Ho letto, ho ascoltato, vi ho letti ed ascoltati.
Grazie. Ognuno a suo modo ha lasciato, oltre che una virtuale pacca sulla spalla, una briciola del suo modo d’essere, di affrontare il disagio, l’incertezza.
Poi quasi tutti a dirmi "non mollare il blog". Lo dicevo ieri ad un’amica, una lunga, rincuorante chiacchierata al telefono: io non sono di quelle che annunciano l’addio per sentirsi dire "Per favore no." E’ che sentendo scivolare verso la conclusione la mia storia con I. verrebbe voglia di chiudere questa scatola, ma è anche vero che c’è molto altro e che ci sono persone che, molto semplicemente, mi dicono "A me piace passare di qua.", e questo basta.
La verità è che in queste pagine c’è I., e ci sono io. Ci sono momenti belli-belli e momenti brutti-brutti passati con lui, e saperlo fa male.
Mi fa male tutto in questi giorni, i ricordi belli e quelli brutti. Mi fa male sentirlo come lo sento, senza vita, senza slanci, senza gioia nè rabbia. Il suo star male diventa anche mio, così è sempre stato e così sarà sempre, finchè avrò anche soltanto notizie di lui. Forse il punto, il fulcro di tutto è qui: io e lui sappiamo benissimo che data la situazione l’unico nostro legame siamo noi stessi, io, lui e basta. Niente amici o colleghi in comune ai quali chiedere "per caso" se è da tanto che non vedi/senti I. o S. Tagliare quel filo allentato è tagliare tutto. Io qua, tu là. Difficilissimo, pauroso. Nulla a cui restare legati se non i ricordi, qualche foto, qualche oggetto.
Ognuno di noi resiste stancamente ma resiste. In nome di che. A volte me lo chiedo. L’amore c’è stato, è stato profondo, forte, tenace. Tu ti appelli come già è accaduto a "stanchezza" e "malavoglia", piccoli disturbi fisici, malinconia. Io a volte ribollo di rabbia, a volte sospiro con pazienza, a volte ti sbatto giù il telefono.
Io non ho mai amato nessuno quanto ho amato te. Mi sono spesa altrettanto intensamente solo per i miei figli, di un amore ovviamente diversissimo ma solo loro hanno mosso in me la massa enorme di sentimenti che hai mosso tu. Lo sai? Certo che lo sai, come io so cosa ho rappresentato nella tua vita, e le montagne che hai smosso dentro di te per venirmi incontro. Come potevi, come hai potuto.
L’amore non si insegna: si impara insieme e non sempre è semplice e istintivo, troppi ostacoli si sono messi in mezzo senza che nessuno di noi due potesse fare più di quello che abbiamo fatto.
Forse sì, forse avrei potuto essere più comprensiva, avrei potuto glissare sulle tante piccole cose che non mi piacciono, visioni della vita che non condivido, che non mi appartengono ma non è questo il motivo di questo lungo e sfinente addio, come non lo è il fatto che avresti forse potuto essere più lieve nell’affrontare i problemi e le difficoltà, che avresti potuto forse scaricarmi addosso un pò meno della pesantezza che permea la tua vita.
No. Abbiamo sempre condiviso tutto e ora, malinconicamente e non dichiaratamente condividiamo l’ultimo tratto della strada mia e tua, perchè al di là di tutto c’è stata, quella lunga strada. E anche se i nostri cinque anni e mezzo sono cinque piccoli lucenti pesi sulla bilancia della vita, nulla al confronto dei ben visibili ventiquattro pesi condivisi con tua moglie, quegli anni sono esistiti, sono sfilati nell’allegria, nel dolore, nelle risate, nelle lacrime, nel sesso, nei pranzi al volo, nelle corse in autostrada e in treno, in momenti che porto dentro di me e porti dentro di te, io lo so, anche se ora sembri impermeabile a tutto.

