Ciclicamente mi ritrovo a passare per strettoie obbligate che ben conosco ma che finiscono sempre e comunque per darmi sui nervi.
Ieri lunga chiacchierata con F., mia collega-amica, laureata in psicologia ma soprattutto gran bella persona, salda, obbiettiva, di pochi fronzoli.
Conosce la mia storia, conosce I. attraverso le mie parole, ovviamente, che comunque ritengo sufficientemente disincantate tanto da farmi partire, ieri con lei, in una reprimenda su quanto noioso, palloso, morto, e anche un bel tot ipocrita mi appaia I. in questi giorni.

Io lo so che sua moglie esiste, LO SO. Torno agli albori del nostro rapporto e ricordo bene di avergli detto che NON VOGLIO NULLA, voglio ciò che si può e si potrà avere giorno per giorno. Di lei non vorrei sentire parlare nè nel bene nè nel male. Accade di tanto in tanto che io mi ritrovi ad ascoltare cose poco onorevoli sulla Signora: non fomento mai, non serve. E’ talmente un concentrato del peggio del peggio femminile che non serve parlare. Ascolto, ho ascoltato, a volte ho commentato ( quando proprio non ne ho potuto fare a meno. )
Di lei non voglio sentir parlare nemmeno in bene, o in maniera neutra, gratuita. Ci sono mille altri argomenti di cui parlare e quindi non m’interessa se domenica lei ti ha chiesto di andare insieme a comprare i gerani. Non m’interessa se per il suo lavoro ha a che fare con la banca icsipsilon, non m’interessa se ora ti sta aiutando a mettere su non so che in giardino e tu nonsai ogni sera quanto andrai avanti nel lavoro perchè "non so se avrà tempo di darmi una mano."
Ecco, forse il nodo più grosso è questo: non puoi dirmi tutto ciò che mi hai detto nel corso degli anni, non puoi raccontarmi episodi che rendono l’immagine di questa donna un quadro astratto di tutti i peggiori difetti del genere famminile, non puoi rendermi partecipe di cose che per carità nemmeno qui nel mio piccolo vomitatoio ho coraggio di mettere giù. Non puoi, per poi, regolarmente, ad un certo punto dell’anno, tentare una sorta di rivalutazione mascherata. Perchè le cose che lei ora, in questo momento, sta facendo, cose minimali, ovvie, sono appunto NORMALISSIME. Allora l’equazione aberrante che ne esce è questa: mia moglie ( per motivi che io, S., non afferro ) ha deciso di darmi una mano in giardino e di comprare trenta metri di rete. Ha smesso di rompere i c*oglioni oltre ogni ragionevole limite, di inventarsi hobbies assurdi, di strillare e bestemmiare = devo renderne partecipe qualcuno = aspè che rendo partecipe Te, amor mio.
EH NO! NO! NO! mi viene voglia di fare come i bambini, tapparmi le orecchie e urlare blablablabla!
Il silenzio, piuttosto, che io di queste str*ategie di sopra*vvivenza di coppia non ne voglio sapere mezza. Pure io ho le mie e proprio perchè so quanto squallide, vuote di significato siano, non le metto lì, come fosse la cosa più normale del mondo.
F. mi ascolta corrucciata poi per la prima volta in cinque anni se esce con parole durissime.

– Ma ti rendi conto o no che SEI TU che consenti a quest’uomo di sopravvivere nel suo piccolo inferno? Ti rendi conto che è il saperti nella sua vita che fa sì che poi tenti un recupero di vivibilità con questa donna? Lui prende da te il meglio, la forza, l’amore che gli dai, il tuo spronarlo, il tuo stargli vicino, prende linfa vitale che gli consente di arrivare al limite con lei, ma di non superarlo, di non liberarsi da un guinzaglio che tutto sommato non lo fa soffrire più di tanto, perchè è abbastanza lungo per arrivare da te! Non lo capisci Simo che per assurdo che possa sembrarti SEI TU che lo aiuti a stare lì? E che quando è stanco perchè comunque tenersi accanto una donna come te costa fatica, lui gratta la superficie fino a trovare quel minimo di vivibilità a casa sua, e se ne sta lì buono buono. Poi magari quella là riconincerà a rompere i co*glioni, lui strillerà e strpiterà ma tanto poi HA TE! Tu così come sei, libera DENTRO, viva, generosa, autonoma, che non rompi per le questioni più stupide, che ti mantieni, che LO LASCI LIBERO. Puoi dirmi in tutta sincerità che lui fa altrettanto?

