Eppure è una giornata come tante, il tempo bellissimo anche se un pò troppo fresco, i piccioni che zampettano i loro logaritmi sul ghiaino del viale, gli zampilli delle fontane, i messaggi affettuosi degli amici.
Sono andata in banca ad acquistare i biglietti per il concerto di sabato, ho comprato il pane, anche quello a pasta dura che mangia soltanto mio marito. Sono stata al solito bar a fare colazione: sorrisi, gente simpatica che incontro ogni qual volta passo una giornata intera qui dove vivo.R., l’orefice che ha il negozio poco distante da casa mia mi ha avvisato che domani sarà pronta la mia collana; l’avevo dimenticato, quel girocollo col ciondolo a cuore di piccoli cristalli intessuti come in una tela, ricamati col filo d’argento. Gli ho risposto che sì, passerò sabato.
Lo studio dell’avvocato è all’ultimo piano di un palazzo in centro. L’avvocato lo conosco da anni, è il fratello di una persona alla quale devo molto professionalmente. E’ un uomo sportivo, la faccia da duro, i capelli un pò lunghi. I nostri rapporti si sono sempre limitati a qualche incontro a casa della sorella. Ho scelto lui perchè mi da l’impressione di non essere un mercante, e perchè appunto conosco e stimo sua sorella. Mi ascolta assorto sollevando un sopracciglio di tanto in tanto. Alla fine è lapidario:

– Di sicuro hai molti elementi per citarlo in giudizio dato che di consensuale non ne vuole senttire parlare, ma non so quanto ti convenga.

– Perchè?

– Non è tanto per i ragazzi: sono grandi e la più piccola può scegliere con chi stare e da quanto vedo resterebbe con te, lui poi non è assolutamente in grado di provvedere ai bisogni emotivi dei figli. Il problema è l’attività della quale tu ti sei dovuta far carico. Ovvio che lui dal momento in cui verrà costretto ad andarsene da casa te la farà pagare.

– Come, scusa?

– In qualunque modo. Ne ho visti di questi casi. Chi viene messo alla porta con la forza si rivolta. Potrebbe dimettersi da collaboratore familiare quale è inquadrato e bla-bla-bla-bla

Lo ascolto sciorinarmi una serie di nequizie che, ne sono certa, mi toccherebbero.

– Insomma scusa…cosa mi consigli di fare?

– Posso parlarti diciamo da amico e non da legale visto che non ti ritengo un limone da spremere?

– Certo.

– Lascia perdere, prendi tempo. Lascialo dove sta e continua a mettergli dei paletti, non sei una sprovveduta. Se porti avanti una giudiziale saranno spese piuttosto alte, tempi lunghi, grane per l’attività in comune. E’ quest’ultima soprattutto che ti lega le mani. Comunque sia chiaro che se vuoi procediamo, anche subito.

– E per la telefonata che ha fatto?

– Ha commesso un reato, senza dubbio. Violazione della privacy e minacce.

– E io…con la mia storia insomma…- La mia voce è un soffio.

– L’adulterio non è un reato. Non è questo il problema.

Devo avere una faccia…
– Scendo con te, ci prendiamo un caffè.

– No ti ringrazio. ti saprò dire.

– Chiama quando vuoi anche solo per un consiglio e mi raccomando, tutelati e tutela quell’altra persona. Questo è l’importante, adesso. Capito?

Capito. Ho capito tutto. Ho capito che vivremo come due cani ringhiosi e guardinghi finchè pensione non ci separi. Mi viene da piangere. Piango perchè mi sono tagliata le gambe da sola dieci anni fa nell’illusione di costruire qualcosa e invece distruggevo me stessa. Piango perchè ho voglia di piangermi addosso. Piango perchè ho voglia di farlo e basta.
Torno a casa e "casualmente" lui arriva a pranzo. Sa dove sono stata, non mi domanda nulla. Sa di aver fatto uno scivolone ma sa anche tutte le cose che mi ha appena detto l’avvocato, ne sono certa.

– Senti, ci sarebbe da fare questo e poi questo…con comodo eh…quando hai tempo. – Ma come siamo diventati gentili…

– Lo farò.

