Piccoli dolori

Oggi operano G.
A dire il vero è sotto i ferri proprio adesso, il cuore tra le mani di un altro uomo che, a quanto mi ha detto M., cardiologo anche lui ma amico prima di tutto, “speriamo abbia molta fantasia, oltre alla bravura”.
Di G. mi piace il modo di aggredire la vita, di gusto e con gusto. Mi piacciono i modi schietti, l’eleganza innata, il suo essere ostinatamente libero, consapevole di non riuscire a stare in una coppia. Ha 48 anni, e può essere che non ce la faccia, se l’uomo che tiene il suo cuore tra le mani non avrà “abbastanza fantasia”.
Oggi è un giorno di merda, anche se c’è il sole, anche se sto bene, anche se ho due fantastici ragazzi, anche se nella mia vita c’è abbastanza amore.
Ho aperto il freezer per cercare qualcosa di veloce da cucinare, e loro erano lì, le polpette di papà. Ben impacchettate e con l’etichetta “Polpette-15/05/2011″. Eri di una precisione impeccabile, papà. Ricordo il giorno che me le hai date:”Le ho appena fatte, sono crude, da cucinare.” Le facevi sempre con troppo aglio le polpette, papà, ma io non volendo offenderti le ho prese e una volta arrivata a casa le ho cacciate in fondo al freezer. Io sono fatta così, nè ordinata nè disordinata. Tu invece eri incredibilmente ordinato, come tuo padre del resto. Le cose che cucinavi avevano una scalettatura di consumo: la carne andava consumata rigorosamente entro un mese, se surgelata a crudo. Un po’ di più se cotta.
Credo che in quel mese scarso di vita che poi ti era rimasto da percorrere, tu me l’abbia chiesto dopo una settimana:”Le avete mangiate le polpette?” – Credo di averti anche risposto un po’ seccamente che no, ancora no, ma che tanto non succedeva nulla anche se restavano lì. E’ quasi un anno che sono lì, e di sicuro saranno ancora buone le tue polpette, solo che proprio non ce la faccio a cucinarle, non so perchè. Magari le porto alla mamma, la quale le riconoscerà di sicuro perchè come le facevi tu non le faceva nessuno.
Mi dispiace papà, mi dispiace essere disordinata-disorganizzata.
Mi dispiace non portarti dei fiori.
Mi dispiace non avere ancora avuto il coraggio di andare dal marmista a scegliere un qualcosa che sarà semplicissimo e spoglio.
Mi dispiace non essere stata lì quando ti sei sentito male.
Mi dispiace non essere stata lì quando te ne sei andato definitivamente.
Eppure ho passato ore accanto al tuo letto di rianimazione ascoltando il ronzio delle macchine che ti tenevano in vita. A volte ti tenevo per mano o ti accarezzavo un braccio pur sapendo che tu eri già altrove. Mi sentivo una perfetta idiota perchè comunque tu non eri più.
E’ passato tempo, parecchio, e io sono stanchissima, non mi piace piangermi addosso ma davvero sono stanchissima, due case da gestire, una famiglia, mamma, conti, bollette, banche, spesa, manca sempre qualcosa.
Poi è assurdo che un pacchetto di polpette ti faccia ri-ri-riflettere sulla caducità della vita.

Forza Giulio, ce la devi fare. Non mollare.

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10 risposte a Piccoli dolori

  1. massenzio ha detto:

    Sono con te e con Giulio. Forza!!!!!

    • Dovesei ha detto:

      Grazie Massimo. E’ da così tanto che ci conosciamo… Senza rendercene conto sono accadute un sacco di cose, belle, brutte, così così…
      Ti abbraccio.

  2. Caroline Kiig ha detto:

    Simona, cara, io ci penso quotidianamente alla caducità della vita. Me l’ha insegnato Libra, l’anno scorso, scegliendo di andarsene senza avvisare.
    Io non ho due ragazzi fantastici, un lavoro degno di tal nome -anche solo per la retribuzione- e l’amore, beh, chettelodicoafare??
    Però oggi ho raccolto tre viole in giardino e una te la lascio qui.
    Tifo per Giulio anche io e speriamo che la fantasia porti “oltre” la bravura.
    Un abbraccio.

    • Dovesei ha detto:

      La ricordo, Libra, nel tuo raccontare la sua storia e ricordo anche il post, di quando se n’è andata, non tanto tempo fa.
      Si finisce col vivere anche nella pelle degli altri, in alcuni blog, e questo è bello, davvero.

  3. swanndelinfierno ha detto:

    del resto i cardiologi sono notoriamente dei creativi.
    non c’è motivo per dubitare.

    • Dovesei ha detto:

      Ho sempre pensato al cuore come a una pompa idraulica, e se si parla di chirurgia “creativa” mi viene in mente solo quella plastica. Ma mi fido, e non dubito. Devo.

  4. smileyou6 ha detto:

    in bocca al lupo per Giulio…e per tutto:)

    • Dovesei ha detto:

      Grazie mille. Mi piace(rebbe) credere che l’energia mentale delle persone, e gli auguri e i pensieri fossero una forza che guida verso il meglio.
      Grazie ancora.
      Intanto è dalle otto di stamattina che giulio è in ballo.

  5. misti ha detto:

    Un pensiero a Giulio ….

    [io sono sicura che i pensieri, gli auguri, l’ energia mentale e tutto ciò che nasce dal cuore …. aiutano, aiutano tanto]

  6. masticone ha detto:

    Niente è per caso…

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