Mi riimmetto nella vita quotidiana senza troppi slanci, senza voglia di fare mille cose che invece devo fare. C’è anche da organizzare la partenza di lunedì. Lunedì si parte per D*jerba, partenza quasi inaspettata ma inevitabile. Mentre ero via mio marito e una coppia di amici hanno organizzato e disfatto mille itinerari per poi concludere "S. fai tu, va un pò a vedere cosa si trova, e che sia un posto caldo e che non sia troppo caro nè troppo lontano." Di malavoglia sono andata in agenzia e fatalmente sono finita sulla Tunisia, che a me peraltro piace molto e che già conosco. Butto l’occhio su diversi las*t mi*nute;
– Conosce D*jerba?
– Ci sono stata molti anni fa, al Clu*b Med.
– Ci sarebbe questa bella occasione guardi, il tour operator e dei migliori, il villaggio molto bello…
Sgrano gli occhi: è dove sei stato tu a luglio. Ci sarebbero giusto cinque posti ma bisogna vedere se c’è posto sul volo e bisogna fermare il tutto in fretta. La signora mi mostra il monitor: i posti sui voli dagli aeroporti comodi per noi scompaiono a ritmo sostenuto. Chiamo mio marito, spiego. "Fai tu".
– Va bene, fermi i posti sull’aereo e vediamo per le stanze. In un quarto d’ora ho in mano preventivo e prenotazione. Mi sento un pò confusa. Già ho poca voglia di partire, in più lo strano effetto per questa coincidenza. Te lo dico. Tu, molto più pragmatico di me, dici che ormai non ti stupiscono più di tanto le coincidenze e mi dai una serie di indicazioni ed informazioni sul posto che, mi confermi, è davvero bello. Poi aggiungi "Almeno potremo sentirci con meno difficoltà dato che io sarò in ufficio, però vorrei sentirti più contenta." Confermo che non lo sono più di tanto; mi vedo già in un’ottica autunnale, penso agli impegni di lavoro, ai libri da comprare per il liceo di F., a L. che resterà a casa da solo, al lavoro che si accumulerà.
Penso che la mia vera vacanza, il mio vero stacco sono stati i giorni trascorsi in una città della Lombardia che non brilla certo per bellezza ma che per me è piacevolissima.
Penso a venerdi sera, alla cena che ci siamo regalati in un posto magico e che è solo nostro, arrampicato sulle colline del piccolo lago del mio avatar. Un posto magico, decisamente un pò snob dato che si autoproclama "risto*rante di ca*mpagna" ma entrando ci si ritrova in un grande spazio con pareti di vetro a picco sul lago, tra mobili fine ‘800 e tavoli con le tovaglie di fiandra, sottopiatti di porcellana dipinti di peonie, posate d’argento, piccoli candelieri, sedie bellissime. Nonostante la bellezza e il buongusto del locale non ci si sente in imbarazzo, piuttosto pare di essere ospiti graditi in una bellissima casa. Cibo all’altezza: pesce di lago in piccoli assaggi fantasiosi, colorati e delicati, gnocco fritto e salumi della mia terra, pasta fatta in casa, dolci memorabili, vino squisito che si può gustare anche solo a bicchiere, piccoli assaggi di cose particolari come una mousse di formaggi e basilico con ribes, vari tipi di pane tiepido.
Quello che più conta però siamo io e te, strafelici anche la sera prima in una trattoria qualunque però quello lì è il nostro ristorante, quello di cui non hai accennato mai a nessuno, quello in cui vieni solo con me. Guardo gli ulivi illuminati dai faretti oltre la vetrata, guardo te, la camicia bianca, il viso ancora abbronzato spruzzato di lentiggini, gli occhi di quel verde particolare, cupo. Mi stringi la mano forte, scherziamo, gustiamo il cibo e il calore buono della serenità che sappiamo regalarci. E’ vero, esiste tutto un mondo tuo nel quale io non entro e ne esiste uno mio nel quale non entri tu, ma io e te ci siamo, e non solo perchè siamo in un posto magico che renderebbe felice qualunque coppia innamorata. Io e te siamo noi due, siamo io e te ogni giorno, nel bene e nel male. Ti guardo lì, in quel posto che tu hai scoperto e che ci concediamo quando c’è tempo, ti guardo lì e penso che sì, ti voglio un bene che travalica lo stesso voler bene. Ti amo per questi anni duri, difficili, per averci creduto, per continuare a crederci. Ti amo per il giornale che mi porti la mattina, per il tuo accarezzarmi di tanto in tanto mentre guidi, per avermi voluto portare ad ogni costo a comprare una felpa per L. che avevi visto ed eri sicuro che gli sarebbe piaciuta e così è stato. Ti amo per come ti vedo arrivare in auto e ciao bella g*nara e per come mi baci piano. Ti amo perchè sai prenderti cura di me e per come ti stupisci di come io mi prenda cura di te. Amo te e me insieme anche se so tutto il resto, anche se ho fatto coriandoli del mio cuore, ferma davanti al civico numero 1a di un qualunque quartiere residenziale. So che esiste come esiste questa stanza e questa casa, la mia, ma non ce la faccio ad amarti di meno e nulla è sbiadito nonostante gli anni, le difficoltà, le litigate, le tirate di nervi, gli egoismi, il rinchiudersi per poi riaprirsi.
– S., tu hai tutto il diritto a chiedermi tutto, a chiedermi di più…
– Forse ne avrò il diritto ma non voglio farlo, non ora almeno. Forse non te lo chiederò mai. Le cose devono evolvere da sè.
– Tu sei l’unica donna che conosco a parlare così.
– Forse è un bene che io sia così unica. – Rido. Mi stringi forte.
– E se venisse un giorno in cui fossimo pronti a fronteggiare tutti i casini?
– Li fronteggeremo. Stai bene con me?
– Moltissimo. E’ per questo che vorrei trovare la forza di tagliare dove non c’è più nulla, ma ho ancora paura, paura della mia mancanza di forza, del male da fare, delle cose da…
– Dai I. non ci pensare. Non adesso.