Oh c*azzo. F. ci riesce a mettermi in buca ogni tanto. Perchè non c’è una sola inesattezza in ciò che ha detto. I. fa altrettanto per me? Che brutta domanda. Sì, fa molto, molto davvero, ma non reggerebbe un tira e molla del genere, a ruoli rovesciati: " Sì perchè Mio Marito oggi ha portato via tuuutta la carta e le lattine e le pile, ogni cosa al suo cassonetto." Oppure " Non so se cucinare A Mio Marito gli gnocchi o il risotto, perchè dato che spesso arriva tardi il risotto poi mi passa di cottura."
Non ho bisogno di propinarti certe banalità per dare una patina di normalità al mio rapporto con lui. Io so cosa c’è e non c’è. Io so che a forza di riverniciare una parete, mani su mani, poi tutto si scrosta e l’effetto è orrendo.
Io so che la mia vita è qui, la tua lì, e che è bene che ci si scambi tutto ma non questi confetti avvelenati, questi squarci di normalità che per carità, devono esserci ma risparmiami, ti prego, tanto quanto ti risparmio io. Forse perchè a fronte di questa normalità tutto il proprio spendersi, prodigarsi, tutta il sentimento dato a piene mani soccombe, viene affossato da una luce crudele, che è poi quella della quotidianità, della tua vita, della mia, e della nostra vita che resta solo immaginata, che si sorregge sul filo della voce, sui nastri d’asfalto, sui binari di un treno.
Fa male. 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Passato remoto. Contrassegna il permalink.

18 risposte a

  1. RobertoTossani ha detto:

    Il punto è che la moglie di I. fa parte della vita di I., così come sua figlia: nel bene e nel male ne fanno parte.
    Ora, tu preferisci non parlare con I. della parte della tua vita in cui rientra tuo marito: è una tua scelta, se scegliessi altrimenti (cosa di cui dubito per quello che ti conosco) naturalmente succederebbero delle cose.
    I. sceglie di parlarti di quella parte della sua vita, a volte molto, a volte poco, a volte di normalità, a volte di anormalità: se smettesse, succederebbero delle cose.
    Se poi arrivaste al punto di mettervi d’accordo che della moglie di I. non se ne parla più, questo comporterebbe comunque un succedersi di altre cose.
    Che ca**zzo voglio dire con tutto questo?
    Che il vostro rapporto è fatto di tutto questo e tutto questo porta a qualcosa, che cambiando alcune cose del vostro rapporto il tutto quell’altro porterebbe ad altre cose ancora.
    Giusto? Sbagliato? Tu gli dai di più di quello che lui dà a te? Esiste una scala, una graduatoria in un rapporto a due che si possa estrapolare oggettivamente? Esiste un valore o più valori che valgano al di là di quello che si sta vivendo in un rapporto a due?
    Non credo.
    Si prende, si dà, si è e non si è contemporaneamente. La storia va avanti bene, male, si interrompe, riprende, finisce, non finisce. Volontà e compromessi si sommano e si sottraggono.
    E via così.

