Take, toss.

Quante volte ho fatto ordine nella mia vita? Tre o quattro, tutte quante le volte in modo sostanziale. Ogni volta che l’ho fatto non sono mai più scesa a patti con le persone che ho deciso di non frequentare più, fatto salvo per una.
Ora però… Ora però sono davvero stanca; non sono stanca di questa creatura aliena, o forse fin troppo ovvia, sono stanca degli sberloni che la vita mi assesta, delle mancanze senza ritorno alle quali mi sono trovata di fronte, sono stanca dell’insufficienza cronica di denaro, di dover fare mucchietti di gestione che alla fine non bastano mai. Sono stanca di rinunciare in prima persona per dare sempre agli altri.
Io non sono tipo da grandi bisogni, sono però tipo da “poche cose ma concrete”. Non mi interessano parole, slanci fin troppo facili, e che poi al dunque mi venga tolta la sedia da sotto il culo proprio mentre sono lì felice e pronta a fermarmi per un attimo a riposare.
Mi chiedo cosa passi per la testa della gente, perchè certe persone facciano di un mucchietto di sabbia, il Cervino da scalare a piedi nudi.
Mi chiedo il coraggio di vivere dove lo tengano nascosto.
Mi chiedo se la tranquillità merdosa nella quale si rifugiano a tratti, non li soffochi col puzzo di stantìo che vi stagna.
Mi chiedo se non sia io, con la feroce voglia di vivere che mi ritrovo, ad attirare questi chiagniefotti. A me non piacciono i piagnoni, io amo la gente viva, che sorride e sa ridere, amo i generosi d’animo, gli innamorati della vita.
La morte mi fa orrore, mi fa paura, mi spinge a dare fondo ad ogni energia, ogni attimo, ogni sentimento e sensazione, anche i peggiori. Non sopporto chi si rivolta nellla melma dell’autocommiserazione tentando di convincermi che “ce l’ho messa tutta per…, ma non ce l’ho fatta, non ce la faccio.”
Ho passato anni accanto a un uomo così, amandolo così com’era, poi è finita e mi ero ripromessa che quelli preda di infiniti loop mentali, mai più. E invece no, ce n’è sempre qualcuno che incroci sul tuo cammino, e succede che la vita ti porti anche a volergli bene, a dividerci insieme tempo, attimi, ricordi, e pure il piombo che si trascinano dietro.
Ti massacrano con la loro pesantezza esistenziale, ti tolgono energia con i loro problemi grandi come cacche di pulce e poi ti chiedono scusa, “sono così, purtroppo. E’ colpa mia.” Dio quante volte l’ho sentita questa storia! Che sfinimento! Che coglioni! Quanto amore dato a piene mani, per anni, a uno che faceva questi identici discorsi! Quanto scoramento. Mi ero ripromessa che mai più avrei sprecato tempo ed energia per persone così, e invece.
Se non altro questa volta non c’è sofferenza, ma stanchezza sì, tanta.

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13 risposte a Take, toss.

  1. luceinombra ha detto:

    sembra di rileggermi… mi specchio e ti comprendo. 🙂

    • Dovesei ha detto:

      Mi sa che sia una prerogativa femminile, quella che ho descritto.
      Conosco forse solo un uomo, fatto così.
      Speriamo di poterci rispecchiare presto in modalità meno sfinenti.

  2. ConteMax ha detto:

    Simo, Simo, Simo: non avrei mai voluto leggere un post del genere. Perchè se anche una roccia comincia a sgretolarsi, allora nulla e nessuno è più al riparo dalle intemperie che la vita scaglia addosso. Specie se la roccia è ritenuta immune dai dolori: quando, in realtà, è sempre la parte più esposta.

    • Dovesei ha detto:

      Massi, Massi, Massi… avrei voluto essere come una di quelle rocce della spiaggia di Praslin, levigate e tondeggianti, vissute ma salde tra sabbia e acqua.
      Invece sono uno spuntone che inizia a franare.

  3. swanndelinfierno ha detto:

    alla faccia dello sfogo.
    tanto di cappello, comunque, e tutta la mia solidarietà.

  4. Dovesei ha detto:

    Ogni tanto “mi va per di sopra”, dicono qua al nordest.
    Grazie per la solidarietà.

  5. Riccardo ha detto:

    Ti regalo questa che c’azzecca…

    “Mi sono chinato in te
    come spillo di luce,
    e già tu,
    sorridendomi,
    avevi deciso
    di farmi abitare
    il tempo di un dolore.”

    Riccardo

  6. Signorasinasce ha detto:

    Post lucido e nonostante tutto combattivo.
    La roccia che si sgretola diventerà nuovo sedimento, solo spostato un pò più in là….rispetto a dove tu ora sei.
    Ti mando un abbraccio ed i miei auguri di una serena Pasqua

  7. Linda ha detto:

    Eccomi qua mia cara, con le stesse tue problematiche, con la stessa violenta voglia di vivere, sorridere, ridere, amare e concedermi, pur avendo, da soli quattro mesi, nuovamente ripresa una bella mazzata dietro al collo!!!…ma fiera di esser quello che sono, di provare sempre e comunque emozioni forti anche attraverso piccole cose!
    Non cambiare mai e non aver mai “PAURA” d’esternare tutto quel che ti fa sentire viva dentro e fuori!
    Buona Pasqua! 😉

  8. paoladazero ha detto:

    ahh adesso capisco, ci sei ricascata!! non so che dire, spero che anche tu, al di là di tutto ciò, risca a trovare quel qualcos’altro per cui ne vale la pena!!

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