Natale archiviato. Lo temevo, il primo natale dopo la morte di papà, invece è andato. Abbastanza. Liscio. Abbiamo un po’ tutti fatto finta di niente, non ci siamo fatti prendere dalla tristezza se non a fine giornata. Riaccompagnando a casa mia mamma si passa per forza di cose davanti al cimitero; è un piccolo cimitero col viale di cipressi, il cancello di ferro e il muro di cinta. Butti l’occhio e vedi le piccole luci. Mio padre è sepolto nella parte nuova, che dalla strada non si vede. Tornando a casa mamma mi dice “A me sembra impossibile che tuo padre sia là.” Lo dice senza guardare “là”.-“Mi sembra impossibile che non ci sia più, allora penso che sia non so dove, da qualche parte in cielo, ma non sepolto là.”- “Ti capisco mamma, a volte sembra impossibile anche a me. non preoccuparti, pensalo dove vuoi, non importa la sepoltura, la tomba. Importa dove vuoi conservare tu il suo ricordo.” F. è seduta dietro e intravvedo che mi fulmina con lo sguardo. Secondo lei, e secondo la durezza dei suoi vent’anni, io dovrei-un giorno in cui porto mia madre fuori per qualche commissione- al ritorno imboccare il viale di cipressi e dirle”Bene mamma, io entro e mi sembrerebbe il caso che lo facessi anche tu”. In effetti mia madre ha visto mio padre portato via in anbulanza, oramai in coma, e non l’ha visto più; non è mai voluta venire in ospedale e il giorno del funerale è rimasta a casa. C’erano 38 gradi e un sacco di strada da fare a piedi, ma in realtà il vero motivo era un’altro: non voleva vedere mio padre morto. Si è tirata addosso una montagna di critiche più o meno palesi. Io l’ho sempre difesa. Credo che ognuno abbia il diritto di gestire il proprio dolore e l’assenza come crede, e dato che ogni tanto si affacciano i sensi di colpa io faccio di tutto per toglierglieli. Erano una strana coppia, i miei: mia madre bellissima, di una bellezza senza tempo che si è mantenuta tale fino a pochissimi anni fa, una bellezza alla Elisabeth Taylor, ma con gli occhi scuri. Piccolina, minuta, elegantissima, risevata. Mio padre in confronto a lei pareva Shreck, anche se in gioventù non era malaccio: un magrino dal naso lungo vagamente somigliante a Sean Penn, poi lui col tempo era ingrassato, i capelli s’erano diradati, mia madre invece ha conservata intatta la sua bellezza per un tempo lunghissimo. Mio padre ha tradito mia madre per tutta la vita, e lei ci ha sofferto, per tutta la vita. Se n’è andato per poi tornare per poi andarsene di nuovo e lei ogni volta gli ha riaperto la porta, anche quando io, ormai sedicenne, le dissi “Non lo voglio più a casa, non è un padre per me nè un marito per te. Ci ha lasciate senza pensarci, senza soldi, senza tutelarci.” Niente da fare, lei gli riaprì la porta. Mesi dopo il suo ritorno lo incrociavo spesso nel traffico delle sei del pomeriggio, in auto con una bionda cotonata: la sua segretaria, un classico. Non ho mai detto nulla a mia madre, e poi sono certa che lei sapesse tutto. Era un cavallo scosso, mio padre. Niente e nessuno lo fermavano. Molto più tardi, in età ormai ampiamente adulta, l’ho umanamente capito. Non gli ho mai invece perdonato non i suoi ripetuti tradimenti, ma il suo essere tornato all’ovile per poi restare un padre e un marito scostante, nervoso, perennemente insoddisfatto. Non gli ho mai perdonato una frase che mi rivolgeva spessissimo”Meno male che hai preso la bellezza della mamma e l’intelligenza di papà: viceversa sarebbe stato un bel disastro.” Papà in realtà non ha mai capito nulla di mia mamma, si era fermato a quella bellezza luminosa e innocente. Mamma viceversa aveva capito tutto di mio padre, e l’aveva accettato ma sempre nella segreta speranza di un cambiamento che non c’è stato. E mio padre, come un cavallo scosso, ha continuato la sua corsa nel tempo e nei modi che l’età gli consentivano. Ha vissuto come ha voluto.

