Normalità.
In cucina il sugo al pomodoro brontola piano piano nella casseruola. Ho tagliato a pezzetti la mozzarella, pesato un etto e mezzo di penne. Tra mezz’ora metterò a bollire l’acqua, arriverà L., pranzeremo da soli oggi. Serata già pianificata in una trattoria dove cucinano esclusivamente con prodotti biologici. Adoro il pane, in quel posto. Tanti tipi di pane diversi, modulazioni di colori e sapori, piccoli semi, noci, finocchio.
Verso sera ho appuntamento dall’este*tista.
Normalità. Anche se ho ancora addosso la carezza dei tuoi occhi, della tua voce, la tua stanchezza, il viso un pò spiegazzato, il profumo lieve che ti porti addosso. Forse mai come questa volta ti ho capito, ho capito i tuoi bisogni. Arrivare a questo piccolo trag*uardo spo*rtivo, perchè il solo fatto di esserti preparato per quei 4*2 chilometri è già un tragua*rdo, per te ha voluto dire molto ma il tutto si è dipanato nell’indifferenza di chi ti vive intorno. E’ vero, mille volte ne ho avute le tasche piene dei tuoi resoconti di all*enamento, ci ho anche scherzato ma io capisco cosa abbia voluto dire per te, quanto ti sia costato, quanto orgoglioso tu sia di essere riuscito a prepararti, ma che nemmeno da tua madre arrivi un augurio, un incoraggiamento, che pure chi ti ha messo al mondo ti parli solo del fatto che spera che domani ci sia il sole perchè tua sorella deve imbiancare, e che preoccupazione che l’erba in giardino cresca a chiazze…
Aberrante. Io so che tua madre ti ama, ma ti ama di un amore sbagliato, rude, freddo, inespresso, senza voce, senza gesti, quell’amore agro che ti ha fatto crescere e diventare così come sei, coi tuoi spigoli, le ansie, le incertezze, le chiusure.
Che cosa brutta. Sono rimasta senza parole.
– Io me ne frego. – Mi hai detto. No che non te freghi, ti conosco.
– In fondo è più giusto che lei pensi a mia sorella. Mia sorella è molto più presente.- Un cane impazzito che si morde la coda, anaffettività che genera anaffettività.
Io non ti ho detto molto, soltanto di stare il più sereno possibile e soprattutto che ce la farai.
Normalità, tu là, io qua. Serenità ritagliata con sforzo, piccoli gesti che danno conforto. Ecco, tu ieri avevi bisogno di una carezza, di guardare negli occhi qualcuno nei cui occhi tu potessi leggere di non essere soltanto una bu*sta p*aga, un ban*comat, un rompi*coglioni, unochenonvaquasimaiatrovaresuamadre, un autista-facchino-giardiniere-fattorino, uno st*ronzo, uno che è lì da più di vent’anni senza un perchè.
Avevi bisogno di un abbraccio, di un caffè al sole tiepido di T., di due passi lungo il fiume. Come una coppia normale, noi che normali mai saremo. 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Passato remoto. Contrassegna il permalink.

11 risposte a

  1. seasidestory ha detto:

    Se ti fa piacere, vorrei linkarti…

  2. PlacidaSignora ha detto:

    Le “serenità ritagliate con sforzo” sono quelle più preziose. :-*

  3. Paresse ha detto:

    😦 … ma andrà meglio.

  4. utente anonimo ha detto:

    noi che normali mai saremo.

    è una grande frase, sai?

    remo

  5. cucchiaino ha detto:

    profonda e dolce

  6. pensierieaparole ha detto:

    Uomini che si lasciano amare da grandi, che l’amore l’avevano dimenticato o forse mai incontrato, che ti guardano con occhi smarriti con il bisogno ed il timore di trovare calore ed affetto.
    Queste storie amplificano il “sentirsi”, rendono i pensieri vero e proprio nutrimento.
    E non c’è nulla di più prezioso di una carezza data con il cuore.

  7. PC1969 ha detto:

    Cos’e’ la normalita’ ?

    Siamo noi a porci dei limiti, a rinchiuderci in categorie precostituite. L’ho vissuto sulla mia pelle. Ho imparato a farne a meno, con serenita’.

    Siamo noi a decidere la nostra “normalita’ “, sii normale come meglio credi!

    Ciao!

  8. RobertoTossani ha detto:

    vabbè, tagliamo corto
    com’è andata a I. la maratona del Santo?
    si è divertito?
    ha fatto il tempo che pensava?
    spero di sì
    baci

  9. Dovesei ha detto:

    Uè grezzone!

    ochei, fatti, non p*ugnette:

    Egli arrivò.
    Tre H. e rotti minuti ( e non chiedermi i rotti che non mi ricordo)
    Bravo. Sono felice per lui, per milleun motivo che puoi immaginare.
    Fisicamente non ha nemmeno strascichi(ci?si?ti?vi?mi?) eccessivi.

  10. vitarosa ha detto:

    Un abbraccio, un caffé, due passi… quei bisgoni normali di normalità che è tanto difficile ottenere…

  11. utente anonimo ha detto:

    anormale può essere sinonimo di clandestino.
    o di un sogno: se fossimo una coppia normale potremmo andare in ferie insieme, oppure ti potrei presentare a mia madre…
    in ogni caso non è una brutta parola.
    ed è sempre meglio della noia e delle pantofole, credo
    un caro saluto alla padrona di casa, a tossani che ogni tanto incrocio e a tutti, naturalmente
    remo

Vuoi commentare?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...