E’ come se fossi rimasta qualche giorno distesa sul divano ad osservare gli eventi scorrere.
E’ come la canzone di F*ossati, è giunto il momento di lasciar scivolare a terra il libro che mi ha aiutato a capire, ed è ora di mettermi a dormire.
E’ ora di chiudere questo blog.
E’ ora di salutare chi l’ha fatto nascere, chi ha fatto sì che si srotolasse per un tempo così lungo.
E’ ora di dirti "Basta, non ce la faccio più."
E’ ora di mettere il destino, i sentimenti, le piccole speranze in naftalina.
E poi continuare come nulla fosse accaduto, lavorare, guidare, parlare, ascoltare senza sentire ciò che ti dicono. In cuor mio lo so che è ora per tutto questo ma una parte di me si ribella.
Perchè dovrei chiudere questo blog, lasciarlo languire? Non mi piacciono gli addii, anzi li odio, mi spaventano, anche quelli all’apparenza poco pesanti, come il chiudere la porta di questo posto. Figuriamoci dire addio a te. Non ne ho la forza pur sopportando sempre meno determinate cose, caz*zate magari, piccole manie, piccoli sgarbi, racconti un pò deprimenti di questa catena interminabile di giornate deprimenti e malinconicamente appiccicaticcie.
L’ho già scritto e riscritto: l’amore non basta, non a quelli come te, come me.
Ho parlato con un amico, un amico che fa un mestiere particolare, un mestiere fatto apposta per capire certi meccanismi. Mi ha guardato stupito, stupito dal fatto che una storia così sia durata tanto tanto tempo. Mi ha detto alcune cose abbastanza allarmanti, abbastanza brutte. Brutto vedere la propria vita smembrata e catalogata, sensazioni, comportamenti, diversità, complementarietà, proiezioni, nevrosi, poi quella mia domanda:

– Ma allora io…io e lui…non siamo serviti a nulla se non a farci del male?

– Quanto tempo avete trascorso insieme?

– Cinque anni e mezzo.

– No, io dico trascorso davvero insieme. Metti su un’ipotetica bilancia i ventiquattro anni trascorsi con sua moglie, fianco a fianco, e i pochi mesi, sommando tutto, trascorsi con te. E ricorda,S., che per un certo tipo di personalità è infinitamente più pregnante la negatività,l’ipocrisia, il conflitto caratteriale che non un rapporto aperto, onesto ma estremamente faticoso. Poi ovviamente c’è tutto il resto: i figli, gli impegni finanziari, la paura. E’ persa in partenza S., almeno in questo caso, almeno per come tu me la racconti. Cerca di avere più cura di te stessa, solo questo posso dirti.

Ho guardato Sergio con gli occhi pieni di lacrime.
– Perchè piangi?

– Perchè fa male.

– S., sono trent’anni che faccio questo lavoro e ne ho viste passare storie così…Quello che mi stupisce è trovarci te in mezzo, tu così razionale, vitale. Non lasciarti fagocitare. Allontanati.

– E se io ti dico che amo quest’uomo?

– Io ti dico che sarà sempre un rapporto deficitario, per te ma anche per lui. Non fai altro, con la tua vitalità, con la tua fattività, che far aumentare la sua frustrazione, la sua rabbia, il suo scontento, anche se di sicuro ti vuole molto bene, ma non ce la può fare a vivere meglio. E’ paradossale ma è così.

E’ paradossale ma è così??

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10 risposte a

  1. abreast ha detto:

    abbiamo già affrontato diverse volte l’argomento, quindi sai benissimo quale sia la mia opinione a riguardo.
    relativamente al blog, invece, posso dirti soltanto questo: non chiuderlo!!!
    se anche è vero che è nato grazie ad I. ed è vissuto per lui e per voi, in tutto questo tempo inevitabilmente su queste spiagge sono approdate altre persone, persone che si sono affezionate a te e che ti seguono/leggono con interesse, non puoi dimenticarlo o far finta che non sia così, non credi?
    un abbraccio!

  2. pensierieaparole ha detto:

    Mer***! No, non ci stò! Mi spaccherò la testa, il cuore e i sogni ma non ci stò!!!!!
    Non esistono battaglie perse in partenza!!!
    Oh accidenti, mi ha fatto un male bestiale leggerti!!!

  3. PC1969 ha detto:

    In cuor tuo sai gia’ cosa e’ meglio fare.

    Hasta la Victoria, Siempre !