  2. traduefuochi ha detto:

    brutte storie Simo. ti capisco alla grande

  3. abreast ha detto:

    secondo me dovreste vivere una storia “a 2”, non “a 4” o “a 7” figli compresi! non è facile, se non addirittura impossibile, però vale la pena di provare perchè in casi del genere non vedo altre soluzioni…

  4. Dovesei ha detto:

    Rob – Io voglio soltanto che lui capisca che NON ME NE FREGA UNA CIPPA di cosa faccia lui con sua moglie: potature, reti, gerani.
    Non me ne fregherebbe una cippa nemmeno di sua figlia, di quello che fa o non fa, intendo, ma avendo una figlia della stessa età è veramente ipossibile non parlarne. Poi io sono fatta strana: pretenderei che ci arrivasse da solo, a capire che non me ne frega nulla della sua consorte, che è, appunto, sua, non mia o nostra. Trovo svilente, per lui e per me, dirgli “Altolà, fermo, non me ne frega niente.” Dovrà arrivarci da solo, di fronte ai miei silenzi, ai miei repentini cambi di discorso. Poi chi da di più, chi da di meno…in effetti tutto è una somma del tutto, ma il discorso della mia collega per quanto crudo non fa una grinza.
    Abreast – Sarebbe bello essere solo in due, bello e irreale perchè poi appunto si attacca tutto il cucuzzaro. A me basta che da quel cucuzzaro venga tolto un elemento. Proprio non ne posso più. E’ buona, no è cattiva, no è bastarda, è una fancazzista, un’immatura, però due domeniche fa ha fatto l’arrosto, e poi litiga col mondo, è pettegola, ma mi sta auitando a mettere la rete, ma è una spaccaco*glioni, non è capace di tenersi un’amicizia, in ufficio la considerano come il 2 di coppe quando vai a bastoni, ma certe sere ha da fare perchè suo fratello blablabla…E BASTA! Che si decida: santa subito o donnetta, purchè se lo tenga per lui, che oggi sto avvelenata.

  5. Masso57 ha detto:

    Non credo che dietro il raccontarsi di I. (che questo mi sembra, più che un raccontarti) ci sia un calcolo. Credo lo faccia più per renderti partecipe del suo (soprav)vivere quotidiano, del quale vuole farti partecipe. Se ti dice che la sua sposa oggi non è rompico***oni, non è per esaltarne i meriti, ma per renderti parte della sua giornata, un messaggio trasversale del tipo “anche se oggi quella fa/non fa xxxxxx, io comunque penso a te”. Il tutto nella logica di noi maschietti, che siamo creature sempliciotte ma contorte. Almeno credo….

  6. Dovesei ha detto:

    Massimo – Detta da te mi viene voglia di prenderla in considerazione, l’ipotesi.

    Detta da te. 🙂

  7. Dovesei ha detto:

    A proposito di sempliciotti.

    Poco fa squilla il telefono.

    – Signora rabbiosa?

    – Chi parla? Ah, ricordo…mister Allegria&Gioia…torquato er pensionato…Che c’è?

    -Volevo dirti che avrei pensato ad una cura per te, per il tuo cattivo umore.

    Chissà perchè capisco immediatamente, anche se l’approccio non è proprio da I.

    – Ah sì? E secondo te mi mancherebbe Quello? Fare sesso? Tu davvero pensi di rimediare alla pallosità di questi giorni facendo sesso, al di là del fatto che non si può?

    – Sì. Perchè…sì. Penso che ci farebbe bene, a tutti e due voglio dire. E non pensare più a niente.

    Semplicità maschile si diceva, no? Per il momento l’ho buttata in ridere e accantonata dicendo che non ho tempo. Mica vero, è solo che anche questa la dovrei decodificare. Ma come…mi dai il buongiorno aggiornandomi aggiornandomi su quanti metri di rete plastificata ti servono e chissàsemiamoglieavràtempoperaiutarmi, ti allontano facendomi i zzi miei, parlandoti di quello che sto leggendo, di quello che farò stasera e ciao buon pranzo e ci sentiamo e tu mi salti fuori che avrei bisogno di?? Ma và, và, và!
    Però mi hai anche fatto sorridere.

