Donne, du-du-du

Ci sono giorni in cui vorrei essere altro. Un gatto, un cane, un maschio, un bulbo di giacinti, un pappagallo, una scimmia bonobo, ma NON UNA DONNA.
Perchè non si può, NON SI PUO’: svegliarsi alle sei e un quarto, rifugiarsi in cucina per ritagliarsi mezz’ora di solitudine beata per tracannarsi mezzo litro di thè con molto limone, 2 fette al kamut, un kiwy. Andare in bagno prima che si alzi il figliolone, per evitare incroci. Vestirsi, truccarsi quel minimo sindacale da non far spaurire la gente, rifare il letto, sparecchiare il tavolo della colazione, dar da mangiare al gatto, dar da mangiare al pesce rosso, telefonare a mamma ( “Hai preso le pastiglie? Hai fatto bla e bla? Ti ricordi che oggi bla e bla? Beeeene… Buona giornata… Ciaaaao…” ) Scendere, sghiacciare i vetri dell’auto, partire, fermarsi -sempre che non sia tardi- in uno dei bar lungo il percorso calcolando quale fa il cappuccino meno sgrauso. Arrivare, cercare/trovare un parcheggio. Mettersi al lavoro sperando che sia una giornata in cui la comunicatività necessita di livelli minimi. Pausa pranzo: troppo freddo per un’insalatona, troppa ciccia per un tostone, vada per un toast normale. Figlia che telefona “Mi vieni a prendere in stazione? Torno a casa e resto fino a domenica.” Pomeriggio di lavoro, riprendo l’auto. Sosta ipermercato: spesa per mamma, ho perso la lista, faccio mente locale, dove cazzo sarà la crema Prep? A cosa le servirà? Non si fa la barba e non ci sono zanzare. Non porta graziaddio il pannolino. Spesa per noi: prosciutto cotto, crudo, puntarelle, uova, pane, và che carine queste calze… me le prendo… sai mai che dopo il disgelo… Ri-auto, a casa di mamma, ecco la spesa, c’è tutto, anche il Prep! “Cocca, ti sei dimenticata lo scottexcasa… ” Mamma ok, domani te lo faccio avere, scappo che devo andare a prendere F. alla stazione. Stazione. Un nero tenta di aprirmi lo sportello, vuole vendermi accendini, fazzoletti, calzini. Ok, capisco tutto e tutti ma lo sportello è chiuso con la centralizzata, fanculo. Il nero porconeggia, chissenefrega. Arriva la figlia, il nero attacca pure lei, parto di fretta. “Tutto bene F.?” “Sì sì! Hai tagliato i capelli mamma?” “Solo un po’” “Stai bene ma hai l’aria stanca…” Sottotitolato “Ti manca solo la scritta Ceramica Dolomite e un anitra wc a mò di orecchino”.
Edicola, panificio, che mi sono scordata di comprare il pane all’iper. Arriviamo a casa. Scale, piani 4, F. si trascina il suo trolley, io la sacca della spesa e la cartella del lavoro. Apro la porta, la gatta mi viene ingontro miagolando e mi dico “finalmente una faccia amica”, senza nulla togliere a mia figlia. La cucina è buia, manco l’ombra di, chessò, la tovaglia e tre piatti? Una pentola d’acqua sul fuoco? In compenso in salotto c’è mio figlio, il suo metro e 87 stravaccato sul divano, “Weee, ciao F.! come va a Venezia? Tutto ok? MAMMA! NON FUNZIONA SKY! CAZZO NON FUNZIONA SKY! MA… HAI PAGATO, VERO?” Conto mentalmente fino a tre, oltre non ce la faccio. “CERTO CHE HO PAGATO! NON VEDRESTI LA SCHERMATA SE NON AVESSI PAGATO!” “He ma… si vede solo la schermata…” Non mi sono nemmeno tolta il cappotto. Gli strappo il telecomando, spengo tutto, stacco tutte le prese, riattacco, riaccendo: funziona. “Ah… è vero che bisogna fare così… ma non ci ho pensato… sono talmente stanco…son distrutto proprio!” Vado in camera e mi butto sul letto così come sono, e mi domando se essere astemia sia una buona scelta, perchè dopo una giornata così, ossia normale, normale amministrazione, forse dovrei farmi uno spritz, e forse con quello starei meglio. In alternativa potrei farmi quindici gocce di Lexotan, tante mie amiche vivono aggrappate alla magica boccetta, ma a me fa sonno quanto lo spritz e non so quale dei due sia peggio.
Mi tornano in mente le parole che qualcuno mi ha detto qualche giorno fa: “Tu sei speciale, sai essere tante donne in una, sei dolce, intelligente ( omissis, perchè poi si entra nel privato più privato. ) Che meraviglia, mi sono detta al momento.
Che fregatura, mi dico stasera.

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10 risposte a Donne, du-du-du

  1. Signorasinasce ha detto:

    Incredibile come la tua quotidianità sia simile alla mia….
    Siamo macchine da guerra, ma non siamo infrangibili.
    Credo che pubbicherò pure io un mio….periodo “tipo”….
    So che capirai.
    Un baciotto

    • Dovesei ha detto:

      Io e te abbiamo un sacco di esperienze in comune, in tanti ambiti. Spero per te che non abiti al 4° piano senza ascensore. Resto in attesa della tua scaletta quotidiana!
      Baci!

  2. Riccardo ha detto:

    E non devi portare il cane 4 volte al dì la cui ultima è alle ore 23.30.
    Non dimenticare lo scottex, il Lexotan è una molecola vecchia vecchia…

    Riccardo.

    • Dovesei ha detto:

      Eh io son gattofila Riccardo, lo sai. I cani mi piacciono ma i gatti di più, e poi vuoi mettere? Se alla Miky scappa pipì alle 23.45, fa da sola!
      P.S: ah sì? e che molecole sono più up to date? ; )

  3. Massenzio ha detto:

    Leggerti, mi ha messo un po’ d’angoscia.

  4. blue ha detto:

    Per un attimo mi sembrava di leggere una mia giornata…solo che io porto fuori due cani [due levrieri]…la spesa la faccio per la suocera…
    le mie figlie quando sclero mi dicono che sono un’isterica e di farmi curare 😦
    ma tant’è se non ci fossi non troverebbero neppure lo spazzolino da denti

    un abbraccio, solidale

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