E quindi eccole qua le benedette e desideratissime ferie. Eccole qui e mi ritrovo spaesata. A parte i fine settimana a J*esolo non mi è possibile fare programmi. L. parte per Ibiza con due suoi amici, la sua prima vera vacanza in assoluta indipendenza. F. è appena tornata da una settimana di stage e mare: una settimana di allenamenti con due campion*esse olim*piche in una bellissima cittadina sul mare. E’ felice, abbronzata, ricaricata, più adulta.
Sabato sera è arrivata in stazione alle dieci e mezza. Suo padre era stravaccato a guardarsi la televisione e naturalmente la sono andata a prendere io. Quand’è arrivata, sì…un pò di gioia nel rivederla poi piomba in camera sua mentre mi sta mostrando i suoi tesori: gli autografi con dedica delle sue allenatrici e la G*azzetta dello Sport dei campioni del mondo con firme e commenti delle amiche che erano con lei.

– Queste sono cose che rimarranno nella storia! – Commenta con suo padre. Suo padre guarda e chiede se non ha portato nient’altro, "qualcosa di buono" magari. Come un bambino lagnoso di tre anni. Non capisce che quei due autografi sono per lei l’equivalente di quello di Valerossi o C*annavaro per lui, che quella gazzetta è il ricordo della sua prima notte "folle" passata lontano da casa. Gira i tacchi e se ne va ciabattando. Er Ciabatta. Non avrei nemmeno voglia di andare via cor Ciabatta, no, meglio stare a casa, meglio la piscina, il terrazzo, le gite in montagna a prendere il sole, i fine settimana a J*esolo dove tanto lui nonsi sposta dal lettino e dal perimetro dell’ombrellone se non per andare a fare due bracciate tenendomi d’occhio per vedere se mi precipito al cellulare, dove quando parto per andare a fare due passi o per bermi un caffè "Ma non sei capace di stare ferma?".
Chissà a che punto sta con tale Elena che gli manda messaggini con baci e appuntamenti. La cosa curiosa è che io non sento nulla, assolutamente nulla. So dell’esistenza di questa donna già da un pò. Ne sono venuta a conoscenza in modo del tutto fortuito e da vera stranza quale sono monitorizzo, quando mi riesce, ma non perchè m’importi granchè: ci mancherebbe, non sono così idiota. Era logico che prima o poi cercasse altrove quello che io non posso nè voglio più dargli. Vorrei solo che lasciasse in pace me, che non facesse battute idiote a ogni beep del mio cellulare, vorrei che non avesse mai fatto quella sorte di telefonata intimidatoria a I., vorrei che la piantasse di commentare se mi vede vestita in un certo modo. Io sono stanca di ribadirglielo e anche se so che questa Elena esiste non userò mai le armi che lui ha usato con me. Di tanto in tanto guardo incuriosita, rilevo che esce, che si è fatto fare la ceretta a mò di fighetto, che però a volte torna a casa scontento e nervoso, che a volte risponde seccamente ai messaggi di questa. Mi guardo attorno e tutto mi fa schifo, me compresa.

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2 risposte a

  1. PC1969 ha detto:

    Pensa fra 20 anni cosa avra’ prodotto l’immobilita’….

    E’ ora di cambiare , Simo. Costera’ lacrime e sangue ma , come diceva una persona a me cara , ogni rivoluzione esige il proprio tributo…

    A presto !

    PAVEL

  2. abreast ha detto:

    chissà che l’ingresso di questa “elena” nella sua vita non cambi in meglio la vostra situazione…
    tu, comunque, NON PUOI farti schifo, non ne hai alcun motivo!

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