Coppie

Attualmente sono l’unica nel giro delle mie amicizie ad essere ufficialmente single.
Di ciò che sono non ufficialmente non parlo se non con un paio di amici storici, mi sono resa conto che si vive meglio così.
Dunque come amica single di ritorno raccolgo le lamentele un po’ di tutti, tuttE, più che altro.
Lo scorso fine settimana mi sono sorbita le rampogne di un’amica, sposata ormai da secoli e che ha avuto come unico uomo il marito. Non che non abbia motivo di lamentarsi; è dura vivere accanto ad un uomo apparentemente impeccabile ma che evidentemente ha lacune emotive notevoli. Se poi il soggetto in questione ha un’attività in proprio in un comparto che è in crisi nera che più nera non si può, e se il soggetto in questione chiede sempre più spesso un aiutino monetario alla moglie senza mai trovare il modo di restituirlo, è normale che la signora accumuli amarezza su amarezza. Penso però che ad un certo punto si debba doverosamente tirare una riga e fermarsi per un salutare bilancio. Quasi inevitabilmente la cifra sarà in rosso, ma almeno una ne prende atto, poi sono affari suoi, patimenti suoi, gioie sue, ma almeno avrà una visione d’insieme più chiara.
Non è facile vivere insieme, tantomeno sulle lunghe distanze; Arriva un periodo, dopo un tot di anni insieme, in cui il marito o la moglie diventano una sorta di nemico da cui guardarsi. E’ il momento fatidico, la chiave di volta: è qui che può scattare l’opzione corna, ed è sicuramente a questo punto che si inizia ad accumulare bile in abbondanza. Qualcuno a questo punto si separa, qualcun altro si coltiva un piccolo orto botanico segreto, altri si aggregano a gruppi di vario genere, bikers, runners, palestra, ciclismo, si mettono a suonare il contrabbasso, si danno al ballo latino americano o al volontariato… comunque fuggono, in qualche modo, con il corpo e con la mente o con entrambi. Poi ci si stanca. E’ quasi matematico. Arriva il giorno in cui lo scapestrato coniuge riconsidera il tutto e bon, decide che in fondo è meglio lasciar perdere voli pindarici, fidanzati/e virtuali o a tempo o in comproprietà, e decide che è meglio tenersi stretto quel coacervo di difetti urticanti, asciugamani fradici, ceretta-non-ricordo-cosa-sia, aliti agliati, tinte che variano dal mogano anticato al biondo Beyoncè, suocere invadenti, cognati onnipresenti. Si resta così, uno accosto all’altro senza tenerezze, senza trasporto, con una tolleranza che si spera ardentemente aumenti con l’età, certi che il compagno, la compagna di una vita potrà essere una comoda presenza per non sentirsi troppo soli, per quando capiterà di stare male, per trovare la luce accesa la sera o accenderla e mettere su una pentola d’acqua a bollire.
Cose che per ora non mi mancano, non mi preoccupano. Cose che osservo negli occhi degli altri. Magari tra qualche anno li invidierò.

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12 risposte a Coppie

  1. g. ha detto:

    qui , uguale.
    (non scommetterei tanto sulla futuribile invidia, sà ?!? )
    g.

  2. Dovesei ha detto:

    L’ho vissuto, e so. Non è un bel vivere comunque.

  3. PuroNanoVergine ha detto:

    Mi viene in mente una canzone di De Gregori (La leva calcistica del 68) che dice:

    “E chissà quanti ne hai visti e quanti
    ne vedrai di giocatori tristi
    che non hanno vinto mai
    ed hanno appeso le scarpe a qualche
    tipo di muro e adesso ridono dentro al bar
    e sono innamorati da dieci anni con una donna
    che non hanno amato mai”

    • Dovesei ha detto:

      Mi sa che De Gregori sia l’Enciclopedia Britannica del genere. Ce n’è un’altra, Canzone per l’Estate, che fa pensare come fa pensare il fatto che l’abbia scelta da De Andrè.

      “La tua coda di ricambio, le tue vergini in affitto, ogni giorno un altro giorno da scontare.”

  4. Massenzio ha detto:

    “A quelle che sono già prese
    e che vivendo delle ore deluse
    con un uomo ormai troppo cambiato
    ti hanno lasciato, inutile pazzia,
    vedere il fondo della malinconia
    di un avvenire disperato.”

    Faber, signore & signori. “Le passanti”

  5. masticone ha detto:

    Questo tuo bellissimo post andrebbe commentato in modo approfondito e temo che nessuno senta la voglia di sentire quel che avrei da dire in merito.
    Quindi evito.
    Però però.. accidenti a me, proprio non ce la faccio a non dire niente.
    Alla tua amica in primis.
    Insomma non è che mi sia piaciuto molto come l’hai descritta. O meglio come la vedi te con i tuoi occhi. Forse lei non si riconoscerebbe. O forse si.
    Si può ridurre un matrimonio che dura a una vita a un bilancio societario con tanto di finanziamenti?
    Se si parla di deficit emotivi ok. Ma se ci mettiamo dentro anche quelli monetari la cosa scricchiola. La signora ha dei problemi? bene discutiamone. O meglio li discuta con suo marito, ma messa giù come l’hai messa te mi sembra un tantinello meschina. Almeno ai miei occhi.
    I ragionieri, nell’amore e nella vita, sono i veri perdenti.
    In secundis a te.
    Sei single.
    Posso farti allora la corte?🙂

    • Dovesei ha detto:

      Ho descritto la mia amica così com’è, come penso la vedresti anche tu.
      E’ una brava persona, tanto quanto lui, ma la strada che hanno percorso insieme è parallela ma senza intersezioni. Forse troppo diversi, forse sono mancate presenze aggreganti, forse. Ti assicuro che è possibilissimo, dopo un percorso un po’ troppo superficiale, ridurre il tutto ad un mero bilancio. Prova a metterti nei panni di lei: anni di fianco a un uomo buono ma senza slanci, maternità negata, alla fone tu gli metti anche a disposizione quella che dovrebbe essere la sicurezza per la tua vecchiaia, lui non ne sa fare buon uso, tu, moglie, ti ritrovi emotivamente sola-come sempre- e in più senza il tuo salvadanaio. E questa è una storia tra tante che vedo, che sento. Disparità emotive che finiscono con lo scavare orridi tra persone che si sono volute bene. L’amore è sicuramente altro, e forse ha soglie di tolleranza e comprensione maggiori.

      Sono semi-single, ma questa posso capirla solo io. : )

  6. Dovesei ha detto:

    L’ho scritto, che l’avrei capita solo io. Lo sapevo.
    Non sono una stacanovista ma piuttosto una della (tante) della serie “guarda che sse deve fà pé magnà”.
    Dovresti avere la pazienza di andare indietro e leggere.
    Semifreddo? Direi proprio di no!🙂

  7. Roberta ha detto:

    decisamente questo post andrebbe approfondito, ma sarebbe complicato farlo. Magari lo prendo da spunto per scrivere qualcosa da me

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