Soffia un vento forte e caldo. Il salice selvatico piantato l’anno scorso è cresciuto tantissimo e ondeggia elastico. Ogni mattina mi alzo alle sei e mezza. Lo faccio perchè mi piace, non per una reale necessità. Pochi rumori lontani; il mio è un quartiere residenziale ma in pieno centro, uno di quei piccoli miracoli che esistono forse solo nelle piccole città. Davanti e attorno molto verde, in lontananza tendendo ben bene l’orecchio arriva il rumore della scopa di saggina dello spazzino, quello che d’inverno canta lisa dagli occhi blu. Credo che canti per autoconfortarsi perchè ora che è estate svolge il suo lavoro in silenzio. Girello per casa a piedi nudi in camicia da notte, preparo il thè e lo bevo di fuori scegliendo di volta in volta in quale parte della terrazza stare: la cucina da verso est, c’è il sole che sorge, l’aria arancio. Il salotto e la mia camera sono a nord, più freschi. Dalla parte dello studio e della stanza degli ospiti non ho messo tavoli o sdraio, solo piante: glicini, plumbago, gelsomino. Passo silenziosamente davanti alle stanze dei ragazzi, le tapparelle semi abbassate, dormono.
Questa è una bella casa, molto legno, pareti candide, l’unica micidiale scomodità sta nella mancanza di ascensore ma ha spazi che difficilmente nelle case nuove si possono trovare. Dal terrazzo principale che circonda tutto l’appartamento si sale alla soffitta, grande quanto metà dell’appartamento; qui altri due terrazzi, quinto piano e una vista meravigliosa.
L’ho amata molto questa casa, l’ho voluta fortemente, dieci anni fa. E’ stata uno di quei progetti che imbrigliano, nei quali metti tutta te stessa, i bambini ancora piccoli, mille cose da fare, a cui pensare così non si pensa ad altro, perchè nascondermelo.
La stessa, identica e assurda cosa è accaduta a te, otto anni fa. Io a casa già sistemata, io e te inconsapevoli uno dell’altra, due città diverse, lontane sì e no. Abitavi in un appartamento in zona centrale, regalo di nozze dei tuoi suoceri. Una mattina ti alzi sentendoti un pò strano. Fai tutte le cose che si fanno normalmente appena alzati, fai per prendere le chiavi dell’auto per portare la bambina a scuola. Le chiavi non ci sono, eppure erano lì, sul mobile all’ingresso. Arriva tua moglie e non si sente bene, è un pò intontita. Anche la bambina ha sonno. All’improvviso realizzi, corri in salotto: mobili aperti, oltre alle chiavi sono spariti tutti gli oggetti di valore e in strada la tua auto non c’è più. I ladri forse si sono sentiti disturbati da qualcosa e in casa manca relativamente poco ma ti hanno rubato l’auto, una golf nuova. La brutta sensazione che ti abbiano studiato, la certezza che hanno razzziato altri appartamenti. Tua moglie non vuole più restare lì, non si sente sicura. La decisione di andare a vivere fuori città, l’acquisto della casa, i progetti, l’entusiasmo iniziale poi i dubbi e le paure soprattutto per l’impegno finanziario molto alto. La casa pronta, la morte di tuo padre, il trasloco nella casa nuova, il giardino con le piante che lui ti aveva suggerito, tu come perso, perso ogni entusiasmo per quella casa che, è stata una delle prime cose che mi hai detto, non sentivi tua. E’ passato tanto tempo, anni, avvenimenti, parole, fatti, litigi, discussioni, natali, compleanni, tu, io. Questo pensavo stamattina seduta al piccolo tavolo in ferro battuto e marmo fuori dalla mia stanza da letto. da lì fuori ho guardato quella stanza, quel letto dove da tempo immemore non accade più nulla, le lenzuola a grandi rose crema e rosa pallido, il quadro dell’ottocento regalo di mia suocera, l’armadio con le ante in carta di riso, un armadio che adoro, con la luce interna che fa intravvedere gli abiti in trasparenza anche con le ante chiuse, il cassettone impero, gli scaffali dalla mia parte colmi di libri, fotografie. Sembrerebbe la stanza di una coppia serena, affiatata. Lo era. O no? Lo è stata? Di sicuro è la stanza di una coppia inconsapevole l’una dei bisogni dell’altro.

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2 risposte a

  1. utente anonimo ha detto:

    ti stai cercando, vedo.
    buona fortuna e un abbraccio.
    remo

  2. abreast ha detto:

    è bellissimo che tu abbia una terrazza in cui stare con te stessa, davvero! bellissimo e molto importante, secondo me. continua a coltivare questo tuo “angolino”, mi raccomando!

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