino per me, un caffè col Bayley’s per lui. Faccio per aprire la bocca poi lo guardo: ormai ha quasi vent’anni, è un ragazzo dolce, eqilibrato, non ha particolari vizi. Mi chiudo la bocca e gli lascio gustare il suo caffè col Bayleys pensando che a parte qualche birra non è uno che beva. E’ altissimo, Luca.  Mi intenerisce che voglia passare questa domenica pomeriggio con me. Sua sorella doveva studiare greco ed è rimasta a casa.
– Meglio così mamma. Mi fa piacere uscire con te, per una volta.- Andiamo a vederci il film con V*erdone e M*uccino. Tengo d’occhi S*ilvio M*uccino fin da ""Ri*cordati di me". Allora era decisamente un pò grezzo, una recitazione urlata ed incasinata però si capiva che sotto c’era stoffa. Infatti l’ho trovato strepitoso, perchè se V*erdone è V*erdone, un pò sempre uguale a sè stesso ma comunque bravissimo, questo ragazzo poco più grande del mio, incasinato nei sentimenti, con una madre bambina/idiota da difendere e proteggere ad ogni costo mi ha toccato dentro. Poi quel modo di vestire così identico a quello di mio figlio, le collanine, i jeans che cascano, la camicia e la giacca blu tutta stazzonata, le A*ll S*tar semidistrutte, il gesticolare convulso, le lacrime agli occhi e il naso rotto e la vita a pezzi e la fatica immane di rimettere un pò d’ordine, e un possibile amore e una impossibile/forse possibile famiglia…mi è piaciuto proprio.
Sono stata bene.
Stamattina si ricomincia. Sono arrabbiata col mondo, sono amareggiata con te, per te.

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9 risposte a

  1. abreast ha detto:

    mi spiace… davvero!

  2. Masso57 ha detto:

    S., cosa dirti? La tua corazza, per fortuna, a volte ha le maglie molto larghe, in entrata e soprattutto in uscita.
    Meno male.

  3. PC1969 ha detto:

    Male tipico di molti uomini che stanno per raggiungere ( come me ) o hanno gia’ scollinato i 40 : la sindrome del super uomo!
    Ca*zzo, chi sono questi sbarbatelli che vogliono passarmi davanti ? Chi si credono di essere ? Ma io svernicio tutti! Poscia , ti rendi conto che sono loro a sverniciarti fisicamente e che puoi reggere solo “d’esperienza”.

    Ci arrivano tutti , e’ nella natura del maschio. Dopo un po’ passa…

    A presto!

    PAVLEN

  4. Dovesei ha detto:

    Pavel, anche se non ti fossi firmato l’avrei capito che eri tu! 🙂

    Buonsenso e lieve ed elegante autocritica. Però mi sa che il caso di Ivan sconfini in un qualche disagio più tosto, anche se sicuramente questa parte non manca.

  5. MariaLuisaM ha detto:

    Caro I., ti chiedi chi te lo fa fare?

    Il bisogno di restare costantemente in fiamme forse, di tenere accese passioni, di bruciare ostacoli, di essere fonte di calore, di luce, di energia, di sublimare impulsi.

    Mio marito sublima nella cucina, a volte si rivolge a me come se avesse un ristorante – “Stasera ‘posso darti’ carpaccio di cernia su un letto di rucoletta, poi mi dai il voto” –

    L’importante è non prendersi sul serio, nè trasformare la passione in una monomania.

    Un abbraccio, Maria Luisa

  6. Dovesei ha detto:

    Carpaccio di cernia su letto di rucoletta??
    POSSO FARTI???

    Maria Luisa, questo è già mooolto!!!
    Mio marito invece si lamenta di continuo: c’è carne? Era meglio un primo. C’è un primo? era meglio una “bistecca come si deve”.
    E il contorno? Se non c’è si lamenta. se c’è ovviamente io ha fatto un’insalata mista e lui aveva voglia di spinaci. se ho fatto zucchine trifolate avrebbe preferito patate.
    Io? Lo mando a ca*gare, in maniera elegante, è ovvio.

  7. cabiria55 ha detto:

    Ti parla una che vive con un podista da sempre.
    Io le gare le vivo sulla pelle …tutti i giorni con gli allenamenti…che son sacri ,anche dopo dieci ore di lavoro,anche con la neve ,il gelo e quant’altro.Le domeniche…dopo una settimana di sveglia alle 5 …anche la domenica si alza presto per andare alle gare .Anni fa andavo anche io…adesso mi giro dall’altra parte e riprendo a dormire!
    Premesso questo…ti assicuro che la corsa è una forma di meditazione inconscia.Scarica le depressioni latenti,riequilibra il sistema nervoso ecc.
    Chi è abituato a correre tutti i giorni o anche meno…ne sente un bisogno tale che difficilmente riesce a farne a meno,anche se razionalmente non sanno spiegarne il motivo inconscio che li spinge a farlo.
    Quindi,non toccargli questo tasto…Nonostante tutte le motivazioni razionali che puoi dare alla tua critica,non saprai mai (se non lo provi personalmente)cosa stai criticando.
    Beninteso che la mia non è una critica ,ma una constatazione”amichevole”.ciao

  8. PC1969 ha detto:

    Spiegazione scientifica.
    Correre , come qualsiasi altra fatica fisica , fa produrre al nostro corpo endorfine , sostanza che attenua il disagio e da’ una senzazione di benessere. La stessa cosa accade , in scala maggiore e devastante , quando ci si fa di eroina , sostanza capace di legarsi ai neurotrasmettitori come le endorfine.
    Ecco perche’ dopo una “sessione” di corsa o di sport in generale ci si sente “bene” e perche’ alcuni cercano lo sforzo in maniera costante ( ehm…sono fra quelli…se non mi muovo tutti i giorni divento nervoso… ).

    Ciao!

    PAVLEN

  9. MariaLuisaM ha detto:

    Si Simo è fantastico, il sabato sera è destinato al rituale della cenetta come anche il mezzogiorno della domenica.
    Al rituale non c’è via di scampo, proporre un’alternativa provoca una crisi.
    Io mi adeguo, il giorno dopo lavo piatti unti.
    Poi, finalmente arriva il lunedì, e finalmente brodino …

    Un abbraccio, Maria Luisa

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