Mi rendo conto di essere quasi senza pelle, o quella che ho è diventata delicatissima, basta un nulla per urticarla, per ferirla.

Fine settimana pieno di piccole cose da fare, di impegni affrontati malvolentieri. Avrei voluto andare al cinema con Flo e non ci sono riuscita, in compenso ho affrontato stoicamente la baccalcena: insalata di riso e baccal, crocchette di baccal, crostini con baccal mantecato, risotto al baccal, baccal alla vicentina, funghi, polenta, radicchio e finalmente un sorbetto al limone con mirtilli sotto grappa. Ora, io sono semi astemia: fatemi bere un bicchierozzo e mi prende l’abbiocco; mi sono lanciata sui mirtilli alcolizzati come sulla salvezza infatti una volta a casa sono crollata fino alle sette di domenica, quando mi sono dovuta alzare per svegliare Francesca, prepararle i panini, salutarla augurandole in bocca al lupo per la sua gara di ginn*astica r*itmica. Per una volta ce l’ha portata suo padre tornando poi la sera, distrutto ma contento perchè "E’ bello portare in giro delle ragazzine così graziose, sveglie, sentirle chiacchierare." Bravissimo, peccato che tu te ne sia reso conto solo dopo sei anni che nostra figlia fa agonismo.
La notte tra sabato e domenica risveglio repentino: sete desertica, maledetto baccalà. Mi alzo e vado in cucina, prendo un bicchierone enorme e lo riempo per metà di succo d’arancia e per metà d’acqua. Guardo fuori: buio, silenzio totale. Penso a quello che è accaduto appena arrivati al ristorante. Io non vedo mai nulla e nessuno, meglio, non bado mai a nulla e nessuno cioè entro in un locale, in un negozio, dal parrucchiere e non cerco mai facce conosciute. Amo l’impersonalità delle grandi città, amo passare inosservata invece vivo in una cittadina provinciale dove lo sport preferito è il vedere chi-va-dove-con-chi-vestito-come-che-fa-che-dice. Odio questa cosa.
Entriamo nel locale, piuttosto piccolo, e "sento" che c’è un tavolo occupato, ma non ci bado. Chi è con me e gli occupanti di quel tavolo invece si occhieggiano e si salutano. Sono distratta e un pò sco*glionata quindi non ci bado. Mi siedo dando le spalle al tavolo già occupato. Dopo un pò sento una mano sulla mia spalla e una voce, oh quella sì, conosciuta.
"Buonasera. Come stanno queste belle signore?" Paola va in fibrillazione, io vado in sco*glionamento totale. E’ L., notissimo medico ginecologo. Non posso definirlo un amico, nemmeno una persona qualunque. Uomo sicuramente dotato di grande fascino, gran bel signore nonostante i cinquantotto anni, molto stile, molto sicuro di sè. Amico di amici comuni oltre che mio medico, ci siamo frequentati molto per un lungo periodo. Lo stimo e lo disprezzo. Lo stimo perchè professionalmente è stato ineccepibile, umanamente un pò meno. Sposato da troppi anni con una donna ex bella che non accetta di invecchiare, nevrotica, accentratrice, insopportabile e che mi ha sempre mal sopportato, l’ha riempita di corna fino a portarla all’esaurimento nervoso e all’anoressia. Che vi devo dire? LO SO che è un copione trito e ritrito ma evidentemente gli sceneggiatori delle nostre esistenze sono a corto di idee. Successe che un bel pò di anni fa L. iniziò all’improvviso a manifestare un certo interesse per la sottoscritta; me lo trovavo davanto ovunque: all’edicola la mattina, verso sera nel pomeriggio unico in cui era libero, ogni volta che andavo a casa di C., nostra amica comune, fino a quando formulò il "classico" invito per un caffè.
Non sto qui a raccontare tutti i tira-e-molla di quest’uomo all’epoca cinquantenne, i discorsi assurdi sul matrimonio, sulla coppia, sul tradire. io sono una che ama andare a fondo alle cose: se voleva una da sc*opare aveva sbagliato persona, questo glie lo dissi subito. Colpito a morte nel suo orgoglio testosteronico non mollò la presa. Una corte serrata armato, forse, delle migliori intenzioni. Intanto si raccontava, si sfogava, insoddisfatto cronico pure lui, l’ospedale era la sua prima casa. Nell’altra, di casa, lo aspettava l’ennesima donna-bambina, l’ennesima figlia problematica, l’ennesimo figlio sbandato. Che fossero parte di una ben triste moltitudine lo avrei capito solo parecchi anni dopo. Il nostro, mio e di L., è stato un non-rapporto, una non-storia. Mi confessò che lo spiazzavo, lo spaventavo con la mia chiarezza e la "stupefacente saggezza" deo miei trent’anni e poco più. Lo mandai affanculo, lui, la sua famiglia disastrata, il suo ritrovarsi nudo davanti a una giovane donna che era partito con l’intenzione di sc*oparsi un pò di volte.
Ci siamo poi rivisti per caso, riincontrati in certe mattine invernali, lui non più con la sua bici da corsa ma piedi, col suo sguardo umido a cercare di capire cosa stessi vivendo. Niente.L. non mi ha lasciato niente, solo un blando senso di fastidio nel vederlo sempre uguale accanto a lei, che con me aveva definito nei modi più deleteri. Forse era stato sincero un’unica volta, quando si definì per lei "un paziente compagno di viaggio". I viaggi subiscono ritardi, deviazioni, intoppi, ma non si interrompono, non questo genere di viaggi.
La sua mano sulla spalla, la stretta lieve, il fastidio. A fine cena quando mi sono alzata ho visto sua moglie, sempre più incartapecorita, l’abbranzatura artificiale, la frangetta sbarazzina, i capelli lunghi a maches bione e rosse,il rossetto rosso-rosso. Io nei miei jeans e stivali di cuoio, una giacca principe di Gall*es e una camicia bianca, lei in un vestito bordeau drappeggiato. Diverse dentro e fuori. Mi ha sorriso insopportabilmente falsa, le ho fatto un cenno con la mano e sono uscita respirare.

