Sveglia alle sei e mezza, ho preparato il pranzo al sacco per F. che oggi andrà con la scuola a vedere una mostra. Ho bevuto il thè all’arancia, controllato le fioriere con le piantine di geranio e incenso appena piantate, sono rientrata in cucina e M. era lì, col suo sguardo da cane mite. Oh se lo conosco quello sguardo che è unmisto di scuse e bisogno, e non mi frega più. A dire il vero da moltissimo tempo nonmi frega più. Non parlo se non per un ciao a denti stretti; continua a fissarmi con quello sguardo che nulla mi smuove se non indifferenza. Anche quel modo di guardarmi mi appare come una provocazione. Bevo il mio thè in piedi appoggiata allo stipite della porta che da sul terrazzo: non ho ancora riportato fuori il tavolo e le sedie, il tempo è sempre troppo incerto. Mi ritrovo a pensare a quanto vorrei un pò di stabilità, di serenità. Da quanti anni non vivo più serenamente? Una dozzina, più o meno. Di questi dodici anni di mareggiate di ogni genere cinque li ho passati con te nella mia vita. Guardo per un attimo mio marito, un guizzo, un nan*osecondo. Ho sbagliato? Certo: ho sbagliato. Quando i nostri incontri alla macchinetta del caffè hanno iniziato a non essere più casuali, quando dallo spazio relax del piano mi hai invitato al bar, quando abbiamo iniziato a chiacchierare di libri, figli, luoghi visti e non visti, quando hai iniziato ad accompagnarmi al posteggio del taxi, quando ci siamo scambiati i numeri di telefono, quando abbiamoiniziato a trovarci per la colazione, o quella sera che nel salutarmi mi hai stretto forte le mani e mi hai baciata sulla guancia. Quando ho sbagliato? No, con te, per te, il vivere te e me non è uno sbaglio: è vivere. Niente sensi di colpa. E con lui dove ho sbagliato? Con quest’uomo che mi guarda con occhi trasparenti che di trasparente hanno solo il colore. Quando e dove ho sbagliato? Di tanto in tanto si appella a ricordi più o meno lontani, momenti, sensazioni, luoghi e c’è un tacito rimprovero nel non trovare in me lo stesso ricordo. Ma io dov’ero? Come vivevo? Cosa sentivo? Tu non eri nella mia vita, tu eri impegnato a vivacchiare tanto quanto lo facevo io. Una volta mi hai detto "Di tutti posti dove sono stato non ho ricordo di cose fatte o dette, ho solo istantanee di luoghi."
Chiudo la porta finestra, guardo l’orologio. tra poco sveglierò i ragazzi.

– Scusa, cosa c’è scritto sul calendario sulla riga di oggi? Non vedo fin lì. 14,30…

– C’è scritto ore 14,30 I***o. Perchè? – I*vano è il maestro di musica di F., le insegna chitarra. E’ subito lampante che, nonostante ci sia una vocale in più, la cosa ti infastidisce fuori di misura.

– Perchè? – Io – E’ quello che insegna chitarra a F. Devo chiamarlo per disdire la lezione di oggi. F. va a vedere una mostra.

– Sono in tanti ad avere quel nome…

– Non poi tanti. – E con questa esco dalla cucina e inizio la giornata. Un’altra giornata di piombo.

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29 risposte a

  1. abreast ha detto:

    vorrei dirti 1000 cose, davvero…
    in parte l’ho già fatto, ora come ora mi sento soltanto di aggiungere un bel “chi la dura la vince”!

  2. abreast ha detto:

    vorrei dirti 1000 cose…
    in parte l’ho già fatto, per cui adesso aggiungo soltanto un bel “coraggio! chi la dura la vince!”.