Butto sulla griglia una bistecca per lui, io mangio un pò d’insalata e della bresaola.

– Hai la faccia stanca. – Lui.

– Senti M., piantiamola, per l’ennesima volta te lo chiedo, PIANTIAMOLA CON QUESTA COMMEDIA. So io come lo sai tu che sono costretta all’immobilità. Fa almeno che io abbia una briciola di serenità nella vita, non ti chiedo altro.

– Io non ho fatto niente. – Serafico

– Lasciami vivere M. Lasciami respirare e non mi chiedere cose che non posso nè voglio più darti, e soprattutto non mettere più di mezzo NESSUNO, capito?

– Ma tu puoi fare quello che vuoi, sei libera di fare quello che vuoi, però la separazione mi sembra esagerata.

La separazione gli sembra "esagerata". E questo è tutto, per oggi.

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15 risposte a

  1. utente anonimo ha detto:

    “voglio, avrò
    se non qui
    in un altro luogo che ancora non so.
    niente è perduto
    tutto sarò.”
    [fernando pessoa]

    e se può valere qualcosa una parola
    la profondità della persona che sei
    traspare proprio dalle prime righe.
    la capacità di vedere, di capire, di non escludere, di non impazzire.
    anche se deve essere proprio difficile.

    orio

  2. abreast ha detto:

    per caso avevi un registratore a portata di mano? mi sembra che l’abbia detto, per lo meno tu lo hai riportato: “tu puoi fare quello che vuoi, sei libera di fare quello che vuoi“. io avrei preso nota e, al momento opportuno…

  3. abreast ha detto:

    per caso avevi un registratore a portata di mano? l’ha detto, o per lo meno tu l’hai riportato qui: “tu puoi fare quello che vuoi, sei libera di fare quello che vuoi“. io al tuo posto avrei preso nota e, al momento opportuno…

  4. Dovesei ha detto:

    Orio – Grazie.

    Abreast – Vero, dovrei prendre nota di ogni str*onzata che mi propina e servirgliela poi a mio comodo ma al momento sono mortalmente stanca.

  5. abreast ha detto:

    scusa per il “raddoppio del commento”, se vuoi uno puoi tranquillamente cancellarlo…
    la stanchezza si combatte, se serve, si DEVE combattere!
    ancora una volta ti capisco…

  6. PC1969 ha detto:

    Tutto molto simile alla mia storia, pero’ a parti invertite. Io l’uomo cattivo e stronzo , lei la poveretta cornificata e vittima… La verita’ la so solo io e , forse , pochi altri ed ho imparato a fregarmene dei giudizi di chi non puo’ darne perche’ “ignorante” sull’argomento…

    Una piccola nota a margine : maaaa…i lati negativi non saranno mica solo per te…parlo economicamente. Se non vorra’ rovinarsi con le sue mani dovra’ scendere dal pero, a piu’ miti consigli…
    Poi , magari , prova ad essere un po’ piu’ “sgodevole” e meno disposta al “servizio”, vedrai che le posizioni saranno piu’ concilianti..

    Ovviamente parlo per quella che e’ stata la mia esperienza. Ogni situazione fa storia a parte…

    PAVLEN

  7. Masso57 ha detto:

    Non so cosa dirti, sai? Mi sembra, la sua, la reazione di un cane cui abbiano rubato l’osso: falsamente conciliante ma pronto a ringhiarti addosso appena giri le spalle. E tu sei una ragazza troppo sensibile per riuscire a fare la carogna come meriterebbe.
    Non piangere, però: ogni tua debolezza diventa una sua forza, in questa guerra di nervi, dove di solito ci rimette quello che gioca meno sporco. Che, tra voi due, non è lui.

  8. MariaLuisaM ha detto:

    La separazione gli sembra esagerata ma farà in modo di renderti la vita impossibile.
    Tipico esempio di “mobbing coniu*gale”.
    Lascia perdere l’amico avvocato e rivolgiti a un avvocato specializzato in “diritto di fami*glia”, meglio se donna.

