Che poi uno finisce col costruirsela, la normalità, anche nei momenti di squilibrio più totale.
Io tendo ad isolarmi e a cercare di mettere su di un immaginario tavolo tutti gli elementi, negativi e positivi. Ieri sera, tornata a casa dopo aver salutato Ivan, sentito mia madre, imbastito la cena mi sono infilata una tuta e sono andata a camminare. C’era ancora il sole, c’era un vento un pò freddo. Ho pensato che sì, mio padre ormai ha 71 anni e alle spalle un infarto e un tumore ma in fondo un’ infiammazione all’orecchio passa. Certo lo lascerà con una fragilità in più e la sensazione, come mi ha detto l’altra notte, di essere "alla fine della sua autostrada" e di stare arrampicandosi sugli specchi. credo però che per come è fatto lui saprà risollevarsi, e per quello che posso sono qui.
Ho pensato che mia madre DEVE crescere, e mettere da parte la sua maschera da eterna bambina, da fragile, da quella che se per caso ti scappa detto "oggi ho un pò di mal di testa" immediatamente ti racconta che a lei la testa scoppia da almeno tre giorni, e in più la cervicale, e "le spine in mezzo al petto", che quelle non mancano mai. C*zzo, è stata effettivamente operata al cuore, una valvoloplastica perfettamente riuscita, nove anni fa; bene, a lei danno ancora fastidio I PUNTI, i punti di una ferita che di cui non si intravede che una sottilissima cicatrice. Allora appunto ho deciso di lasciarla sproloquiare. Mi sono fatta dettare la lista della spesa e di quant’altro di cui abbia bisogno, stasera consegnerò il tutto e per il resto si adatterà al fatto che il suo chauffeur sia momentaneamente fermo per KO tecnico quindi per il parrucchiere si adatterà a quello di quartiere o si prenderà un autobus o un taxi.
Ho deciso che anche Ivan dovrà trarre le sue amare conclusioni senza grandi commenti da parte mia, nemmeno quelli che ho fatto finora. Ha un sacco di grane sul lavoro e a casa. Vedo che sul lavoro sta imparando a tirare fuori le unghie sempre di più e questo è un ottimo segno. A casa è un disastro ma anche in questo senso sono stanca di parlare. Lo ascolto. Un pò m’intenerisce un pò mi irrita, come sempre. E’ preda consapevole e consenziente di due er*inni. E’ vittima consenziente di meccanismi beceri che sono stanca di ascoltare, di una quindicenne che continua implacabilmente a dimenticarsi libri, quaderni, codici fiscali, scarpe da ginnastica e che poi chiama casa e la madre non risponde, apposta per non portargliele tanto sa che lo step successivo è la telefonata a lui, che porconando perderà mezz’ora per tornare a casa, cercare la roba, portarla a scuola bruciandosi una quantità tripla di neuroni rispetto alla norma. Tempo fa gli dicevo ciò che è ovvio: lasciala scontrare coi propri errori, con le dimenticanze, lascia che si becchi le sue note, è un modo per crescere, per responsabilizzarsi. Ora non lo dico più. Lo ascolto e basta. Gli voglio bene e lui lo sa ma ha stancato ME questo ruolo quasi muliebre. Io non sono sua moglie, non sono la madre di A. Deve vedersela da solo. Parliamo di noi, di musica, di libri, di vita, di sesso, se capita perliamo anche dei miei figli ma in modo molto marginale anche perchè per fortuna non ho problemi con loro. Non parliamo di mio marito: le mie amarezze le metabolizzo da sola. A volte avverto in lui della curiosità e se chiede rispondo e che le cose vadano di m*erda lo sa, ma mi pare una tale perdita di tempo raccontargli che ieri nonostante la giornata convulsa aveva ASSOLUTAMENTE BISOGNO che passassi dal commercialista e in banca ecc.ecc. A che serve che gli racconti queste cose? Così come a che serve che lui mi racconti che grazie alla lingua biforcuta della sua Mrs quest’anno si ritrovano senza più nessuno che voglia andare in vacanza con loro? Spero solo che quest’ulteriore presa di coscienza gli serva a sgrondarsi da un pò di sensi di colpa. Lo spero, ma non ci credo più.

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8 risposte a

  1. abreast ha detto:

    a volte un abbraccio vale molto più di 1000 parole… io adesso mi sento di offrirti soltanto questo, anche se purtroppo solo “virtuale”!

  2. Dovesei ha detto:

    Grazie Abreast, per il tuo esserci comunque.

  3. pensierieaparole ha detto:

    Ti ho letta tutta d’un fiato, come sempre rispecchiandomi/ci in quello che scrivi…
    Che noi abbiamo la fortuna di esserci nel bel mezzo di quella autostrada…
    Vivere emozionandosi sempre…
    E tenere i pugni ben stretti e ringhiare e a volte sputare anche!!
    No, è che a volte sono un pò incazzata perchè davvero il mondo non lo si può mica cambiare!!
    Un abbraccio davvero sentito…
    C.

  4. RobertoTossani ha detto:

    Sono stato tentato di lasciare una frase che aprisse all’ottimismo.
    Solo che, rileggendola, mi sono chiesto se ci credevo davvero.
    Prima di rispondermi ho pensato bene di cancellarla.
    E poi ho scritto questo, in cui almeno mi rispecchio.
    Un bacio.

  5. abreast ha detto:

    Se ti capiterà di tornare nel mio blog, probabilmente noterai che ho aggiunto un PS al mio post in cui ho scritto che non commenterò le parole che mi vengono lasciate… ho deciso così.
    a te, però, un commento lo devo perchè nelle tue parole a mio avviso è contenuta stupidaggine: “tu sai bene che pessima blogger io sia“… NON E’ AFFATTO COSI’! ciascuno di noi ha un proprio modo di bloggare, di gestire le sue pagine e/o di frequentare quelle altrui, non esiste chi è “migliore” e chi è “peggiore”! come se ciò non bastasse, entrando qui e leggendo ciò che scrivi credo che chiunque si accorgerebbe di chi ci sia dall’altra parte (tu) e di quanto e come tu abbia da dire…
    riguardo ciò che hai scritto qualche riga più su, infine, non occorre che mi ringrazi per “esserci”: quello che faccio lo faccio volentieri e perchè SENTO di farlo, non perchè mi obblighi qualcuno!
    un bacio e buona giornata.

  6. cabiria55 ha detto:

    Un pò infantile …questo Ivan,scusa se mi permetto!
    Del resto è una prerogativa degli uomini non voler crescere!

  7. Dovesei ha detto:

    Rob – L’ottimisgmo l’ho lasciato ( quasi ) tutto a Tonino Guerra. a te un bacioabbraccio.

    Abreast – continuo a ritenermi una blogger quantomeno, diciamo…atipica, ecco. 🙂

    Sofia – non è l’infantilismo che mi snerva. sono tante piccole/grandi cose fatte ma soprattutto non fatte, o cose che dovrebbe dire e non dice. Il vittimismo: QUESTO mi urta. Non lo tollero in un uomo con le sue indubbie qualità. E’ forse perchè in lui ciò che è pulito, limpido, bello, lo è in maniera totale e spiazzante che queste m*erdate mi urtano di più.

    Cris – :*

  8. Masso57 ha detto:

    No so cosa dirti..passavo sperando in un sorriso, se non una risata, e ti trovo cupa e stancamente alla guida di un monopattino. Mi dispiace, davvero, la tua sensibilità scossa in questo modo: tieni duro, pensa che quello che fai sia un percorso e non una stazione d’arrivo.

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