Lavoro. Lavoro. Lavoro, io qua.
Lavori. Lavori. Lavori, tu là.
Poi mio padre che continua a non stare bene: controlli strssanti e risposte incerte.
"Sono alla fine del mio percorso." , continua a dire. Io non penso sia così anche se guardandomi attorno mi rendo conto che siamo in pochi, passati i quaranta, ad avere ancora entrambi i genitori.
Te ne ho parlato ieri; non c’è niente da fare, io sbraito, mi arrabbio con te ma alla fine l’unico abbraccio possibile è il tuo.
"Non fasciamoci la testa prima, Simo. Aspettiamo." Tu che mio padre non lo conosci. Una frase ovvia che però è una ruvida carezza. Ieri sera mi hai chiamato ma ero al cinema a vedere "Hold Th*e L*ine", biografia di J*ohnny C*ash.
Me l’hai fatto scoprire tu, C*ash, un’altra voce che graffia, una vita piena d’ombre, di violenza, di miseria, poi il successo, i soldi, le anfe*tamine, le donne, poi il grande amore della sua vita. Loro no, non si sono incontrati troppo tardi pur in anni nei quali l’america era ancora più puritana, ipocrita e bacchettona di adesso.
Non era tardi. Ju*ne C*arter è stata la sua zattera di salvateggio, una roccia salda alla quale aggrapparsi, qualcuno con cui ricominciare davvero.
Bellissimo e crudissimo film, di un’america in cui il lavoro min*orile era la norma, la miseria e l’alc*olismo anche. Bravi tutti gli attori, anche quelli dalla parte orrida.Lui e lei bellissima coppia. Nei titoli di coda un piccolo tuffo al cuore: lei è morta nel 2003. Lui le è sopravvissuto tre mesi.

Oggi vorrei essere lì, in un punto preciso del mio avatar. Foto scattata a settembre, giornata di sole stupendo e d’aria fresca. Gita in quell’isoletta che si intravvede in mezzo al lago, la più grande isola lacustre d’Europa in un piccolissimo lago. Poi giro in auto su per le colline. Un giorno perfetto.
Ecco, ora vorrei essere lì. Anche da sola, cenare in quella trattoria dell’isola, poi riprendere il battello, tornare in città, in un’anonima ma confortevole stanza d’albergo, farmi una doccia e addormentarmi tra lenzuola sempre un pò troppo inamidate senza pensare a nulla nell’anonimato che ti donano gli hotel di grandi catene.

Domani si vedrà.

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8 risposte a

  1. linea ha detto:

    Anch’io sogno un’isola in mezzo a qualunque lago: un’isola dove poco e pochi possano arrivare, con una casetta, un comodo lettino ed un libro.
    un abbraccio!

  2. cucchiaino ha detto:

    a volte ti vorrei invitare da qualche parte o nel posto delle fate…

  3. abreast ha detto:

    io credo di aver capito di che isola tu stia parlando, però… sicura che sia l’isola lacustre più grande d’europa? per quanto ne so io, tale primato spetta ad un’isola svedese (non so se abbia un nome) situata nel lago di Vanern, non molto distante da Goteborg…
    a parte questi “dettagli geografici”, mi associo con te e con chi mi ha preceduto nei commenti sulla bellezza che può essere associata all’avere una casetta su un’isola in riva al lago!

  4. stann ha detto:

    simo, ti ho piu’ o meno risposto da me.

    abreast, pare proprio che questa qui sia la piu’ grande d’europa, o almeno, l’hanno sempre spacciata per tale.
    io ci credo, ma non l’ho mai misurata :-))

  5. Dovesei ha detto:

    Davvero quell’isoletta è la più grande isola lacustre in Europa e comunque metro più metro meno è un posto perfetto, anche perchè pochi la conoscono, insomma, bisogna proprio volerci arrivare.

    Stann – Ci provo, a stargli vicino. Lui è comunque un lottatore nato, un orgoglioso. Abbiamo sempre avuto difficoltà a raffrontarci forse perchè mi ha impartito un’educazione di stampo prussiano, ma oggi lo dico con un sorriso.
    Sabato, domani, si saprà qualcosa di più.

    Linea – Un domani, dopo che saremo andati tutti in pensione ( ssè vabbè…) potremo affittare una casetta su una qualche isola lacustre e andarci a rotazione: una sorta di multiproprietà per bloggers…:)

    Pavel – Ho provato: un fondo da prima pagina! Bel giochino. Ma mi sa che lo usano anche quelli di Studio A*perto.

  6. linea ha detto:

    Bella l’idea dell’isoletta in multiproprietà, ma non so se potrò permettermela….considerando poi che per porte andare in pensione devo prima riuscire a cominciare a lavorare…
    Vorrà dire che approfitterò della vostra ospitalità!
    un abbraccio!

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