Riprecipitata in un quasi autunno metereologico, tirata per la giacca di qua e di là, voglia di litigare col mondo senza sapere perchè, voglia di non parlare, voglia di un vestito leggero che lascio nella vetrina perchè fa ancora troppo freddo e perchè ho un guardaroba che straripa. Sono una contraddizione vivente.
Stamattina alle 7 mi chiama F. Io e lei ci sentiamo sempre alle ore più assurde ma tanto anche lei si alza prestissimo, pur essendo a casa. Si alza ed aspetta la telefonata di C., che può arrivare alle sei e mezza come alle nove come no. Stamattina no. F. è amareggiata, triste, arrabbiata, io a corto di parole. "Mollalo. Lascialo alla sua tracotanza, alla sua maleducazione, al suo egoismo. Non hai bisogno di uno così.", mi verrebbe da dirle ma con quale diritto poi? F. è maggiorenne, vaccinata dalla vita e tutt’altro che stupida. Ha soltanto bisogno di uno specchio, del suo specchio rappresentato da un paio d’occhi, un’anima, un cuore soprattutto. C. ha poco cuore, poca anima o forse tutto è irrimediabilmente guastato dal modo di vivere che si trascina dietro, frettoloso, senza pause, senza troppa voglia di capire, di mettersi in discussione, di donarsi. Chissà perchè la vita, pure una vita di agi, di sicurezze, rende una persona così arida. Non lo capirò mai.
Sarà come teorizza I. che ad un certo punto "non hai più voglia di sbatterti e di soffrire". Sarà.
Io preferisco restare del parere che se si tiene a qualcuno è bello, giusto e premiante darsi, ma anche pretendere, non smettere mai di discutere, di vederci chiaro. Detesto i rapporti torbidi in cui il non detto è la norma eppure intorno a me ne vedo a decine, sul lavoro, in famiglia, tra "amici", e qui le virgolette sono d’obbligo. Mi vengono in mente gli "amici" di I., il gruppo di gente col quale fino all’anno scorso andava in ferie. Conosciuti per caso quattro, forse cinque anni fa, tipiche famigliole benestanti gravitanti tra L*ombardia e P*iemonte, apparentemente in buona armonia gli uni con gli altri, unica forma di "amici" condivisa da I. e sua moglie, per il resto amici lui non ne ha, lei cambia amiche quanto io cambio camicetta o maglioncino.
Un paio di ritrovi l’anno, vacanze a parte, sempre nelle stesse occasioni, sempre a casa degli altri perchè l’avere ospiti è fonte di disagio per I. e sinonimo di lavoro per sua moglie.
L’inverno scorso accade l’imponderabile: la moglie di I. litiga pesantemente con una signora del gruppo a causa di un pettegolezzo partito proprio dalla prima. Il marito dell’"amica" intima alla moglie di operare il taglio chirurgico: fuori dalle balle I. e sua moglie. I tizi non rispondono più al telefono, si negano in toto. Il resto della compagnia si defila, alcuni prendono palesemente le difese della signora presa di mira dal pettegolezzo, altri si trincerano dietro un "Vedetevela tra di voi. A noi interessa andare via in compagnia anche per gli s*conti." Gente fantastica, non c’è che dire. Amici, davvero.
In tutto questo pandemonio I. non ha aperto bocca, non ha detto una parola, non ha parlato con nessuno, nessuno degli amiconi lo ha cercato nè interpellato. Quando me l’ha raccontato non ho saputo che dire, non mi è uscito nessun commento. Probabile che nemmeno lo volesse un commento da parte mia. Ieri Roberto Tossani scherzava sui detentori del cromosoma XY.
Diciamo che anche la genìa femminile sta messa mica bene…

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10 risposte a

  1. Masso57 ha detto:

    Leggo ora i due post, e non mi pare un caso, perchè sono in realtà concatenati ben più che dal fatto che escano dalla tua mano. C’è questa situazione di vita fatta di apparenze -amici che sono tali solo per scroccare uno sconto, ragazze (una, poi…) perdutamente innamorate che si fanno trattare in un modo da gridare allo spreco, ragazzi innamorati (uno…) che si chiudono in se stessi impermeabili alla vita quotidiana, perchè comunque il suo baricentro mentale è riposto nelle mani di quella che è il suo amore ma non puo’ essere la sua compagna- ed un profondo, malinconico disincanto da parte tua che vorresti quel vestito leggero ma sei costretta ad indossarlo sotto un cappotto di piombo mentale, fatto di ipocrisie ma anche di speranze, di delusioni ma pure di illusioni, di segreti manifestati e di verità nascoste.
    La genìa femminile non sta messa bene, ma si adegua e si livella.
    Se poi questo livellamento è in basso…..

