Pare che la fantomatica Elena non sortisca grossi effetti positivi, oppure semplicemente li sortirà pure, ma io resto sempre l’obbiettivo preferito per: allusioni, battutine, rotture di palle, vittimismi, rimbrotti, sortite di rimpianti misti a ricordi.
Io non mi smuovo, niente mi smuove. Il post di ieri ha innescato un paio di educati messaggi privati dove mi si fa capire più o meno chiaramente che sono una stronza. Ammetto di aver postato senza pensare troppo alle conseguenze intese come commenti negativi ma pazienza.
La situazione è questa, è quella, è quel melmoso "io so" da parte del padre dei miei figli. E’ l’ancora più melmoso sapere che esiste questa donna e non dirglielo, ma perchè dovrei? E’ affar suo, sono affari loro. Io voglio soltanto essere lasciata in pace, coi miei silenzi, le mie malinconie, i miei momenti di serenità accanto alla persona con la quale mi scelgo e mi riscelgo ogni giorno.
Non disturbo nessuno eccezion fatta che l’orgoglio maschile e il senso del possesso di chi ben sa di non essere riuscito ad ingabbiarmi "solo" per quattordici anni. Perchè ci credevo profondamente, perchè volevo fortemente che fossimo una famiglia di quattro persone mentre invece non mi rendevo conto che da una parte c’ero io coi ragazzi, dall’altre c’era il loro padre che si è reso conto di avere una moglie solo quando ho iniziato a lavorare sul serio. Poi tutto il triste codazzo di difficoltà e amarezze e malattie e lutti. Vita. Non ce l’abbiamo fatta a farvi fronte in modo compatto, maturo, consapevole. Questo è quanto.
Poi c’è I., certo, ma I. è stato una conseguenza, non la causa. Ieri ha tentato di chiamarmi da laggiù dov’è, lontano, molto. Non ho risposto, ieri non ce la facevo. Mi ha lasciato un messaggio tenero ed affettuoso dove però avvertiva di avere "solo pochi minuti". E allora è stato meglio così, è stato meglio non rispondergli. Oggi va già meglio, oggi spingo il tasto reset e riparto.

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10 risposte a

  1. abreast ha detto:

    non trovo molto corretto che tu pensi di dover premere il tasto “reset”… di norma, infatti, quel tasto serve per ripristinare una condizione di funzionamento che potremmo definire “di default” e/o di avvio, condizione che esula da qualunque cambiamento avvenuto in qualsivoglia istante. tu non puoi nè vuoi ignorare ciò che hai vissuto fino ad oggi, quindi una posizione di “reset” in realtà per te non esiste!
    o sbaglio?

  2. cucchiaino ha detto:

    vorrei ti scattasse il meccanismo LIBERTA’…t o t a l e-

    reset,si,ma non sotto lo stesso tetto di quello che è ancora tuo marito.mollalo!

  3. utente anonimo ha detto:

    saltellando alla ricerca di non so cosa, ho trovato un tuo post in cui parlavi della necessità di trovare per se stessi una sorta di serenità, magari partendo dalle piccole cose, da piaceri quotidiani, minimi ma caldi: colori, odori, sapori che ti portino non a vivere superficialmente ma a vivere con tutti i sensi all’erta.
    per carpire la bellezza che spesso è lì, proprio sotto i nostri piedi stanchi.
    eppoi sì, ci sono i giorni in cui proprioproprioproprio no.
    però tu ce l’hai quella grazia di ritagliarti ciò che di bello le persone ma anche i luoghi e le cose hanno.
    ed è per questo che mi piace tanto leggerti.
    spesso in silenzio perchè spesso le mie parole proprio non ci arrivano.

    orio

  4. stann ha detto:

    sono due giorni che apro la tua finestra dei commenti per scrivere qualcosa e poi mi blocco.
    i tuoi post mi fanno pensare a troppe cose, a troppe situazioni vissute.
    difficile parlarne.
    pero’ non dire che ti fai schifo, non ne hai assolutamente il motivo.

  5. Dovesei ha detto:

    Rob – Nulla da aggiungere. 🙂

    Abreast – E vabbè…io non sono un’informatica quindi per me reset è semplicemente un tentativo di azzerare sensazioni negative e ripartire. Poi certo, il senso del mio reset non è per nulla quello descritto da te. NO NO! 🙂

    Doc – Eh sì, ma poi va meglio.

    Cucchiaino – Vorrei ma per ora non posso. Nel senso più materiale del termine.

    Un bacio.

    Orio – Tu commenti raramente ma quando lo fai mi piace vedere che, nonostante tutto, mi si associ ancora al sostantivo “grazia”. Diciamo che ci provo, sempre.

    Stann – E’ un pò come quando guardo le tue foto, leggo i tuoi reportages e vedo il tuo viso. Si sa che si vorrebbero dire mille cose e ne escono si e no un paio. Non importa. sarà magari una sensazione assurda ma io “sento”. Molto di più di quanto tu non dica. Capita con due o tre di voi belle signore che passate di qua.

    Un sorriso.

    Simo

  6. utente anonimo ha detto:

    Oggi è il compleanno della mia bellissima sorella, 46 anni, una figlia di 6, un marito completamente assente, un’ameba, un rettile, una medusa, mi fermo qui.

    L’ho chiamata verso le 9 stamattina per farle gli auguri, piangeva, lei non piange mai.
    – “Mi sento sola, mi sento disperata, non voglio un regalo, voglio un marito che mi ami, ho 46 anni, quanto mi rimane da vivere? Quanto mi rimane da essere felice” -Diceva e chiedeva.

    Non posso dare consigli, non ci riesco, la vita è breve Simo, solo questo.

    Un bacio, Maria Luisa

  7. Dovesei ha detto:

    Non sapevo che tua sorella fosse mia coetanea. Leggere certe cose rinnova uno sconforto che cerco di soffiare via come posso. La vita è breve, sì, ma amo pensare che ci resti un tratto ancora lungo e che ci riservi qualche bella dolcezza.
    Mi piace pensarlo per me, pre te, per tutte le anime un pò inquiete che conosco.

  8. utente anonimo ha detto:

    >”e che ci riservi qualche bella dolcezza.”

    Ho fatto due liste, una di poche cose di cui ho assolutamente bisogno per sentirmi viva ed essere me stessa, una enorme con milioni di cose che sarebbe bello avere ma di cui posso fare tranquillamente a meno.

    Maria Luisa

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