Ho deciso di fare una piccola variazione al titolo del blog. Lo curo poco, il mio blog, continua ad essere più che altro una sorta di blocco note poco accattivante eppure mi piacerebbe cambiarne un pò l’aspetto, inserire qualche foto, mettere un file audio da cambiare a seconda dell’umore. C’è pure un caro amico, anima pietosa, che si è offerto di farlo ma poi, chissà perchè, resto pervicacemente attaccata al lilla storico e alla totale assenza di qualsivoglia abbellimento.
Il titolo però mi è sembrato giusto cambiarlo. Dopo tanto tempo non è più soltanto ciò che è stato, è finito col diventare un mosaico non solo di ciò che siamo Noidue. Col tempo c’è finito un pò di tutto, a volte anche troppo, e troppo apertamente.
Tempo ne è passato tanto. Dinoidue, come se esistessimo solo noi due eppure quando ho iniziato a scrivere qua già lo sapevo sulla mia pelle che noidue, dinoidue era ed è una parziale verità. Che qui dentro c’è finito di tutto, bello, brutto, dolce, aspro, gelido, salato di lacrime, ingentilito dal tempo e dall’esperienza, dall’essere comunque cambiata e maturata a riprova che col cavolo che esiste un’età nella quale considerarsi compiuti, forse non lo si è mai, io forse non lo sarò mai.
Ieri mi hai colta di sorpresa chiamandomi nel tardo pomeriggio di un giorno nel quale di solito non ci sentiamo. Parco di parole, intimidito da chissà cosa, stanco per i tantissimi chilometri corsi per prepararti per quella m*aratona così assurdamente vicina a me e alla quale non potrò essere ad aspettarti al traguardo. Io qui tu là, a fare cose assurdamente uguali. Tu solo nel tuo non essere solo, io sola nel mio non essere sola. Io in mansarda a mettere su lavatrici, tu nel tuo scantinato a metterti su la "tua" lavatrice. Mi racconti di un piccolo problema domestico. sorrido da sola mentre verso l’ammorbidente nella vaschetta: discorsi da marito&moglie che mal si adattano ad una coppia di clandestini. Ti accarezzo teneramente senza dirtelo, senza che tu lo sappia, tu, che non appena hai un secondo libero corri a cercarmi, tu, geloso dei miei normalissimi sabati sera, tu, che continui a controllare se ti mando messaggi che non mando mai: perchè non lo fai tu? Ma lo dico oggi con più tenerezza che rabbia. Tu, mille sfacettature, mille piccole manie che riesco ancora oggi, dopo quasi sei anni, a guardare con amore tanto quanto con amore tu guardi le mie, di sfacettature, di difetti.

Proviamo ancora ad andare avanti.

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9 risposte a

  1. stann ha detto:

    aho’…m’hai fatto tenerezza. 🙂
    a me che con la vecchiaia divento sempre piu’ cinica e sempre meno tenera…

  2. cabiria55 ha detto:

    Non dirlo più che son sei anni…che il settimo porta sfiga! Ciao.

  3. abreast ha detto:

    saggia decisione quella di cambiare il titolo del blog, mi sembra davvero appropriata a quanto si è visto ultimamente dalle tue parti!
    senti, ma… glielo spieghi tu a STAN che non è vecchia?

  4. RobertoTossani ha detto:

    Certo, avanti.
    Che tanto indietro…
    E poi tu e I. avete qualcosa dentro che sapete riconoscere comunque: qualcosa che sa di voi insieme, qualcosa di te che è in lui, qualcosa di lui che è in te.
    Malgrado il tutto che non è solo voi due.

  5. Dovesei ha detto:

    Stann – se sei vecchia tu…e non parlo di età anagrafica che comunque anche quella non mi pare da circolo della meno*pausa.
    Però è vero che l’avanzare degli anni porta un tanto di acidismo. Ci sono giorni in cui sono acida come uno yogurth 0.1%, al limone. Poi passa e resta una saggezza lieve, quella che mi fa scrivere ‘ste cose.

    Cabiria – Ogni tanto ci penso, al tormentone del settimo anno. Poi penso a che tipologia di misura del tempo potrei applicare dato il tempo effettivo che trascorriamo insieme e giungo alle seguenti conclusioni: io e I. stiamo insieme da un paio d’anni, per altri versi stiamo insieme da una vita.

    Abreast – Calcolando che ci ho messo tre anni per modificare il titolo e mettere un pò di link, da esperto in materia informatica quanto tempo potrei metterci per inserire un file audio? Me sa le nozze d’argento del blog… 🙂

    Rob – Mi hai fatto venire in mente due elementi che si mescolano per poi tornare a sè stanti, però qualche particella infinitesimale dell’uno resta nell’altro.

    OT – Sabato sera ero all’agriturismo vicino all’allevamento di maiali.
    Vabbè scusate questa la può capire solo Toss. 🙂

  6. abreast ha detto:

    non ne ho la più pallida idea, DOVESEI! se, però, ti occorre una mano…

  7. franka ha detto:

    Riscontro similitudini presenti nella mia vita,ma con una differenza…perchè quello che sapete donarvi voi capita davvero poche volte.
    E’qualcosa di unico che riesce ad abbattere anche le barriere piu’indissolubili.
    Voi vi appartenete,nonostante la distanza,nonostante le difficoltà,nonostante tutto.
    Ti abbraccio Carissima.

  8. Masso57 ha detto:

    Ti risparmio la citazione in latino, che suona più o meno che è dalle piccole cose che si capiscono le grandi. Tu dici “piccola variazione”, ed in effetti cosa ci hai messo? trenta secondi, per farla?
    Però, però, però..quei trenta secondi sono stati costruiti da sei anni di vita, di esistenza, di resistenza, di passione, di delusioni, di dolcissime amarezze e di esaltanti momenti in cui la parola “felicità” era pure riduttiva rispetto a come ti sentivi, a come l’avete vissuta.
    Allora mi commuovo un po’ a leggerti e mi rallegro di fare il tifo per voi due.
    Ti abbraccio.

    PS: @ Stann: se usi ancora il termine “vecchiaia” riferito a te stessa, pugliesemente “ti cionco”……

  9. vitarosa ha detto:

    La storiella dei 7 anni vale solo per il matrimonio, credo… inteso come “convivenza”. Se non si vive insieme è tutto diverso.

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