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13 risposte a

  1. abreast ha detto:

    io non riuscirei a vivere in un paese in cui chiunque sa tutto di tutti, non ci riuscirei proprio!

  2. Dovesei ha detto:

    Infatti io sto moooolto volentieri a Roma, e a Milano.

  3. stann ha detto:

    se ti capita di essere a milano avvertimi.

  4. utente anonimo ha detto:

    cinfermo. il paese piccolo,seppur bello,a volte diventa stretto ed ostile. sarebbe bello cambiare aria. mettere in affitto l’appartamento,così il mutuo si paga da se e andare a vivere in città. non in centro ma,in periferia. dove tutti sono anonimamente squisiti e silenziosi…tranne noi due: pazzi e chiaccheroni. ma sono solo congetture da “amico che ha sempre avuto questo ruolo”

  5. MariaLuisaM ha detto:

    In un paesino della pedecollina le signore della “bella borghesia” si vestono come consigliere comunali, di blu, capelli legati con fermaglio, perle al collo e alle orecchie, vanno a fare la spesa in mercedes.

    Dietro ad un’apparenza tranquilla si nasconde il lato morboso e sporcaccione di chi non si è perso una puntata di Beatiful, un’infinità di maldicenze, di puzza sotto il naso, di banalità.

    Recentemente nel paesino della pedecollina è stata scoperta una casa di squillo, i giornali locali, attenti a tutto, stranamente ne hanno taciuto: il paesino è patria di un paio di candidati al senato.

    Piccole miserie provinciali, potendo farlo, ho traslocato, ho scelto di vivere nel centro storico della città, dove alle note del piano di una musicista alquanto originale si mescola la puzza del kebabh dell’arabo del negozio più in là.

