Ieri ho assistito, nel giro di tre quattro ore, al caleidoscopico manifestarsi di tutti gli aspetti più sconcertanti del carattere di I.: possessività, gelosia, irruenza, rabbia, fragilità, insicurezza mascherata da sicurezza.
Leggo qua i vostri commenti e sorrido. Vitarosa è la più tenera, Traduefuochi il più sconcertante e assolutamente simile a quello che prova I.
Ora, io Traduefuochi non lo conosco e comunque immagino sia parecchio più giovane di me e di I., quindi potrebbe avere un’attenuante.
L’unica attenuante che I. si da è che io lo turbo. "Tu mi turbi.", mi ha detto ieri.
Io.
Lo turbo.
Sarà che non sono affatto un tipo conturbante, sarà che il mio unico vizio è quello di parlare chiaro, sarà che voglio un dialogo sincero, alla fine però scatta, è scattato in tutti gli uomini della mia vita (non molti ma è sempre successo ) una sorta di smania di possesso, un desiderio di domarmi in qualche modo, che è poi quello che ha fatto uscire ieri Mr.I. con la battuta, che poi battuta non era, che avrebbe avuto voglia di darmi "Due tre spintoni" e poi sapeva lui…Vero è che a volte il sesso può spezzare la tensione, ridare una dimensione più terrena ad un rapporto che sta scivolando troppo nel cerebrale. Il problema è che nella nostra discussione di ieri non c’era nulla di cerebrale: c’ero io stufa marcia di sentir parlare di reti di plastica e di mogli che vogliono andare a comprare i gerani, poi c’ero io che gli comunicavo una proposta di lavoro che mi ha stupito perchè non me l’aspettavo, io che gli dicevo che non riesco a spiegarmi perchè venisse fatta a me anzichè a chi ha più titoli di me. C’era lui che ha iniziato a dirmi che evidentemente mi stavo sottostimando oppure "C’è qualcosa sotto."
"Qualcosa tipo COSA, scusa?"
"Magari tizio ha un debole per te."
"Assolutamente no."
"Allora, DA QUI, non so che dirti." Ringhiando, come se poi da qui dove sono io potesse capire di più, ma non ciò che per me conta, e cioè come eventualmente incastrare questa collaborazione tra le altre cose: più importante capire cosa c’è sotto. Che poi lui mica è geloso, ha imparato a controllarsi e "Se fossi geloso fino a questo punto te lo direi, ti chiederei spiegazioni, sarei molto diverso."
E per fortuna che ha imparato a controllarsi.

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16 risposte a

  1. traduefuochi ha detto:

    noto che mi noti. mi sono permesso di lasciare un parere personale. nulla piu.

  2. abreast ha detto:

    più che di “desiderio di possesso” io parlerei piuttosto di “desiderio di chiarezza” da parte tua! e se è così mi sembra più che legittimo…

  3. traduefuochi ha detto:

    concordo con abreast. chiarezza. e pare chiaro.

  4. PC1969 ha detto:

    …o , forse , I. ha solo voglia di stare un po’ con te…
    A volte la spiegazione e’ piu’ facile del previsto…. ;-)))

    Besos!

    PAVEL

  5. utente anonimo ha detto:

    Manco da un pò e vedo che alla fine i fatti mi danno ragione, la gente inizia a capire chi sei davvero e che sei una che stuzzica per tenersi stretti gli uomini. Che alla fine il tuo fighetto preferisce sua moglie e le cose semplici che si fanno in famiglia. Che l’unica cosa che gli interessa è darti un paio di colpi. Che sei davvero una che non sa cosa vuole e che cazzo vuoi di più dalla vita? Hai soldi, lavoro, famiglia che poi a te non interessa, amante che tratti a pesci in faccia, coglioni che ti sbavano dietro ma vedo che cominciano a svegliarsi. Molto bene, sono soddisfatta.

  6. vitarosa ha detto:

    Anche questo è un rischio frequente: i rapporti “a distanza” tendono a diventare troppo cerebrali, si parla, al telefono, per ore… non potendosi incontrare, guardare in faccia, fare una passeggiata. Un periodo di tensione…

    Ah! Don’t feed the trolls!

  7. stann ha detto:

    sono d’accordo con vitarosa, e’ un po’ il rischio dei rapporti a distanza.
    e soprattutto sono d’accordo con la frase di Tossani nel post precedente : Si prende, si dà, si è e non si è contemporaneamente.
    ciao Simo.

  8. MariaLuisaM ha detto:

    Concordo con I. : sono per la soluzione dei conflitti alla bonobo, anche coitus citus 😉 , è un gioco e anche le parole spesso sono un gioco.

    Concordo con Vitarosa: never feed the trolls

    Un abbraccio, Maria Luisa

  9. Dovesei ha detto:

    E’ vero. Il rischio di impantanarsi in ( troppi ) discorsi è concreto ma d’altra parte è la distanza fisica a far sì che le parole diventino di volta in volta carezze, graffi, piccole banalità, grandi banalità, scambio, alimento. E’ importante mantenere un equilibrio e non sempre è facile.
    Quanto al resto care ragazze…per me può morire di fame! 🙂

  10. utente anonimo ha detto:

    mantenere un equilibrio…

    quante volte me lo sono ripetuto, “…felicità raggiunta per te noi camminiam sul fil di lama…”

    l’omonima stanca

  11. traduefuochi ha detto:

    bla bla bla. che vita

  12. Masso57 ha detto:

    Posso adottare il commento di Vitarosa? Sono della stessa identica opinione: mi sa che le devo -come minimo- una colazione….

    Ah, Simo: take it easy!

  13. seasidestory ha detto:

    Questa stessa discussione la ebbi con mio marito, secondo il quale non mi sottovalutavo, anzi. Non metteva in dubbio che avrei fatto carriera se solo avessi detto sì a questo o a quel primario. Litigammo furiosamente quando l’incarico arrivò, mi fece una scenata di gelosia. In realtà non era geloso di me, ma aveva paura che io lo potessi equivalere o (orrore!) superare. Era geloso della sola ipotesi di un mio successo. Invece credo che I. sia solo geloso e cosciente del fatto che non può controllarti.
    M.

  14. utente anonimo ha detto:

    io dico, cara s, che certe cose un uomo le pensa.
    qualcuno le dice, qualcuno no.
    ma solitamente un uomo le pensa.
    l’uomo è – a meno che non sia sull’uterino andante – più fragile, come dici tu.
    remo

  15. RobertoTossani ha detto:

    Lo sai, già l’ho scritto, di solito non sono geloso: la cosa da parte mia è un po’ più complessa.
    E in effetti i rapporti a distanza tendono a scaricare nelle parole quello che i gesti reciproci non possono.
    Quello che mi sembra strano, però, è il non centrare l’attenzione anche sulla proposta di collaborazione in sé: che ci sia sotto qualcosa o no, questo credo lo farei se fossi I., perché se questo è importante per te lo è anche per me.

    P.S. Il commento di Remo mi spiazza: sempre stato convinto di essere abbastanza uterino, ma sempre stato convinto anche di essere fragile. Devo pensarci su.

  16. vitarosa ha detto:

    Aggiungerei, per Remo, che anche le donne lo pensano ma non lo dicono. Ma forse sto generalizzando.

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