  4. dolcemelody ha detto:

    ciao, se posso dirlo e forse lo sai anche tu , il tuo amico ha ragione.
    ma non è la ragione a far andare avanti queste storie, è il cuore, l’anima , la passione e il desiderio di vivere qualcosa di speciale.
    ma ci sono cose contro cui non si può lottare, le abitudini, la quotidianità, tutto quello che non si può condividere.
    ed è fatica, tanta fatica. attimi stupendi certo, momenti preziosi, ma solo attimi per periodi molto piu lunghi di solitudine e amarezza.
    Ma non chiudere il blog, non farlo .

  5. RobertoTossani ha detto:

    Per quanto riguarda chiudere il blog (argomento secondario) a quanto pare ancora una volta viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda 🙂
    Io per ora lo lascio aperto e continuo a scriverci, quando posso: poi si vedrà.

    Per quanto riguarda l’addio a I., be’: a parte il fatto che probabilmente è proprio così come nell’ultima riga, ma alla fine non è neanche troppo paradossale se ci pensi bene, a parte il fatto che il discorso del futuro (insieme, o almeno più insieme) lascia il tempo che trova per molti motivi che abbiamo già affrontato qui, a parte il fatto che I. cambierà quel poco che cambierai anche tu (perché un po’ si cambia tutti, specialmente infleunzandoci a vicenda, ma sempre in modo minimo e comunque proporzionale alla capacità di far entrare “dentro” l’altro/a in noi), ma perché cazzo vuoi dire addio a I.?
    Fai come il blog, per ora, non mi sembra il momento, da come ne parli: lascialo lì, vai avanti e poi si vedrà (anche se lo so che questo è un mio tipico discorso, non certo tuo).

    Abbraccio.

  6. bbbk ha detto:

    Io ti leggo da un annetto e molto raramente commento… attraverso queste pagine in un certo senso e’ come se un po’ ti conoscessi.
    E da cio’ che scrivi, da come lo scrivi, devo dire che ti ammiro molto come persona.

    Di solito sono restia a dare giudizi o consigli su questioni di cui non ho esperienza diretta (come in questo caso).
    Ma se devo essere sincera, in questo caso, per quanto riguarda il tuo rapporto con I., io ti direi che devi ascoltare si’ i consigli di chi ti e’ amico, ti sta vicino, ti vuole bene, ma la decisione finale deve essere comunque tua. Nel bene e nel male.
    Perche’ per quanto chi ti consigli ti sia amico, per quanto possa vantare una visione “obiettiva” dei fatti, per quanta esperienza abbia in materia, e’ comunque una mente e un cuore diversi dai tuoi.
    Agisce con presupposti diversi dai tuoi, deduce in base a principi diversi, percepisce e ragiona e rielabora secondo schemi che non sono i tuoi.

    Io per tanti motivi sono una testona e una testarda. A volte, anche se ho bisogno di aiuto, non so chiedere. A volte non riesco a rendermi conto delle mani tese che mi vengono offerte. E a volte succede che continuo imperterrita nella mia strada, per quanto cio’ mi renda triste e infelice, perche’ non riesco a chiedere aiuto e consiglio ad altri.
    Sostanzialmente sono cosi’ perche’ ci sono pochissime persone di cui mi fido, ancor meno persone a cui dico quasi ogni cosa, nessuno -nessuno- a cui io dica tutto.

    Con questi presupposti quindi devi prendere il mio consiglio.

    Per quanto riguarda I., non lasciarti influenzare da altri. Anche se paiono piu’ esperti e piu’ autorevoli.
    Ascoltali, ma fa’ solo quello che davvero vuoi fare tu.
    E’ vero che a volte si e’ talmente stanchi che si delegherebbe volentieri ogni decisione a qualcun’altro, o che inconsciamente vogliamo credere che la soluzione proposta da qualcuno che riteniamo in gamba sia LA soluzione.
    Ma in qualcosa di importante e’ meglio, se deve essere, soffrire fino all’ultimo e decidere consapevolmente, da soli, per quanto possibile.
    Almeno cosi’ penso io.

    Ma e’ anche vero che io non so ascoltare la voce di chi mi vuole bene e mi consiglia bene, e per la mia testardaggine finisco per fare errori che avrei potuto evitare…
    Quindi appunto, tieni questo consiglio per quello che vale.