  3. abreast ha detto:

    ma perchè sono sempre costretto a commentare 2 volte? me lo fai apposta? 😉

  4. MariaLuisaM ha detto:

    M.:”- Sono in tanti ad avere quel nome…”

    A colpirmi non è tanto la spensierata cattiveria, quanto l’improvvisa reazione persecutoria, dopo anni, come dici, che le cose andavano verso la malora.

    queste sono intimidazioni, vuole costringerti alla vergogna, al senso di colpa, al rientro nei ranghi.

    annota, registra, denuncia. Maria Luisa

  5. vitarosa ha detto:

    Ho letto di oggi e di ieri. Ho ricordato il periodo in cui mio marito si comportava più o meno nello stesso modo, e io mi sentivo (ed ero, effettivamente) perseguitata. Ho pensato a quanto lui sia diverso oggi, specialmente dopo l’incidente. Ma anche perché la mia “storia” è finita, quindi non mi sento più “in colpa”. Era il senso di colpa ad impedirmi di rispondergli per le rime, di mandarlo a quel paese, o semplicemente di non fargli da mangiare. Volevo evitare qualsiasi comportamento che potesse dargli motivo di lamentarsi di me, come se questo potesse mettermi al riparo dall’accusa principale, ossia l’adulterio. Perciò ti capisco.

  6. caporaleReyes ha detto:

    sono post come questi che mi spingono a “fuggire l’incubo delle passioni”. viva el buen retiro.

  7. stann ha detto:

    piccole cattiverie che come gocce scavano e logorano.
    ci si fa male cosi’, giorno per giorno.
    un abbraccio.

  8. utente anonimo ha detto:

    Sei brava a scrivere, Dovesei, questo è fuori dubbio. Meno brava nella vita perchè, scusa se mi esprimo, se caccio fuori le impressioni, comunque tradisci, comunque vivi un rapporto nel buio della clandestinità anche se vuoi dare questa immagine di grande amore. Stessa cosa per il tuo uomo, stessa cosa per tutti gli uomini e le donne che si servono della scusa del grende amore della storia importante per sopportare la rutine. Ci pensi mai alla moglie di lui? Ai figli? All’atmosfera che questo vostro “amore” può creare? E a lui viene mai in mente che tuo marito possa sentirsi umiliato, beffato, usato? Siamo tutti esseri umani con le nostre pecche e fragilità e come ti ha scritto qualcuno le colpe non sono mica mai da una sola parte. Pensi che sia bello vedere rientrare il proprio marito a casa e capire che sta lì ma in verità è da un’altra parte? pensi che sia bello vederlo andare in bagno sapendo che ci va per mandare messaggini smielati a una che di diverso dalla moglie ha il non convivere e quindi si presenta sempre al meglio, tirata, col perizoma di pizzo e i capelli puliti e il profumo giusto mentre la moglie magari dopo otto ore di ufficio e un mese che non riesce ad andare dal parrucchiere è impegnata a fare il sughetto per la pasta?
    E’ una lotta impari quella delle mogli contro le amanti, quella dei mariti con la barba di tre giorni contro il fighetto in giacca e cravatta e mutande calvin klein mentre magari quando va a letto con la moglie ha le mutande da bancarella e la maglietta pataccata.

  9. pensierieaparole ha detto:

    Ci sono mogli e ci sono mariti che preferiscono dare la colpa del fallimento del proprio matrimonio all’amante di “turno”.
    Puntare il dito contro una terza persona è sempre più facile che farsi un’esame di coscienza.
    Che ognuno si faccia il mea colpa.

  10. dolcemelody ha detto:

    ci sono persone che preferiscono trascinare un matrimonio finito, piuttosto che affrontare la realtà e prendere atto che è finita.
    e credo che si sia trattato l’argomento qui in modo molto facile, hai tradito quindi hai torto, ma non è mai tutto qui, non è mai cosi facile. Penso anche che ognuno è libero di scrivere e vivere come gli pare.