  8. vitarosa ha detto:

    Forse tu sei il suo “sfogatoio”, grazie a te riesce a sopportare il suo piccolo inferno, forse sei l’unica persona alla quale può raccontare quella parte della sua vita, forse proprio grazie al buon rapporto che esiste tra voi. Ma non è altrettanto vero che la sua presenza nella tua vita, in molti modi, aiuta te a sopportare meglio il tuo? Un equilibrio io ce lo vedo. Forse sbaglio…

  9. pensierieaparole ha detto:

    Di lei lui non parla. Sono io ogni qual tanto a fare domande davvero sfacciate. E ti assicuro che a volte la curiosità di vedere delineati i caratteri di questa donna è davvero folle.
    Un bacio C.

  10. traduefuochi ha detto:

    simo,magari,il poco tatto da parte sua è dato dall’emozione di sentirti. posso,da uomo dare un personale parere?
    anche a me con una persona capita così. non so essere dolce con lei. non perchè non voglio…ma semplicemente perchè non riesco… e lei,giustamente ci resta male. io la porterei in palmo di mano,ogni giorno a venire finche lei vorrà. ma come si fa ad esprimere certe cose? non è semplice.
    sapessi che bella mora che è.

  11. seasidestory ha detto:

    Non credo che, come ti ha detto F., il trarre linfa vitale nella vostra relazione sia a senso unico, a favore di I. Perchè anche il fatto che I. ci sia serve a te per continuare. Comunque parlarti di sua moglie appare come un modo stupido di farti partecipare ad una realtà dalla quale sei fuori. Ignorando il fatto che sei proprio tu che ne vuoi stare fuori…io sarei più esplicita, che sia avvilente o no.
    🙂 M.

  12. abreast ha detto:

    sono d’accordo con MASSO57, anche secondo me I. si comporta così con te al solo scopo di renderti partecipe delle sue giornate… per me è una cosa importante condividere con qualcuno le mie esperienze, le mie gioie, le mie emozioni, i miei dolori, i miei pensieri, potrebbe esserlo anche per I., non credi?

  13. caporaleReyes ha detto:

    senti, va bene lui, cioè, va bene, insomma, diciamo che questo è il tuo blog non il suo e parlo a te, ma tu (ti torno a leggere dopo il post di te che tio svegli alle sei e mezza del mattino, che per certe robe dure come il ferro non c’ho cuore e quindi per un po’ ho smesso) perché non ti separi?

  14. caporaleReyes ha detto:

    e se rispondi con una domanda, una cosa tipo “ma tu caporale, perché non ti fai gli affari tuoi?”, penso che possa anche starci, eh. amici come prima

  15. Dovesei ha detto:

    Ma no che non ti dico di farti gli affari tuoi. Il rischio connesso all’avere un blog è quello che la stessa domanda ti venga fatta in tempi diversi e da persone sempre diverse e con modi sempre diversi.

    Risponderò anche a te quello che ho già risposto: al momento non posso. Consultati due avvocati matrimonialisti di cui uno donna mi è stato consigliato di, diciamo, sistemare prima alcune cose di ordine pratico, complicate da sistemare e che non posso spiegare. L’unica cosa certa è che con una separazione giudiziale alla fine dovrei pure mantenerlo, mio marito. La consensuale non me la concede.

    Chiaro adesso?

  16. PC1969 ha detto:

    Si si si , la via “giudiziale” e’ da evitare come la peste…
    Tempi lunghi e molti soldi , ma tanti , da spendere. Meglio creare le condizioni per una “consensuale pilotata”.

    PAVLEN

  17. Dovesei ha detto:

    Pavel, che magnifico avatar! finalmente ti riconoscerò al volo.

    E meno male che trovo qualcuno che se intende, di ‘ste beghe. 🙂

  18. caporaleReyes ha detto:

    oh, sicura sicura che non ti concede la consensuale? a vederla da fuori conviene a tutti.

Vuoi commentare?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...