    Per quanto invece riguarda il blog, ovviamente, carta bianca: mi piace molto leggerti, ma sei tu che decidi quando hai voglia di scrivere…

    Un abbraccio cara Simo, e spero che, nonostante le difficolta’, ogni cosa vada per il giusto verso…

  7. utente anonimo ha detto:

    ho un problema diverso dal tuo. ma grande. diciamo che in comune a te ho questo: il problema riguarda me e un’altra persona. nulla di amoroso.
    comunque.
    ho ascoltato pareri distaccati, oggettivi, di gente preparata.
    diciamo che la mia formazione era di quel genere: per anni ho studiato “gli altri”, i rapporti, come si deteriorano.
    a lume di naso dico che quanto ti hanno consigliato sei stata tu a suggerirlo.
    a lume di naso mi sembra che ti abbiano detto cose sensate.
    (non so se ricordi, io, due mesi fa?, ti scrissi in un post che percepivo freddezza attorno a te).
    però vedi: ha ragione chi ha commentato prima di me.
    fatti una domanda (non alla marzullo) e datti una riposta: solo tu sai veramente.
    (e magari hai bisogno di tempo; o magari senti che di tempo ne hai già dato tanto, non so).
    ma risolvi tu.
    solo tu.
    con affetto.
    remo

    (mi spiace se sparisce questo blog, ma ha ragione tossani; anche il mio, c’è, oggi c’è, domani chissà. come diceva jung, Noi sappiamo cosa siamo ma non sappiamo cosa saremo)

  8. stann ha detto:

    che dire… ?
    per quanto riguarda il problema I., credo proprio che abbiano ragione tutti quanti t’hanno detto che la risposta la puoi trovare solo tu.
    se fossi in te io vivrei alla giornata, senza stare troppo a pensare a cosa’ potra’ o non potra’ essere dopo.

    per quanto riguarda il blog…Uffa !!!
    ho fatto una verifica tra i miei link e, tra blog chiusi e blog che non si fanno vivi da mesi ce ne sono ben 13.
    qualcuno compare sporadicamente tra i commenti, qualcuno e’ scomparso definitivamente.
    be’, a me mancano.
    mi mancano le due chiacchiere quotidiane, mi manca un “ciao, come stai”, mi manca lo scambio di piccoli pezzi di vita quotidiana.
    tu mi mancheresti, ecco.

  9. Masso57 ha detto:

    Ti avevo già letto ieri pomeriggio, ma non ho saputo, di primo acchito, trovare le parole.Parole che sarebbero state diluite, a caldo, da un sottile malessere per le cose che scrivi, per come le vivi, soprattutto. Cosa dirti, dopo che tutto è stato già detto e da persone assolutamente in gamba come chi ha lasciato ben più di un commento? Forse, quando sia la ragione sia il sentimento sono ingarbugliati, prima di dare un taglio secco, occorre fermarsi un attimo e dare retta all’istinto, quello primitivo, quello che non ha nè infrastrutture mentali nè sentimenti pulsanti.
    Se chiudessi, dico la verità, mancheresti molto anche a me, perchè sei una di quelle persone che è bello sapere che, quando vuoi, puoi passare e trovare sempre un buon bicchiere di vita.
    Ciao Simo, con tutto l’affetto possibile.

  10. pensierieaparole ha detto:

    A volte bisogno ridurre, ridurre tutto ai minimi termini, ridurre nel tal senso di arrivare al nocciolo, il nucleo, il motore pulsante del perchè. Come ti ho detto al tel. ieri ho avuto il cuore in gola e l’angoscia tremante di avere sentito parole che avrebbero potuto essere per me.
    Masso coglie nel segno; parla di istinto, che poi non è che il “girino” di quella cosa che poi con il tempo diventa amore.
    L’istinto è neutro; libero dai vincoli mentali, libero dalla stanchezza fisica di sei anni di un rapporto come il vostro, libero dalle sue e dalle tue parole, libero dalle sue chiusure.
    In voi c’è istinto, in voi c’è amore.
    Ed è una cosa straordinaria, mica da tutti.
    In questo periodo ti sembra di remare da sola, in un rapporto già difficile.
    Certo, il suo esserci comunque può sembrare poco ai tuoi occhi così innamorati e bramosi di quell’ I. che c’è sempre ma non si manifesta.
    L’amore non basta come dici tu, vero… ma l’amore è quella cosa che comunque ti fa andare avanti.
    Poi a volte si è davvero stanchi.
    Ma non è detto che la stanchezza ci debba necessariamente portare ad una scelta definitiva.
    Ti abbraccio forte. C.

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