  11. utente anonimo ha detto:

    ma scusate. l’amante ci deve essere per forza? pare che sia una costante. moglie+marito+amante.
    non è che sia proprio una situazione “normale”.
    Ivan

  12. utente anonimo ha detto:

    inutile cercare di capire. è la vita che è così. soffriamo e facciamo soffrire. ed è fortunato che sente meno degli altri i sensi di colpa: per i figli, per tua madre, che appena le dici della tua sperazione scoppia a piangere e piangerà per giorni e giorni…

    ma il senso di colpa scoppia violento dopo anni.
    quando la rabbia, per certe bassezze certe comprensibili meschinità di chi è stato abbondanato-a, si dirada sempre più.

    il problema vero è che tutti noi ci facciamo una domanda, questa
    Qual è la cosa giusta?
    Troviamo risposte.
    Di comodo.

    ciao dinoidue
    remo

  13. Dovesei ha detto:

    Fantastico. Proprio quello di cui ho bisogno: una moglie tradita e un Ivan fedele che capitano qui.

    Allora, per prima cosa ringrazio Pensieri e Dolcemelody per i distinguo da persone non superficiali.

    Poi passo a Ivan.
    Certo che no, non è la norma, non dovrebbe esserlo però capita, eccome se capita caro Ivan, se davvero così ti chiami. Poi il perchè capiti è fatto da mille e una possibilità, non possibilità, sogni, bisogni, debolezze, incertezze, certezze che si trasformano in incertezze che si trasformano in certezze. E’ vita che CAPITA, non è che uno, una se la va a cercare perchè avere l’amante ( parola orrida e demodé ) sia un obbligo o uno status symbol come il Ro*lex o il S*UV.
    E qui passo all’anonima signora, o almeno parrebbe trattarsi di unA.
    Credi davvero che tutto sia così scontato e banale? il ritratto che fai di queste storie di ordinaria infedeltà è deprimente. L’amante col perizoma di pizzo, la moglie che fa il sugo, l’amante uomo che si fa la barba e si profuma solo per la t**ia di turno, la moglie che porella si distrugge sul lavoro, lui al cesso a mandare messaggini mielosi.

    Parlo per me: mi curo sempre e comunque e altrettanto fa la persona che amo. Trovo sia un dovere prima di tutto verso sè stessi. La moglie del mio “amante” lo ingozza di tramezzinisofficini4saltimpadellapizzeregine, non cucina se non quando proprio proprio proprio non ne può fare a meno.
    I rapporti, cara anonima, vanno oltre questo coacervo di luoghi comuni. Almeno i rapporti veri, saldi. Esistono sai, anche tra le rela*zioni “altre”.

    Il dibattito è comunque, come sempre, aperto.

    P.S- Ma ‘sto Ivan da dove salta fuori? E la desperate housewife? Così di botto e insieme. Mah…

  14. supergrifa ha detto:

    ho solo chiesto se era considerata una situazione “normale”. nulla piu’.

  15. supergrifa ha detto:

    p.s. “supergrifa”= Ivan,loggato

  16. Dovesei ha detto:

    Ciao Remo. Abbiamo postato in contemporanea.
    Sempre riflessivo. Quanto ai sensi di colpa, lo so che è indice di amoralità ma al momento ne ha pari a zero. Colpe, sì, alcune.

  17. stann ha detto:

    stavo per postare il commento, poi ho visto la tua risposta, simo, aggiunta adesso.
    abbiamo tratto le stesse conclusioni.
    (il mio commento lo posto ugualmente)
    non ho preso in considerazione la “desperate” perche’ li’ potrei diventare cattiva.
    sono stata da tutte e due le parti della barricata, so di cosa parlo.

    non e’ che ci deve essere per forza Ivan e’ che la vita talvolta riserva delle sorprese, dei cambiamenti, delle modifiche.
    che si subiscono, si affrontano o si accettano, e ognuno lo fa in modo diverso dall’altro, perche’ non ci sono regole scritte che ti spiegano cosa fare, in quelle situazioni li’.
    E’ banale, ma ognuno cerca di viverle nel modo migliore che conosce e che gli e’ permesso.

  18. Dovesei ha detto:

    Supergrifa = Ivan.

    OK.