    Un abbraccio Simo, Maria Luisa

  6. abreast ha detto:

    beh… mi sembra il minimo dirti che se ti capita di venire a roma è me che devi avvertire, allora! 😉

  7. supergrifa ha detto:

    beata te MariaLuisa. anche io farei la stessa cosa. alla prima occasione. s*e*n*z*a*n*e*a*n*c*h*e*p*e*n*s*a*r*c*i*u*n*m*i*n*u*t*o. ma che si fa…ci si autoinvita alle feste? mah.
    silenzio

  8. Dovesei ha detto:

    Passo di fretta e mi mordicchia la curiosità: chi sei, “amico che ha sempre avuto questo ruolo”?

  9. utente anonimo ha detto:

    sai bene chi sono.

    so bene chi sei.

    sappiamo bene come sono capitato qui.

    e ancora:

    sai bene che è crudele tutto cio.

    sai bene che mi avrebbe fatto piu piacere un solo secondo al telefono,piuttosto che 1000 ore qui.

    sai bene che i paletti li metti tu e non io.

    sai bene che ti ho cercata migliaia di volte inventandomi migliaia di situazioni pur di riuscire a vederti.

    sai bene quanti km ho fatto per vederti un solo secondo alla settimana,quasi sentendomi coglione.

    sai tutto.

    sai che quel lunedi a mezzogiorno,una pizza al volo….fatta da un cazzo di cinese,è stata meglio che mille sigarette in locali indiscreti.

    sai tutto. perchè continuare queste farse. questi messaggi che non servono a nulla,se non a perdere tempo.

  10. utente anonimo ha detto:

    e poi:
    sai bene che tutto cio che è vero l leggi nelle mie email,alla quali non credi

    sai bene che tutto non va,ma senza parlare riusciamo a sentircelo a pelle l’uno con l’altra

    sai bene che io non ho nulla che realmente non va…se non il terrore di agire fallendo

    sai bene dovecomequando trovarmi,e sai che io sarò presente all’appello

    sai bene che viceversa…io non ho capito comedovequando trovarti,se non “sui posti di lavoro”

    sai bene che cio che sento per te ti fa stare bene…ma ti limiti a farmi vivere nell’incertezza: meladanonmeladameladanonmelada

    se io lo so
    se tu lo sai
    che cazzo ce lo diciamo a fare?

    e ancora silenzio.
    centopassi io verso di te…e tu arretri,con il coraggio di scrivere:”chi sei?”

  11. utente anonimo ha detto:

    e poi ancora:
    sai bene che ti volevo cedere i biglietti per andarci con il tuo bello a QUEL concerto

    sai bene che mi dicesti:”ma…io dovrei andarci da sola. NON HO NESSUNO CON CUI ANDARE”

    sai bene che io,nonostante guardo la morettona che quandosudafaunsessodasaltarleaddossoetoglierlelapelledidosso…ma se lo faccio,è perchè tu eviti di incrociare il mio sguardo…e fa male.

    sai bene che alle parole è meglio la carne…eppur non cedi. ingessata e con espressione asettica per non farmi capire che: vai! saltami addosso che sono qui.

  12. utente anonimo ha detto:

    vediamo se così si tolgono un po’ di paletti.

    vediamo se hai capito che SI! la voglio come la vuoi tu questa nuova vita! tanto sesso da impastare con le responsabilità. tante cene sbracati sul divano senza uccidersi di parole,ma di fammistaresolobene ed io tifacciostaresolobene.

    e tu la vuoi come la voglio io.
    niente menate inutili perchè altrimenti nonticago,almeno così,passati un paio di giorni,saremo piu rilassati.

    e noi la vogliamo come la vogliono un po’ tutti. lavoriamopervivereenonfarcimancarenulla. ognunolasuavita ma lapriorità mia è farti sentire donna e la tua farmi sentire uomo.
    sentirci coppia senza firme ne anelli. ma con tanta onestà. io-ti-dico-tutto-in-faccia-tu-mi-dici-tutto-in-faccia, che gli intermediari possono andare a farsi fottere.
    mah…dubbi?

  13. pennastilo ha detto:

    Resto senza parole

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