    Un abbraccio, Maria Luisa

  9. PlacidaSignora ha detto:

    Concordo con MariaLuisaM. Avvocato specializzato e donna.
    :-*

  10. Dovesei ha detto:

    Sono talmente antipatica, sgodevole, aspra che mi do fastidio da sola. Non penso di poterlo essere di più.
    Servizievole lo sono il minimo, dato che le cose che faccio sono proprio quelle che posso fare solo io ( burocrazia varia e banche ).
    Smetterò anche di buttare la bistecca sulla piastra: che s’arrangi. il fatto è che sono talmente abituata alla fattività che quasi non me ne accorgo.
    Stasera intanto esco. Cena pronta solo e rigorosamente per i ragazzi. esco nonostante la stanchezza di una giornata estenuante anche se non ho lavorato. Andrò al cinema.
    Il mo*bbing co*niugale Maria Luisa, che orrore. esperto lui, espertissima io, credimi. mi fa orrore questo rapporto patologico e moribondo, l’immobilismo, la scarsità di vie d’uscita. Non credo che con un avvocato donna le cose cambieranno di molto però. Ci avevo già pensato e un parere in più non fa male di certo. Devo informarmi, comunque ti assicuro che quello dal quale sono andata oggi è una persona competente.

    un abbraccio.

  11. utente anonimo ha detto:

    il problema in questi casi non è mai l’avvocato.
    ma prendere una decisione.
    remo

  12. pensierieaparole ha detto:

    Ho parlato di separazione con lui a più riprese. Conosco il mobbing. Conosco cosa significa avere un’attività in cui entrambi si è compromessi. Si rimane davvero frenati dalle cose pratiche.
    Poi per sopravvivere si ritorna in superficie, a boccheggiare, e magari a volte si finisce anche per fare di domenica “le lasagne al forno”.
    E’ così. A volte è di mer*** ma è vita.

  13. MariaLuisaM ha detto:

    “Se porti avanti una giudiziale saranno spese piuttosto alte, tempi lunghi, grane per l’attività in comune.”

    Per quanto ne so saranno spese piuttosto alte SE la separazione ti viene addebitata.

    Per quale motivo la separazione di dovrebbe venire addebitata?

    L’adulterio del coniuge potrebbe NON ESSERE MOTIVO DI COLPA (e quindi di addebito) quando i rapporti famigliari sono GIA’ tesi da tempo, quando il rapporto è GIA’ guasto, quando la situazione famigliare E’ esasperata.

    L’avvocato che conosci ha un accesso gratuito “concesso per decreto” alla banca dati Italgiure.

    La banca dati Italgiure contiene molte sentenze, tra queste le sentenze di ambito civile.

    Vedi per esempio sentenza numero 8512/06 Corte d’appello di Trieste.

    Cenni anche in:

    AdnKronos – Notiziario speciale per la Presidenza del Consiglio
    ANNO XV, NUMERO QUINDICI
    15 APRILE 2006

    Considera queste riflessioni TUTTE da approfondire con un’esperto in materia, ho detto “un’esperto”, perchè la giurisprudenza nel diritto famigliare potrebbe talvolta avere risvolti maschilisti, tutto qui.

    Un abbraccio, Maria Luisa

  14. Ale0000 ha detto:

    Sono terrorizzata dal vedere l’evoluzione di una storia come quella di tuo marito e tua. Mi fa paura quello che scatta dopo qualche anno, come si finisce a disprezzarsi. Due persone che si sono amate che arrivano a farsi mobbing coniugale, vivendo nella stessa casa, la stessa vita. Mi auguro che questa situazione pesantissima si risolta per il meglio. Ed io ho l’ennesima prova che la vita di coppia è una guerra troppo sporca e fredda per una come me.

  15. linea ha detto:

    Le questioni economiche e pratiche in un modo o nell’altro si risolvono. Se siete costretti a rimanere uniti per gli affari risolverete la questione semplicemente dal punto di vista societario, ma non puoi rimanere accanto ad un uomo solo perchè il lavoro è lò’unico vincolo che vi unisce…hai il diritto di vivere serenamente! Prenditelo!

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