"Io ci sono sempre, devi saperlo, anche quando sembra che tutto mi scivoli addosso. Tu per me ci sei sempre, è solo che ho bisogno di riprendere fiato. Credimi."

Ti ho sempre creduto e ritrovato, forse per troppe volte. Troppe volte ti sei voltato per i tuoi tristi raggomitolamenti, viaggi dentro a te stesso dai quali sei sempre tornato, ma sono troppi, adesso.Ascolto le parole di Sergio, ascolto il mio cuore, guardo i miei occhi così stanchi. Aspetto.

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16 risposte a

  1. cabiria55 ha detto:

    Il tuo amico Sergio ha fatto un’analisi lucida e impeccabile.Concordo…però sbaglia su un punto…quando dice che devi lasciar perdere.
    Sicuramente se cerchi un evoluzione di questo rapporto,allora molla…ma non mi pare che tu abbia mai cercato questo…anche perchè se vuoi che sia sincera fino in fondo…non vi ci vedo proprio vivere la quotidianità come una coppia di fatto.Troppo complicato caratterialmente il tuo I. ….che se lo sciroppi la consorte ,tutti i giorni,tu goditi il resto.E’ solo un opinione…potrei sbagliarmi.Ciao

  2. Dovesei ha detto:

    E’ un’opinione saggia e lieve Cabiria.

    🙂

    Ciao

  3. linea ha detto:

    Non mi sono mai piaciute le c.d. “pause di riflessione”, ma forse è proprio questo che ti serve. Probabilmente hai bisogno di un momento solo tuo per capire come e in quale direzione ripartire!
    un abbraccio!

  4. RobertoTossani ha detto:

    Volevo scrivere ciò che ha scritto Cabiria, più o meno.
    E comunque, nel caso peggiore, vivere gli addii fa un male cane, è pesantissimo, è accettabile per me che sono fatto in un certo modo, non per te (credo).
    Ci vorrebbero più sedute di yoga, mi sa: uff.
    Bacino.

  5. abreast ha detto:

    in questo momento hai di fronte ai tuoi occhi una bilancia: su uno dei 2 piatti ci sono l’amore che provi per I. e gli anni che hai trascorso insieme a lui, sull’altro c’è il tuo concetto di amore e ciò che ti aspetti/aspetteresti da lui e dalla vostra storia… è giunto il momento che tu osservi bene la bilancia e riesca a determinare una volta per tutte quale dei 2 piatti stia più in alto e quale più in basso, secondo me!
    un abbraccio!

  6. vitarosa ha detto:

    Credo che nessuno possa consigliarti, l’unico “aiuto” può essere ascoltarti. Nei momenti difficili, è importante avere qualcuno che ti ascolti, perché tu, parlando, possa vedere più chiaramente come stanno le cose.
    Se chiudi il blog noi non possiamo ascoltarti.
    Un abbraccio 🙂

  7. Dovesei ha detto:

    L’ho sempre detestata anch’io la cosiddetta pausa di riflessione, Linea, anche perchè quando si tira fuori questa perla quasi sempre si ha già riflettuto. No, io ho solo bisogno di rallentare e di guardardarCi bene, quasi da spettatore esterno. Mi è difficile barcamenarmi tra raziocinio ed emotività.
    Abreast- com’è che dite? Ce stò a provà…
    Vitarosa – In effetti mi sento molto compresa da voi tutti, e questo mi fa stare un pò meglio. Il blog resterà aperto, soltanto mi piacerebbe non diventasse solo una sorta di lacrimatoio, ma in questi giorni va così.
    Rob – Rob…Che dire…Concordo. 🙂

  8. PC1969 ha detto:

    Ok!
    Barza!