  19. stann ha detto:

    nel mio commento precedente, mancano le virgole, prima e dopo Ivan.
    che non si capisce una mazza, senno’… 🙂

  20. pensierieaparole ha detto:

    Bella stima cara moglie tradita che hai di tuo marito traditore che ti tradisce per un bel perizoma di pizzo!
    Intanto che tu preparavi il sughetto per la pasta qualcun’altra si è accorta di che uomo speciale ti sei fatta “fottere”…
    Viva me che ho esaltato le qualità eccellenti di questo uomo “delle caverne”!!!
    P.S. Vero, vero è proprio lotta impari!!

  21. utente anonimo ha detto:

    Sono capitata qui per caso e leggo da un pò. Non mi loggo perchè raramente ho voglia o mi sento di commentare. Ho trovato Dovesei attraverso altri link e davvero trovo che scriva bene ma torno a dire che comunque esiste una barricata, le mogli da una parte le altre dall’altra. Io sono moglie e non so se mi sono fatta fregare il marito solo perchè l’altra porta il perizoma e di sicuro è diversa da me. Io non è che sia brutta ma non so dove trovare l’ispirazione, la voglia, il senso di mettermi in un certo modo.
    L’altra l’ho vista di sfuggita una volta, magari nemmeno era quella, magari era solo una delle colleghe rampanti di mio marito però mi ha fatto venire i nervi lei e i suoi capelli perfetti coi colpi di sole giusti, lei e la sua cartella firmatissima e la macchina giusta e la carnagione di chi frequenta spesso l’estetista. Pensare che aveva un paio di jeans e una giacca e una sciarpa ma era il modo in cui mio marito la guardava quello che forse mi ci ha fatto attaccare tutto il resto. Ridevano, quella si passava una mano tra i capelli. Magari quella di mio marito è un’altra ma non sarà poi molto diversa.
    Anch’io cara dovesei ho il suo numero di telefono perchè anche lui è così cretino da averla rubricata col suo nome e mi sono pure letta i messaggini mielosi. E’ umano cercare di sapere, di capire anche per vie sporche. Anch’io l’ho chiamata col numero nascosto e ho sentito la sua voce, una voce normale chissà che mi aspettavo. Ho buttato giù anche se avrei voluto dirle troiatroiatroia.
    Non vi ci vedo, voi, altre, a cucinare, preparare panini per i figli, fare le lavatrici. Non vedo te anche se sai raccontarlo così bene che quasi viene voglia di dirti povera cara e che stronza la moglie del tuo I. No tu sai solo scrivere bene, descrivere bene e prendere per il naso i vari maschiotti adoranti che passano a leggerti e a dirti poverina, resisti che prima o poi l’amore trionfa. E sì che ci sono uomini che tanto di cappello che ti commentano, gente con nome e cognome, che scrive benissimo, intelettualmente elevata ma anche quelli che hanno un blog con nickname e che pure quelli bravi, bravissimi, che bei blog però tutti a farsi prendere per il naso da una che al posto del cuore deve avere un sasso. Gente che magari spera di contattarti e portarti a letto tanto si sa che funziona così. Che razza a parte i bloggers, che razza a parte le amanti e che schifo questa tolleranza questo volemosebene o famo finta che magari questa così ci sta. E le altre avanti coi calli ai piedi e niente tempo e a stirare lavare cucinare e in ufficio e da mamma che ha bisogno della spesa e a correre dietro ai figli. No tu queste cose non le fai, tu sei di quelle che ha la filippina ed è andata di qua e di là e poverina lavora distante da casa, che pena. E uguali quelle che ti commentano, tutte uguali, tutte fighelesse.

    E adesso replica se trovi le parole.

    C.

  22. linea ha detto:

    Scusa la domanda ma non capita mai a tuo marito di guardarsi attorno e rendersi conto che quello che vorrebbe avere non esiste? Preso atto qi quello come fa a non voler cambiare?
    Io certe cose non le capisco…
    un abbraccio!

  23. abreast ha detto:

    ok, esiste (o per lo meno “dovrebbe esistere”!) la libertà di parola, però… posso chiedere una cosa soltanto a chiunque lasci qualcosa di suo scritto in queste pagine?
    RISPETTO per la padrona di casa!
    solo questo, grazie.
    e, ci tengo a precisarlo, si tratta di una MIA richiesta perchè ritengo che la persona in questione se lo meriti!