Questa voce è stata pubblicata in Da oggi in poi e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

8 risposte a

  1. alenic59 ha detto:

  2. misti ha detto:

    Spesso si sente dire di vivere come si vuole, cogliendo l’ attimo e non ci si rende conto di quanto, quel cogliere l’ attimo, possa ferire chi sta vicino a noi ….
    Bel dilemma trovare il giusto equilibrio …..
    La tua lucidità nel raccontare mi incanta.
    Buoni giorni …..

    (dicono che, per superare i dolori forti del lutto, bisogna lasciar girare almeno un anno e vivere ogni ricorrenza con la sedia vuota a ricordare chi manca ….. per fortuna nel cuore rimane sempre il profumo di chi non c’ è più)

  3. Dovesei ha detto:

    Il rapporto con mio padre è stato sempre complicato, ma manca anche a me, in momenti inaspettati magari. Ho bisogno forse anche di tempo per lasciarmi alle spalle tutto ciò che con la sua morte mi è piovuto addosso in termini di responsabilità e gestione della vita di mia mamma, io, che lascerei tutti liberi di gestirsi come meglio credono, non per menefreghismo ma perchè è questo che vorrei anche per me.
    La lucidità è il gancio di soccorso della mia vita.

    Un abbraccio Misti.

  4. Signorasinasce ha detto:

    Una grande figlia non poteva che avere una grande madre.
    Il tuo lucido raccontare mi ha levato le parole.

  5. Franka ha detto:

    Possa essere per te un anno fatto di momenti migliori.
    Bentrovata Simo…un abbraccio

    Franka e i suoi “pensieri rumorosi” (chissà se ti ricordi ancora di me?!?)

  6. Micol ha detto:

    Capito per caso sulle tue pagine (sono una nomade dopo Splinder) non mi do pace e sono sempre insoddisfatta e non mi riesce di “sentirmi a casa”. Ho letto che per te il blog originario scopri sia stato terapeutico, condivido la convinzione e altre cose. Ma detto ciò ho letto con attenzione questo tuo filo sul ritratto di tuo padre e ancora una volta ho testimonianza di quello che spesso non tutti ma parecchie volte si riscontra in percorsi esistenziali maschili.
    Ripeto: per fortuna non per tutti è così. La donna ama veramente con quell’organo idealizzato quanto pulsante e vitale per la propria vita. la donna per quanto criticabile perchè umorale e “folle” a dimostrazione dei suoi comportamenti “instabili” con quell’idea che da di dover essere sempre protetta e sorretta, in realtà è la colonna portante del rapporto di coppia.
    Nel tuo racconto la figura di tua madre è superlativa. Bella ed intelligente, con tutte le qualità mai comprese da un uomo che non ha avuto lo spiccato senso di responsabilità sia verso lei ma soprattutto nei riguardi di quella famiglia, frutto della loro scelta d’unione. Però lei è rimasta fedele all’attesa… perchè quando si soffre per essere state tradite, ci si sente deluse e anche offese sarebbe molto più semplice voltare le spalle e ricominciare una vita diversa forse migliore. Ma tua madre (e come lei so di tante altre donne) ha scelto la strada più difficile. Ha sfruttato la sua avvenenza fisica per nascondere il dolore, si è fatta colonna portante e anche stanzioncina di periferia dove tuo padre dai suoi “viaggi” potesse tornare e trovare un ambiente accogliente che lo facesse sempre sentire a casa. Tua madre ha rifiutato la sua morte per difendersi dal lutto. Per difendersi dall’ineluttabile rifiuta di “visitare il luogo dove tuo padre dimora”. In quel misterioso luogo che noi donne ci creiamo nel profondo più scuro della nostra anima c’è una tremula fiamma che teniamo costantemente accesa e lavoriamo perchè sia sempre alimentata. sembra una follia e forse lo è… io vedo in tua madre ancora l’attesa che tuo padre ritorni e finchè il suo cuore non ammetterà che questo più non accadrà… lei quella fiammella chiamata “speranza” non la spegnerà.
    Scusa la lunghezza.
    Permettimi un abbraccio.
    Micol

  7. Dovesei ha detto:

    “io vedo in tua madre ancora l’attesa che tuo padre ritorni e finchè il suo cuore non ammetterà che questo più non accadrà… lei quella fiammella chiamata “speranza” non la spegnerà.”

    Ben trovata Micol. La chiusa del tuo commento ( non scusarti per la lunghezza, oltretutto è un bellissimo commento,) è l’essenza, credo, del sentire di mia mamma.
    Benvenuta.

Vuoi commentare?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...