    Una ragazza va al supermercato. Compra un panino piccolino, uno yogurtino, una mela, un pacchettino di pasta ed mezzo litrino di latte.
    Va a pagare alla cassa, dove come cassiere c’e’ un gran manzo, capello “gellato” , orecchino, abbronzato, occhio azzurro, grosso.
    Il manzo passa ad uno uno i prodottini singoli ed alla fine, prima di chiudere il conto, si appoggia con i gomiti sul bordo del rullo, lancia uno sguardo penetrante alla tipa e con fare “sborone” comincia a parlare :
    M ( manzo ) : “Scommetto che tu sei single!”
    T ( tipa ) : “Ma si! Dai! Come sei carino ed acuto…( un po’ timida ed imbarazzata ) Ma da cosa l’hai capito???? Eehhh ??? ( sorridendo e sbattendo rapidamente gli occhi )”
    M : “Mo soccia , si vede ! Sei brutta che non ti si guarda due volte!”…..

    Ahahahahahahahah!!!!

    PS : a me ha fatto molto ridere ma forse ho il cervello spappolato…

  9. Masso57 ha detto:

    E se anche fosse un lacrimatoio, cosa ci sarebbe di male? Sai di poter contare sempre su qualche spalla, sul poter piangere senza preoccuparti del trucco, sai che qui nessuno ha un pugnale dietro la schiena per colpirti quando sei più vicina, sai che se berrai un bicchiere in più non sarà per farti cadere ma per tenerti su.
    Che nessuno ti chiederà “Come stai?” con l’intima soddisfazione di gioire per una tua risposta negativa.
    Vitarosa ha scritto parole bellissime, quel “possiamo ascoltarti”: riparti da questo pensiero, senza farti altre fisime.
    Ti abbraccio.

  10. dolcemelody ha detto:

    puo essere solo un periodo di stanchezza, non certo il primo per voi due, in queste storie succede. lascia che sia, come si dice, e il tempo ti dirà cosa fare.

  11. Dovesei ha detto:

    Massimo – Senza cadere in citazioni smielate mi avete commosso tutti.
    Vabbè, poi ci sono Pavel e Roberto che ribilanciano tutto con l’ironia, che anche quella ci vuole, alleggerisce, aiuta.
    Pavel, la barzelletta l’ho già riciclata. 🙂
    Melody – vado a corrente alternata: a momenti mi dico che passerà, a momenti lo prenderei a cazzotti per scuoterlo.

  12. caporaleReyes ha detto:

    vero che il blog è partito focalizzato sulla “storia”. ma non c’era solo la storia, ricordo il post sulla parrucchiera d’altri tempi. chissà perché, ma me lo ricordo ancora, un motivo ci dovrà essere …

    boh, se ti piace scrivere, continua. a molti di noi piacerà leggerti.

  13. stann ha detto:

    forse non c’entra noente, forse c’entra.
    mentre leggevo il tuo post mi risuonava in testa la canzone di fossati:

    L’amore fa belli gli uomini
    Sagge le donne l’amore fa
    Cantare le allodole
    Dolce la pioggia d’autunno
    E vi dico che fa viaggiare, sì
    Illumina le strade
    Fa grandi le occasioni
    Di credere e di imparare

    Cose che fanno ridere l’amore fa
    Cose che fanno piangere

    Fa crescere i gerani e le rose
    Aprire i balconi l’amore fa
    Confondere le città
    Ma riconoscere i padroni (l’amore lo fa)
    Aprire bene gli occhi
    Amare più se stessi
    L’amore fa bene alla gente
    Comprendere il perdono
    L’amore fa.

  14. utente anonimo ha detto:

    in effetti hai già deciso.
    (concordo sulle pause di riflessione)
    (bella canzone stan, l’avrò ascoltata ma senza attenzione).
    remo

  15. utente anonimo ha detto:

    When you’re feelin’ down and your resistance is low
    Light another cigarette and let yourself go
    This is your life
    Don’t play hard to get
    It’s a free world
    All you have to do is fall in love
    Play the game everybody play the game of love

    Queen

    .texte.

  16. abreast ha detto:

    beh… non posso fare a meno di citare ancora una volta un “detto”: “l’unione fa la forza“!
    e, a quanto pare, qui dentro hai trovato diverse persone UNITE che sono pronte a farti forza.

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