Continui a chiedermi che cos’ho. Potrei fare lo stesso ma non lo faccio, tanto le risposte sarebbero le stesse: strss, stanchezza ormai cronicizzata, un qualche cosa ( diverse cose ) che non vanno nella tua vita, un ambiente poco gratificante al lavoro. No, non chiedo. Di me e te abbiamo parlato. Non c’è nulla che non vada tranne i limiti di questa storia che sono i limiti di ogni storia altra. C’è poi la questione della mancanza di stima reciproca tra te e chi ti sei scelto. Questa cosa ogni tanto ti fa sbarellare al punto che DEVI ingeniarti per trovare un qualcosa di positivo in tua moglie. E allora signore e signori ecco che lei, poverina, ti fa trovare pronte le s*eppie in zi*mino proprio, guarda caso, domenica sera.
Lei, la Regina dei 4 sa*lti in pa*della. Lei, quella che arriva a casa con la teglia di spaghetti al pomodoro comprati al volo in pizzeria. Lei, quella che cinque su sette la cena è un tramezzino plastificato marchiato Es*selunga o una piadina e il cartoccio di affettato. Matugguarda che strano. Me lo racconti con un tono tra lo stupito e il sottotitolato "peròinfondoqualcosadibuonosafare". Poi però mi dici che eri stravolto e ti sono rimaste sullo stomaco. Piagnucoloso.
No, non è un bel periodo. E’ uno di quei momenti nei quali io sono troppo, pur nel mio tenermi come sempre più che defilata. allora mi rinchiudo a riccio. Allora tu te ne accorgi ma non c’è verso di farmi tornare quella di sempre: tu devi riprenderti per primo. Sono di nuovo tremendamente stanca. Pensavo tu avessi acquistato un pò di forza, di sano egoismo, pensavo. Non è così. Non riesco ad annullare la tua tendenza ad autofustigarti, a far fare agli altri tutto ciò che vogliono, a considerare il tuo tempo personale una sorta di caramella rubata e non un sacrosanto diritto.
Ieri era il compleanno di tua figlia. Torni a casa dopo nove ore di ufficio e ventiquattro chilometri di corsa e trovi la casa invasa dalle VICINE. No, non dalle amichette di tua figlia, che sarebbe normalissimo e comprensibile: dalle vicine di casa che fanno comarò con la scusa di aprire una bottiglia e mangiare una fetta di torta. Tua figlia è in camera con un’amica. Tu vai a farti la doccia, scendi di nuovo vestito di tutto punto, ceni con una fatta di torta e l’occhio alla partita in tivù. A fine serata restano sul tavolino i ben magri trofei della serata: una ri*carica da dieci euro e un bagnoschiuma.
Come sempre, dopo questi racconti di ordinario squallore non ho nulla dirti. Ho molto da dire a me stessa ma provo anche fastidio a decifrare i miei sentimenti.

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6 risposte a

  1. abreast ha detto:

    mi dispiace, davvero! credo a questo punto sia arrivato il momento di fare chiarezza una volta per tutte e… beh, brutto dirlo, ma accada ciò che deve accadere, nel bene o nel male!
    ti sono vicino…

  2. Masso57 ha detto:

    No, non hai nulla da decifrare; il tuo sentimento, a leggerti qui, così, è semplicemente il fatto che tu lo conosci e lo capisci, e qulle che ti scatta dentro è rabbia, fortissima, per sapere che lui, in quella casa, è sprecato.

  3. linea ha detto:

    Ops…l’anonimo del post precedente ero io non loggata. Siamo molto vicine anche se credo tu viva in città mentre io un pò più imboscata!
    Buona giornata!

  4. RobertoTossani ha detto:

    Non decifrare niente.
    Meno che meno qualsiasi sentimento.
    Oggi parla il cinico, chiaro, ma se ti metti ad analizzare lo sai che cosa ti resta.
    Soprattutto che cosa non resta e se ne va.
    Lascia stare.
    Galleggiare è un modo di essere come un altro.

  5. MariaLuisaM ha detto:

    “Non bisogna analizzare, comare, non bisogna analizzare.
    Quando vedi arrivare il problema: fetta di torta di mele, pallina di gelato di vaniglia, e via a dimenticare.”

    Massime e detti di alcune donne dagli occhi grandi, p.100, in: Puerto Libre, Angeles Mastreta, Giunti, 2000

    … ma va bene qualsiasi altro rimedio tanto per non trascorre il tempo come in apnea, per riemergere solo ogni volta in cui si ha la possibilità di vedere lui, di sentire il suo odore, di toccare il suo corpo.

    😉 Maria Luisa

  6. cabiria55 ha detto:

    A me sembra la vita che fanno i mariti …in genere,con le mogli …in genere.
    E gli uomini si lamentano sempre…in genere.

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