Non faccio altro che raccontarmi che non può piovere sempre, e non parlo di tempo metereologico.
"Mamma, non può mica piovere sempre.", è una cosa che mi disse Luca, mio figlio, all’epoca undicenne. Erano giorni bui, pesanti, irti di difficoltà molto diverse da quelle di oggi. Cercavo di non far pesare la situazione su due bambini di 11 e 6 anni ma iu ragazzini, si sà, hanno antenne sviluppatissime. Quel giorno non pioveva affatto e io ec Luca ci siamo capiti, l’ho rassicurato, sono andata caparbiamente avanti aggrappandomi a una qualunque forma di normalità, offrendo ai miei figli piccole cose normali e confortanti.
Non può piovere sempre ma dopo esserti beccata la secchiata d’acqua gelida addosso resti lì a domandarti un bel pò di cose.
Mio padre non ha più chiamato: ovvio, gli ho detto di non farlo. Nemmeno mia madre mi ha chiamato, e io non ho litigato con mia madre. Può essere che lui le abbia detto di non farlo. Prima di uscire da casa loro sbattendo la porta l’ho abbracciata, volevo che capisse che non ce l’avevo con lei. O non ha capito o sono molte le cose che devo ancora capire io.
Pazienza. Ho bisogno di starmene in stand by, ho bisogno di non – richieste. Ho bisogno di chi non c’è. Stasera fantastica cena a base di baccalà in non so più quale ristorante dalle parti di Bas*sano. E’ un tormento questa baccalcena, prenotata con un mese di anticipo, tutto a base di baccalà; ci sarà aperitivo al baccalà, antipasto al baccalà, primi al baccalà, baccalà come secondo in almeno tre preparazioni diverse, dolce al baccalà, caffè al baccalà, ammazzacaffè al baccalà. E io lo detesto il baccalà, ma per la pax familiare mi piego. Basta che mi lascino nell’angolo più isolato del tavolo col mio sguardo da s*finge. Ascolterò Paola raccontarmi i suoi guai con la sua ricchissima-viziatissima-stronzissima sorella. La ascolterò mentre mi racconta quanto impossibile sia diventata sua madre, ottantenne e viziatissima pure lei. Guarderò lei e Marco pensando per l’ennesima volta se si renda conto di quanto fortunata è ad avere accanto un uomo così: buono, accomodante, protettivo, educato. Penserò che la vita e le cose che abbiamo condiviso sono veramente tante, e che sono fortunata ad averli come amici, e che stravedono per Luca e Francesca, che per loro che non sono riusciti ad avere bambini sono veramente come i loro figli. Un passo alla volta, una fatta di realtà alla volta e arriverà domani.
Tu. Tu ci sei sempre, sempre lì a ritagliarti spazi di fuga per chiamarmi mentre dovremmo ritagliarcene di più per stare insieme, ma capisco che in questo momento è molto difficile. Nel gioco sottile del destino ci siamo ritrovati divisi da una distanza ridicola: 200 chilometri. Pochi ma troppi. Troppi ma pochi. In una giornata si riesce a fare ben poco ed è più il tempo passato in viaggio, i tempi rubacchiati al lavoro e a tutto il resto sono quelli che sono. L’ideale sono un paio di giorni, e l’ultima volta ci abbiamo messo ognuno del suo per massacrarli, stupidi che siamo. La vita scorre a nastro e non abbiamo ancora imparato a non sprecare attimi, ore, giorni. Stupidi. Siamo due stupidi personaggi.
" E oggi pomeriggio? Riesco a trovarti?"
" Penso di sì. Tu prova, Ivan." Sempre questa incertezza. Che mai starò facendo? Risponderò? Dove andrò? Che farò? Vorrei noleggiarmi un dvd e guardarlo senza vederlo, in pigiama, il più triste pigiama che ho, quello che metto quando ho l’influenza, una coso informe coi pantaloni azzurri e la casacca a fiorellini. Non cenerei, altro che baccalà. Magari un thè e qualche fetta biscottata. Invece più tardi preparerò qualcosa da indossare che poi io possa non pentirmi se puzzerà di baccalà. Sto scrivendo dei nonsense ma le mie sinapsi oggi producono solo questo.
I miei post. Sapete come nascono i miei post? Alcuni di getto: scrivo e posto senza rileggere, tempo medio di produzione 15 minuti. Altri come questo li inizio, poi sospendo mettendo in draft, poi riprendo rileggendo si e no l’ultimo capoverso. Stamattina sono alla terza puntata. Nel frattempo sono andata a lavarmi i capelli, ho fatto la spesa, cucinato, pranzato con mio marito scambiandoci educatissie proiezioni su chi-come-per quanto vincerà le elezioni, poi sono andata a prendere Francesca che stamattina era a M*estre per i campionati studenteschi di ginn*astica ri*tmica. Sono arrivata sul piazzale e c’erano una ventina di ragazzine tra i quattordici e i 18 anni, tutte pettinate con lo chignon, tutte coi loro attrezzi sotto braccio. Dov’era Francesca? Però che belle ragazzine, che bei visi puliti. Poi l’ho vista: era assieme al suo gruppetto "storico", lei, Elisa, Serena assieme ad altre un pò più grandicelle: Martina, l’altra Elisa, Valentina, Erica. Le ricordo tutte da piccole, quando Franci ha iniziato aveva 5 anni, loro due o tre di più. Ora sono quasi donne, ora sono ragazze, punto. Anche mia figlia lo è. Volo indietro negli anni e mi rivedo alla sua stessa età, una primavera ormai lontanissima camminare sotto i portici di Strada Maggiore nell’abbraccio tenero di Federico. Un secondo fa. Secoli fa.
Il tempo scorre come un nastro sotto le nostre dita. Che stupidi che siamo.

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8 risposte a

  1. sambigliong ha detto:

    fa che ogni tuo giorno conti.
    è una massima (non mia).
    magari serve, un po’: a evitere di vivere nei ricordi
    (mio padre, 79 anni, spesso dice: avessi 10 anni di meno… l’ho già scritta, questa, mi pare da stan, ma penso la riscriverò…)
    anch’io odio il baccalà. e le cene più belle sono quelle non programmate…
    remo b.

  2. Paresse ha detto:

    Sotto o portici di Strada Maggiore … conosco bene quei portici, l’odore dei negozi, i bar, le cantine … la vita di notte.

  3. pennastilo ha detto:

    Il baccalà mi piace. Mi piace anche la tua onestà.

  4. pennastilo ha detto:

    Un bacio e buona settimana.
    Ieri mi sono letta i post di questa pagina, ma mi vien voglia di leggere anche gli altri.

  5. pennastilo ha detto:

    Un bacio e buona settimana!
    Ieri sera mi sono letta i post di questa pagina. Per cominciare.

  6. pennastilo ha detto:

    Ops, credevo che non avesse pigliato il commento precedente…

  7. RobertoTossani ha detto:

    Se non fossimo stupidi, Simo, che cosa saremmo? E che cosa sarebbe la nostra vita?
    Anche se me lo chiedo, non trovo una risposta sensata.
    Bacio.

    (io adoro il baccalà, ma un pranzo programmato da un mese tutto di baccalà farebbe passare la voglia anche a me: a proposito, com’è andata?)

  8. abreast ha detto:

    ti stai “osservando dal di fuori”… a volte serve anche questo, sai?
    P.S.: io ADORO il baccalà, anche se come ha scritto chi mi ha preceduto nei commenti mi sa che un intero pasto basato solo su quello è un po’ “indigesto” da mandare giù…

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