Vivacchio inanellando giorni senza troppi progetti, e questo non mi piace.

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3 risposte a

  1. abreast ha detto:

    l’importante è “inanellare”…

  2. Dovesei ha detto:

    La butto sul ridere.

    Scena. ascensore della fondazione con la quale collaboro, piano terzo. Salgo e con me sale un ragazzo sordomuto che lavora come impiegato tuttofare. E’ sempre affabile, gentile, però…

    – Hu o hu? – mi fa, con enorme difficoltà e grande cortesia. Uggesù che gli dico adesso? Dimentico che posso indicare col dito, che posso parlare perchè legge le labbra. Vado nel pallone e faccio segno verso di lui, come dire vado dove vai tu.
    Spinge il tasto dei piani sottosuolo e arriviamo a meno tre. Esce, mi guarda e mi fa:
    – hello hesco hi…- Gira i tacchi e se ne va. Spingo il tasto 0 sentendomi una cacchetta anche perchè mi scappa da ridere.

    Meno male che domani è l’ultimo giorno.

  3. abreast ha detto:

    vedi qual è il punto? che in casi come questo c’è solo da ridere, non da prendersela! e se ridi in quel modo di sicuro dopo stai meglio…

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