  2. RobertoTossani ha detto:

    Dato che mi hai tirato in ballo, allora…
    Con quel discorso non volevo dire che tutte le donne sono in gamba: sarebbe razzista.
    Ci sono donne stronzissime, così come persone di qualsivoglia colore stronzissime, o gay stronzissimi eccetera eccetera.
    E non era neanche un discorso di superiorità: mai pensato che esista una qualche superiorità di genere, razza o cultura su un’altra.
    Il mio discorso è che ci devono essere per forza delle caratteristiche precise nel cromosoma Y e che queste caratteristiche non possono appartenere alla “femmina” che l’Y non ha.
    E che nel rapporto di coppia tra un uomo e una donna esistono, nella più assoluta diversità che contraddistingue ogni rapporto, alcuni tratti comuni da parte dei maschi che io reputo ymbecylly.
    Però adesso torniamo a giocare, che è meglio.
    Che ne so: giochiamo al dottore? 😀

  3. Dovesei ha detto:

    Rob – Il mio tirarti in ballo è stato consequenziale al fatto che ho apprezzato l’ironia.
    C’è un libro che fa parte del mare infinito della manualistica sull’argomento uomo/donna: “Le donne vengona da Venere, gli uomini da Marte”. Titolo un pò populaire, argomanto scontato ma dice poi in fondo una grande verità, che resta confinata all’universo maschile/femminile. Si ragiona in maniera diametralmente opposta, partendo da punti di start spesso assolutamente opposti. Sta all’intelligenza, al garbo, alla sensibilità dell’individuo poi il cercare la via comune.

    Sono d’accordo: esistono gay strozissimi e gay fantastici. Neri insopportabili e cinesi adorabili e viceversa, ma questo è un’altro paio di maniche. Il mistero dei perchè/percome le cose tra uomini e donne vengano viste/vissute con sfumature diverse rimane, al di là della buona volontà dei singoli nel venirsi incontro.

    Per il gioco del dottore sono aperte le iscrizioni: io voglio fare il dottore. Neurochirurgo.
    Chi si prenota per ginecologo/a,dentista, geriatra,infermiere/a, strizzacervelli,manicure,pedicure, estetista,callista… 🙂

  4. pensierieaparole ha detto:

    Strizzacervelli! mi viene bene rompere i maroni….

  5. RobertoTossani ha detto:

    Io voglio fare il paziente.
    Non so quanto paziente, però, dipende…
    ;-P

  6. Masso57 ha detto:

    Io mi prenoto da paziente.
    Da medico, più che lo strizzacervelli, potrei fare lo strazzamaroni….

  7. Dovesei ha detto:

    Masso mi metto in concorrenza con te: la strazzamaroni la voglio fare anch’io.
    Come seconda scelta l’estetista. Farei cerette DOLOROSISSSSSSIME a chidicoio e massaggi paradisiaci a chi se lo merita.Uomini e donne, ovviamente.
    Sai che gioia cattiva una bella colata di cera sui ciondoli di chidicoio, un pò troppo calda magari…e poi lasciarla seccare quel tantino di troppo…

  8. stann ha detto:

    il sangue mi fa un po’ senso, niente sala operatoria per me.
    pero’ potrei metter bende e togliere bende, mettere bende e togliere bende…ma non vorrei trovarmi poi a maneggiare mummie e nient’altro…:-))

    (oh, e’ tornato quello dei copridivani…)

  9. Dovesei ha detto:

    Dopo il secondo episodio di C.S*I di ieri non ho più voglia di giocare al dottore…Non so se l’avete visto…DA INCUBO.

    COPRIDIVANIIIII!!!COPRIDIVANI ELASTICIZZATIIIIIIII!!!VENITE DONNE CHE VE NE FACCIO VEDERE DI TUTTI I COLORIIIIIIIIII!!!DAI CHE VADO VIAAAAAAAAAAA!!!!!

    Uff!

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