Combatto contro il tempo che non passa e passa troppo in fretta. Infantile faccio un rewind mentale accarezzando quanto stavo vivendo esattamente una settimana fa. Caparbia riorganizzo le mie giornate come nulla fosse accaduto. Devo.
– Siete stati molto fortunati -, mi dice F. – Io e C. non potremmo mai ritagliarci un tempo così lungo insieme e poi penso che lui si cagherebbe addosso all’idea che qualcuno potesse vederlo assieme a un’altra, sai com’è, Udine è piccola.
– Non poi tanto più piccola di B.
– E allora vuol dire che il tuo I. non è poi così pauroso come sembra.
– Siamo tutti adulti F. Ognuno deve assumersi i propri oneri e possibilmente non farli pesare all’altro. In effetti non ho nulla da dire su come si è mosso I.

I. I. è una persona delicatissima che sa diventare pesante come poche.
I. che teme tutto e niente. Il punto è che noi siamo sbagliati, la situazione è sbagliata, da un punto di vista, vogliamo dire morale? Bisogna dirsele certe cose, pesanti dati di fatto. Eppure la sua preoccupazione quale era all’inizio? Dell’imbarazzo nel quale ci saremo trovati per il suo andare e venire dall’albergo. Imbarazzo svanito come neve al sole di fronte alla tranquilla discrezione del personale al desk. Poi nessun imbarazzo a girare con me alla luce del sole per una città che non è piccola ma nemmeno troppo grande. io ho cercato di essere il più discreta possibile ma non cambiava il fatto che lui vivesse lì e che le possibilità di incontrare qualcuno di conosciuto ci fossero, pur essendo assenti sua moglie, sua figlia, sua suocera, i cognati. C’è sempre qualcun altro. Infatti. Infatti la prima sera in pizzeria abbiamo incrociato un tizio che I. ha salutato.
– Corre con me. – Tranquillo.
Un pò più dura è stata il sabato mattina. Seduti al bar in una piazzetta sul lago mi dice:
– La vedi quella? – Mi fa cenno con la testa verso una donna corpulenta che lo fissa amichevole come un serpente a sonagli.
– Quella vestita di nero?
– Sì. Quella è l’amica del cuore della donna con la quale sono stato per tre anni.
– Vuoi che ce ne andiamo?
– Assolutamente no. Perchè dovremmo?
– Ma tu dove hai modo di incontrala questa?
– Lavora nel mio stesso palazzo. Sta allo sportello interno della banca. La vedo ogni volta che ho bisogno di fare qualche operazione sul mio conto.
– Ma…e se spettegola?
– Spettegolerà sicuramente ma in fonda cosa importa? Anche se ha capito perfettamente che non sei mia moglie non cambia nulla, mi ha sempre considerato uno stronzo. Al limite riferirà a quella con cui stavo che continuo ad essere stronzo. La gente può dire ciò che vuole ma la verità più vera ce la portiamo nel cuore solo noi, no? Le persone a volte cambiano, e tu mi hai cambiato o meglio, mi hai fatto capire molte cose. Per certi versi sono ancora un povero stronzo senza coraggio ma con te vicino tutto mi sembra più possibile.
Ti ho guardato e l’unica cosa che ho pensato è che ti capivo, fino in fondo.


Questa voce è stata pubblicata in Passato remoto. Contrassegna il permalink.

2 risposte a

  1. abreast ha detto:

    esiste un’età in cui si “smette di crescere”? a leggere queste parole si direbbe proprio di no…

  2. franka ha detto:

    Ci sono attimi vissuti che come foto istantanee ti accompagneranno per sempre,ti terranno compagnia per tutte quelle volte in cui la sua presenza non potrà essere soddisfatta.Quello che ti porti dentro è solo tuo,è soltanto vostro.
    Siete in ogni battito che risuona,e anche quello appartiene solo a voi.

    Ti abbraccio con affetto.

Vuoi commentare?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...