  24. linea ha detto:

    Chiedo scusa alla padrona di casa, ma ho commentato senza aver avuto modo di leggere il commento appena prima del mio.
    Cara signora, avidentemente la sua vita tra ufficio spesa mamma, il tutto con i calli ai piedi, non deve essere davvero molto soddisafacente e mi spiace per lei; questo però non le da il diritto di insultare gente che nemmeno conosce. Se il tempo perso per scrivere un così lungo commento l’avesse impiegato per recarsi in un negozio di intimo a comprare un perizoma di pizzo magari suo marito non avrebbe motivo di mandare messaggini mielosi a miss capelloperfetto!
    Cordialmente una delle fighelesse (a quanto si dice)

  25. utente anonimo ha detto:

    la questione è che
    per scrivere così bene
    non è sufficiente cultura e l’intelligenza razionale.
    Per scrivere così bene
    si deve avere ben altra profondità e sapienza e fiato grosso e scarpe logorate dalla strada.
    e allora si capisce che quelle amare considerazioni hanno decisamente sbagliato bersaglio.

    orio

  26. Masso57 ha detto:

    Ecco, queste sono le cose che mi lasciano perplesso: ma è così difficile, signora C., se si hanno delle idee (e lei ne ha), riuscire ad esprimerle SENZA offendere?
    Perchè un conto è criticare un’idea, un altro gli attacchi personali: che nel suo caso, mi consenta di farglielo notare, sviliscono quella che poteva essere una buona traccia di discussione in un offensivo e volgare attacco verso il mondo universo. Aggiungo anche un po’ vile, dato che lei si nasconde dietro l’ anonimato.
    Potrei, al limite, capire il suo malanimo, giustificato dalle sue tristi vicende terrene: ma se lei applica questa mancanza di stile anche alla sua esistenza quotidiana, non è di un perizoma in pizzo che aveva bisogno suo marito.
    E questo lei lo sa meglio di chiunque altro.

  27. MariaLuisaM ha detto:

    Spiace deludere l’attenzione ossessiva e onanista di alcune invadenti portinaie: purtroppo (o per fortuna) il perizoma di pizzo c’entra niente e serve a poco.

    Esca di casa signora C., vada in giro, si diverta, prenda la vita con leggerezza, lo faccia anche per me per favore che non sono capace di farlo.

    Maria Luisa

  28. vitarosa ha detto:

    Mi associo a Masso, poteva esserci uan buona traccia di discussione, ma visti i toni… come si fa?

  29. seasidestory ha detto:

    Cara C., non è certo difficile trovare le parole per replicare. Scusa, Dovesei, se mi permetto, ma in un certo senso mi sento parte in causa, e probabilmente non rispondo per le offese a te, ma per quelle che mi sono sentita addosso leggendo questo commento. E’ il commento di chi crede che esistano le donne troie e le donne sante, di chi non sa che esistono più in generale esseri umani e situazioni in cui volontariamente o involontariamente si trovano. Io sono stata moglie tradita, cara C., col marito che spariva in bagno a mandare messaggini mielosi mentre io facevo il sugo indossando un perizoma di pizzo. Allora, come la mettiamo? Io naturalmente elegante, naturalmente bella (sì cara, proprio una gran bella donna, di quelle che non ha bisogno dell’estetista, e me lo dico pure compiaciuta, ma le corna dal marito le ho beccate lo stesso), io divisa tra lavoro casa famiglia, io stra-presa-per il culo dal marito di un’altra donna normale, carina e ignara senza sapere che questo fosse suo marito. Ero io la troia? Il tuo commento oltre a tradire una superficialità aberrante mette in luce l’astio di chi non sa fare gli esami di coscienza e affida il successo del proprio amore a un bell’aspetto e a un completino intimo di pizzo. Non basta. L’essere umano è troppo complesso per stare a queste misere regole. E ora replica a me, se hai il coraggio.
    Dovesei, grazie per il tuo blog, non sai quanto condividere la tua esperienza mi sia d’aiuto. Margherita.

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