Poco e tanto da raccontare.
Poco. Lascio scorrere i sacri giorni delle ferie senza troppe prospettive, lavoro parecchio, lavori in casa, proprio, lavori troppo a lungo rimandati come il riordinare la mia mastodontica libreria; tolgo i libri, li spolvero, li riordino, ne riscopro alcuni e altri non li trovo più, come per esemio l’edizione di "Un Amore" di B*uzzati datata 1977. Un libro consunto per quanto l’ho amato, letto, prestato anche, e probabilmente mai più restituito. Poi "Une Femme Rompue" della De B*eauvoire. I libri della De B*eauvoire li ho tutti, sia in francese che in italiano, retaggio degli anni di liceo linguisti*co. Poi Pri*de and Prej*udice, Madame Bo*vary, La Nau*sea, e poi Pratolini, Bassani, Pa*solini, D’Ann*unzio. Una folla fantastica di fantastiche anime, di stupende menti che ho ripulito, riordinato, risfogliato pensando che sì, sono una donna fortunata e sono stata una studentessa fortunata. Non ho mai recepito questo tipo di letture come un peso, forse perchè al liceo, più che all’università, ho avuto insegnanti entusiasti ed empatici.
Ora tocca a F.
Ogni tanto mi chiede un libro che le viene richiesto da un insegnante.

– Mamma, ce l’hai Orgog*lio e P*regiudizio? Devo leggerlo per le vacanze.

– Ce l’ho.

– Cacchio mamma! Anche questo ce l’hai?! Ma quanto ti hanno fatto leggere al liceo??

– Bèh sai, al linguistico ti passa sotto di tutto: autori italiani e stranieri, in lingua originale o no.

– E non ti rompevi? Insomma, c’è già tanto da studiare…

– Non è che mi piacessero TUTTI! Per esempio Einrich Boll non mi è mai piaciuto. Dic*kens nemmeno ma quasi tutti gli altri…leggere un libro è come aprire una porta ed entrare in un’altra dimensione, quella dell’autore, e certi libri ti lasciano denntro un piccolo solco. Dopo anni li riprendi in mano e ritrovi quella traccia, l’emozione di quella dimensione.

F. mi guarda un pò stranita. Legge molto, legge di tutto un pò ma ancora non ha aperto QUEL libro, il primo della lunga serie di solchi.

Poi lunedì. Lunedì sera ero a Verona, all’A*rena a sentire Ennio M*orricone. E’ la seconda volta che ho la fortuna di sentirlo. Non che io ami particolarmente la musica da film ma in questo caso siamo di fronte a musica quasi classica. Scenografia volutamente scabra, scura, il vestito rosso fuoco della mezzo soprano era una pennellata unica, lui un uomo un pò ricurvo ma di impatto sicuro sull’orchestra della S*cala, fantastica. Alcuni pezzi mi hanno fatto venire i lacrimoni anche se con me non c’entrano nulla, nessun ricordo, a volte non avevo nemmeno mai visto il film, però…però di fronte a "The Mission", "C’era una volta…", "Ci*nema P*aradiso" mi sono ritrovata attraversata dalla musica, trafitta, presa a tradimento, cullata, scossa, rincuorata e commossa.

Bello e basta.

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10 risposte a

  1. Dovesei ha detto:

    Nota dell’autrice del post:

    molti penserannno eccerto te la stai tanto a tirare che hai letto deqquà e dellà ma i tuoi post sono pieni di refusi.
    E’ vero, non esiste un mio post senza il suo bel refuso e il bello è che LI VEDO. Solo che sono pigra e li lascio.
    Sorry.

  2. abreast ha detto:

    la musica (“certa” musica, per lo meno!) ha lo stesso effetto anche su di me, peccato non poter dire lo stesso della lettura (salvo qualche rarissima eccezione…)!

  3. cabiria55 ha detto:

    “Orgoglio e pregiudizio”…in inglese…l’ho letto anche io al liceo…
    Dai,ce la tiriamo in due?…ciao.

  4. stann ha detto:

    e se c’aggiungo un Thackeray, Vanity fair ?
    in english, of course.
    e ce la tiriamo in tre…:-)))

  5. utente anonimo ha detto:

    io invece adoro boll.
    (però non so il francese).
    gli altri che hai citato: concordo.
    pure morricone. ha musicato cose fantastiche. cose per esempio che non ho più trovato come «quant’è belle giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza». sentii lo spezzone per caso in tv, citarono morricone, mi rimase impresso il motivetto. che, del resto, accompagna parole sacrosante.
    remo

  6. MariaLuisaM ha detto:

    La musica di Morricone fa quell’effetto anche a me, sarà il ricordo della faccia di Noiret in Cinema Paradiso, sarà il ricordo della voce di Ferruccio Amendola in “C’era una volta …”, penso che lì dentro ci sono i migliori anni della nostra vita.

    Lo stesso effetto me lo ha fatto Luis Bacalov in un concerto di qualche sera fa, anche lì musica da film interpretando Piazzolla, esplosione finale con Libertango che mi ha tolto il fiato e strappato il cuore.

    Si, ti dedico Libertango che nella mia fantasia è la storia di un uomo che tiene il controllo e di una donna che lo asseconda mentre tenta di sfuggirgli …

    Un bacio, Maria Luisa

  7. MariaLuisaM ha detto:

    Dopo il trasloco in città non ho più una libreria ma scatoloni, suddivisi in “libri OK” e “libri KO”.

    Tra i libri KO, vecchi Editori Riuniti, ricordi di università, tra i libri OK, una copia di Lady Chatterly nella vecchia collana Medusa, verde, anni 50, copia appena appena tolta dalla censura, un po’ sottolineata da una giovanissima Maria Luisa, uno dei primi libri che ho letto, prima di Piccole Donne.

    Gran donna Connie Chatterly.

    ML

  8. MariaLuisaM ha detto:

    E’ Armando Trovajoli l’autore della musica di “quant’è bella giovinezza” di cui parla Remo, si può ascoltare nel film l’Arcidiavolo di Scola.

    Trovajoli, altro autore di musica da film lo stesso di Shabadabada shabadabada, che mi fa tanto venire in mente la vecchia filodiffusione italiana, molto anni 70, molto ricordo d’infanzia.

    Per oggi basta, ML

  9. Dovesei ha detto:

    Maria Luisa, sei sempre impagabile.

    L’uomo che tiene il controllo della donna che lo asseconda ma tenta di sfuggirgli poi…

    Un abbraccio.

  10. utente anonimo ha detto:

    grazie maria luisa.
    trovajoli, non morricone, sbadataggini ricorrenti, le mie.
    remo

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