Come faccio ad aver voglia di rifare le valigie?

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7 risposte a

  1. Dovesei ha detto:

    Se a qualcuno fosse venuta la curiosità andate sul sito relaismirabella.it e cliccate si C*atilina. Merita una visita anche solo virtuale.

  2. utente anonimo ha detto:

    Ciao , bello leggerti come sempre, vivere con te e rivivere dentro di me certe emozioni. trovare la forza di andare avanti malgrado tutte le difficolta è la cosa piu difficile. voi ci riuscite, ci credete fino in fondo. magari fosse sempre cosi.

    melody

  3. franka ha detto:

    Sulle tue parole ripercorro un analogo frangente che fa parte della mia vita.
    Capisco ogni singola parola,ogni singolo istante da sorseggiare piano con il timore che possa terminare da un momento all’altro.
    Sono emozioni vibranti,intense,rese speciali dalla loro unicità,sia positiva che negativa.
    Un’altalena di stati emotivi su cui dondola un pezzo di vita che ti segnerà in modo indelebile.
    Un abbraccio,Franka.

  4. abreast ha detto:

    ma che meraviglia di posto! se poi si mangia anche bene… beh, merita davvero una visita, prima o poi! peccato solo che non mi sia troppo “a tiro”…

  5. Dovesei ha detto:

    Abreast – fossi in te un pensierino per un week end lungo ce lo farei. Non è poi così scomodo da raggiungere. Consiglio da amica. 🙂

  6. abreast ha detto:

    grazie, DOVESEI! terrò presente…

  7. Masso57 ha detto:

    Simo, hai tutta la mia comprensione, per quanto possa valere.
    Anche I., ce l’ha: e non è solo solidarietà maschile.

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