Altro passaggio da casa.
Je*solo non è il massimo in questo periodo, comunque sovraffollata e con in più una temperatura da mari del nord ma preferisco, piuttosto che stare a casa.
Malsopporto un pò tutti: mia madre, che vado a trovare e mi intrattiene sui moscerini che, a suo dire, la tormentano. Gira per casa con la palettina scacciamosche. Ci sarebbe da ridere se non fosse così tenacemente attaccata SOLO a ai suoi piccoli egoismi.
Mio padre: continua imperterrito con le sue scoperte informatiche e se per caso gli si fa ( gentilissimamente ) notare che quel programma, o gughelearth, o qualche altra pirlata li si conoscono da secoli si offende. le loro giornate sono scandite si litigi sul sugo poco o troppo aramatico/salato/condito, discussioni sull’esistenza o meno dei moscerini nemici di mia madre, discussioni sul fatto che mio padre fa spa*mming a tutto il mondo inviando canzoni e vedute aeree di gughelearth pelopiù sbagliate.
Li saluto e me ne vado. Fa un freddo preoccupante; torno a casa e i temporali hanno fatto scempio delle piante e degli alberelli del mio terrazzo. Passo mezza giornata a pulire e risistemare tutto.
Continuo ad accarezzare cautamente insieme a te il nostro piccolo grande progetto. Sarebbe la prima volta in cinque anni e mezzo che riusciamo a passare cinque giorni di fila insieme. Fa quasi paura dirlo, anzi, fosse per me starei ferma fino a martedi prossimo, ferma immobile senza fare nulla, col fiato sospeso, aspettando che la Signora dica "Non mi va più di partire-ciò da fare-ho litigato con mia madre-mio fratello-mia cognata-non vado più", insomma, le solite cose che ha sempre detto e fatto ogni volta che si è profilata all’orrizzonte un’occasione del genere. Ci sono però cose da fare, da dire, da programmare; orrido a dirsi ma devo costruirmi un’impalcatura.

– S., intanto prenotiamo l’albergo…mal che vada te lo disdico.

– Va bene, prenota.

La tua carezza nel cercare l’albergo "giusto", la proposta immediatamente scartata da me di dormire da te: non me la sento, non ce la farei mai, non è assolutamente fattibile. Trovato l’albergo mi chiedi se c’è qualche posto "particolare" dove io voglia andare. – Aiutami, io voglio che tu stia il meglio possibile qui. Se hai un desiderio… –
– Si. Starmene in pace con te in una città ancora semideserta. Ai programmi penseremo SE riuscirò ad arrivare lì.
– Hai ragione.

Chissà. Avremmo bisogno di questi giorni perchè poi settembre sarà pieno di giorni traballanti: io che vado via, tu alle prese con la fusione e l’incertezza del tuo ruolo, sui tuoi collaboratori, sulla sede. Poi anche il mio lavoro riprenderà a pieno ritmo e allora chissà quando, come, dove ci rivedremo.
Domani tu a Milano, gitarella organizzata dalla tua agitatissima consorte a casa di una coppia conosciuta di striscio in vacanza due anni fa.
Io in montagna, solita grigliata ferragostana coi soliti amici.
Poca voglia di tutto, solo che questi giorni passino in fretta, solo che lunedi arrivi in fretta.

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3 risposte a

  1. Dovesei ha detto:

    Mi rendo conto per l’ennesima volta che il mio post è la sagra del refuso…Vabbè.
    Buon Ferragosto a tutti.

    -S-

  2. linea ha detto:

    Buon ferragosto anche a te!Ti sconsiglio vivamente una grigliata all’aperto…rischieresti di non riuscire a scongelare le salsicce ;-(

  3. utente anonimo ha detto:

    Cinque giorni sono davvero un sogno….
    Vitarosa

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