Uff.
Lamento delle 18.40.
Sono a casa, e questo è già qualcosa. Non mi resta che:
riporre la spesa
preparare un sugo per la pasta
preparare la tavola
preparare la cena
sparecchiare
caricare la lavastoviglie
cambiarmi
portare mia figlia al saggio di nonsochè di un’amica
nel frattempo le opzioni sono: A) tornare a casa e sorbirmi le grane quotidiane del coniuge – B) andare a casa di F. per un caffè. Vada per il caffè.
Tornare a prendere la figlia
Tornare a casa
Doccia
Ci sarebbero un paio di cose che dovrei, DOVREI leggere per domani ma non lo farò
Andrò a dormire
Per quest’ultima opzione sarei pronta subito anche se lo so, lo so che ci sono donne che lavorano cento volte più di me, in ambienti squallidi e/o disagiati, senza aiuti di sorta, che stirano fino a mezzanotte, che hanno grossi problemi e una vita davvero di m*erda.

Stasera però ne ho le tasche piene di mio.
Uff.

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9 risposte a

  1. Paresse ha detto:

    E che ti importa?
    E’ il tuo, la tua vita, hai tutto il diritto di lamentarti …
    Domani di saluto i portici di S.M. e anche quelli di via Ind. e magari anche piazza M.
    Un girone!!!!

  2. vitarosa ha detto:

    Sai che ti dico? Sono sicura che, in caso di bisogno, sapresti fare anche il triplo di quello (tanto) che già fai adesso. L’ho provato sulla mia pelle. Ciò che rifiuto categoricamente, e mi dispiace se può sembrare crudele, è fare il paragone con “chi sta peggio”. Ci sarà sempre al mondo chi sta peggio di noi. C’è la miseria, la fame, le malattie incurabili, me ne rendo conto perfettamente, e mi dispiace, ma questo non può essere (e, secondo me, non deve essere una giustificazione per rassegnarsi a fare una vita di m*erda senza neanche lamentarsi, per sfogo.
    Uno sfogo fa bene, e pretendere di avere anche tempo per se stessi è un sacrosanto diritto!

  3. RobertoTossani ha detto:

    Sfogati serenamente.
    Ci mancherebbe.
    Basta avere la consapevolezza che esistono innumerevoli situazioni peggiori e uno può anche sfogarsi perché dovrebbe alzarsi per andare a fare la pipì e non ne ha voglia, come me in questo istante.
    Poi, chiaro: se uno si sfoga 24 volte al giorno tutti i giorni della settimana per tutti i dodici mesi di tutto l’anno, allora lo si manda nello stesso posto dove sto per andare io (che sennò me la faccio addosso), lo si chiude dentro e si butta via la chiave.

  4. Dovesei ha detto:

    Paresse – io ci farei stare anche un giro in Mon*tagnola.

    Vitarosa – E’ vero. esistono situazioni disagiate da sempre, da che mondo è mondo, ma io detesto fare la piagnona, è come entrare in un abito scomodo anche perchè non riesco a non vedere, chessò, la pensionata ottantaquattrenne che si trascina fuori di casa per forza, perchè è sola e le serve il pane, il latte, i due vasetti di yuogurth. Non riesco a non vedere le facce grigie di certe donne sugli autobus, o donne che hanno la mia età e ne dimostrano dieci di più per la fatica della vita, una fatica diversa. Allora mi dico che ho forza, mezzi, ausili, e che lamentarsi è una cosa fatua. E’ anche vero che sì, nel bisogno farei ( e ho fatto ) cento volte di più.
    sarà la post mestrual synndrom. 🙂

    Sig. Tossani – Lei è sempre trooooppo buono con me. :*

    P.S- io però caccerei pure il soggetto giù per il pertugio dove Lei a questo punto avrà scatenato l’uragano, e tirerei l’acqua.
    Avrei giusto giusto un paio di personaggini…

  5. pennastilo ha detto:

    Eh, anche io sto per andare a fare tutta una serie di commissioni, mentre avrei una voglia matta di fare tutttttttt’altro!!!

  6. cucchiaino ha detto:

    ci scalettiamo la giornata,ma ogni tanto non dovremmo seguire per un c**** e rimanere galleggianti tra sogni reali e musica struggente.essere confusi.e leggeri. e nulla di più.

    simo… :**

  7. cabiria55 ha detto:

    Dai non farti questi sensi di colpa…
    Intanto ti invito a fare un clik nel mio blog per una buona causa! Ciao Sofia.

  8. Masso57 ha detto:

    Madame, ho letto una settimana dei tuoi post e realtivo corollario di commenti, compresi quelli del cafone che ha dimostrato di avere il cervello di una lumachina secca, la sensibilità di una lastra d’acciaio ed il gusto di una pozzanghera di vomito. Ho letto della tua stanchezza, ho letto della tua vita e del tuo entrarci disarmata, senza preoccuparti se avessi potuto trovarci un pasto caldo o del disinfettante.
    E’ questo che ti rende onore, sei una ragazza che non nasconde nè si nasconde, e meriti un abbraccio da tutti quelli che ti conoscono davvero, non per quello che hai, che in questo veicolo non si vede, ma per quello che sei, che anche qui risalta ed esalta.
    Abbracci, bacini e pacca sulla spalla anche da parte mia.

  9. Paresse ha detto:

    Il prossimo te lo dedico ;)!!
    Buona Pasqua!

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